mercoledì 3 dicembre 2014

E vai con il walzer dell'ipocrisia

Una cosa che mi ha fatto sempre sghignazzare è come si difendano tanto i feti con tanto di interventi di capi religiosi, politici, ostracizzazione dell'aborto e di chi difende la libertà di scelta di una donna, ma poi dopo la nascita del feto tutti se ne strafreghino.
I giornali parlano solo dei casi eclattanti di stupri (possibilmente se commessi da extra comunitari), di pedofilia e relativi abusi sui minorenni, adolescenti o pre puberali, di solito quando finiscono con la morte del minore (vedasi il caso Gambirasi, quello di Fortunata Loffredo, ora quello di Andrea Loris Stival) o quando c'è il coinvolgimento del clero (ma in quei casi il clamore giornalistico dura quanto un battito di ciglia).
Inchieste su quanto sia diffusa lo sfruttamento di prostituzione minorile (femminile e maschile)? Non pervenute, a nessuno interessa rendersi conto che viviamo in una società in cui le prostitute che vanno per la maggiore sono quelle giovanissime e che c'è un giro di prostituzione di ragazzini ugualmente vasto (e frequentato non solo da omosessuali ma anche rispettabilissimi mariti, fidanzati, compagni e così via).
Report su come la polizia e le forze  dell'ordine tendano a chiudere più di un occhio sullo sfruttamento della prostituzione a seconda ci come gli giri o possa fare comodo? Zero. Ma perché stupirsi? In fondo postitite e marchette non sono mica di origine italiana.
Indagine su quale siano le difficoltà enormi cui vanno incontro le associazioni che si dedicano alla difesa dei minori e dei bambini (assenza di interlocutori, di pubblicità, di finanziamenti), sull'omertà che avvolge questi tipi di violenza? Anche in questo caso nada, niente, nulla. 
Perché rischiare di sollevare il coperchio su un marcio molto più diffuso di quanto si pensi? Perché demolire il mito che il pedofilo è un mostro facilmente individuabile e non qualcuno che appartiene alla prima cerchia familiare o di amicizie fidate di una famiglia? Perché mai far sorgere il dubbio che non basta essere una figura rispettata per non essere un mostro (vedasi le levate di scudi e le difese da ultrà calcistici di clericati accusati di abusi su minori)?
In meno di sei mesi sono avvenute due morti di bambini, su una delle vittime sono state accertati gli abusi sessuali, sull'altra i medici parlano di indizi di molestie, in entrambi casi colpisce il silenzio (così come avvenne nel caso Gambirasi) in cui rieccheggiano gli inviti dei procuratori a parlare, a non tacere.
Ma a colpirmi è lo stupore che trapela dalle parole dei giornalisti, come se si chiedessero come si fa a non parlare, a non dare le proprie testimonianze, dimenticando che sono loro stessi i primi a essere colpevoli relegando un argomento come quello degli abusi su bambini al semplice sensazionalismo legato alle morti (in quanti si ricordavano della bimba uccisa a Napoli, o del fatto che in quello stesso palazzo due anni fa fu ucciso nello stesso modo un altro bambino), lasciando solo a blogger vari le denunce? E mi lascia l'amaro in bocca il come i giornalisti ignorino tutte le cose di cui sopra, come si fa a pensare che qualcuno muoverà un dito quando non c'è una cultura che spinga a vedere gli abusi nella loro cruda realtà e non come qualcosa che bene o male va accettata e relegata a pochi casi? Quanti bambini dovranno morire ancora perché se ne parli seriamente? Oppure dovremo aspettare che, come in UK, muoia qualche famoso e si scopra che era uno stupratore? O che qualche vittima di abusi da parte di pedofili influenti si faccia avanti? 
Ma questa è l'Italia, un paradiso per chi ritiene lecito stuprare e abusare di minori.



sabato 6 settembre 2014

E chi se ne fotte!

Tre scugnizzi non si fermano a un blocco dei carabinieri, parte l'inseguimento a uno dei poliziotti scappa un colpo e muore un diciasettenne. 
In sunto questo è quello che è avvenuto a Napoli.
Lì ci si dovrebbe fermare: al capire la dinamica dei fatti. Senza vittimizzare o colpevolizzare nessuno in modo aprioristico.
Invece no. Sia mai che ci si lascia sfuggire l'occasione da una parte di attaccare le forze dell'ordine (le quali effattivamente potevano evitare di mandare un giovane alle prime armi in un quartiere difficile, se sei un poliziotto e ti parte per sbaglio un colpo be' vuol dire che forse non sei stato ben addestrato), dall'altra di criminalizzare il morto (il quale nel momento del fattaccio come colpa aveva l'essere in tre, senza casco, su un motorino). Un po' come a Fergusson (non mio il paragone ma di alcuni giornalisti, almeno stando al TG2).
Da come ho scritto si capisce bene che lì per lì ho sghignazzato sarcastico al paragone tra l'omicidio di Michael Brown e quello di Daniele Bifolco. 
Ma (lo so, vi mancava un mio ma) poi ho visto l'intervista al sindaco De Magistris. Lui esprime il suo rammarico, si augura che la magistratura faccia chiarezza e giustizia perché la vicenda per sè è triste vista anche l'età dei protagonisti (un poco più che brufoloso e un agente sbarbatello).
A quel punto il delirio, la camorra, il quartiere difficile, la disoccupazione, l'abbandono scolastico. L'ex magistrato era decisamente perplesso, che cosa c'entrava la camorra? o la disoccupazione? Ergo la sua risposta rimaneva sempre sulla stessa falsa riga: andava valutato semplicemente la dinamica del fatto, senza criminalizzare nessuno. La giornalista però non era soddisfatta, il fattaccio doveva essere motivato da qualcosa, impossibile pensare a un errore umano di fronte a una ragazzata. No, bisognava dimostrare che tutto era accaduto perché i ragazzi del motorino sono nati e cresciuti non solo a Napoli ma, peggio ancora, a Traiano un quartiere con problemi di spaccio, camorra, disoccupazione vicino al 70%.
Contemporaneamente nei telegiornali RAI andava in onda la cosa che più odio di questi sedicenti giornalisti: il comportamento da avvoltoi, il tuffarsi in una tragedia mettendo in risalto non i fatti ma le emozioni delle persone coinvolte (e l'opinione del prete di turno) amplificando la rabbia e permettendo la strumentalizzazione dell'accaduto a discapito delle forze dell'ordine. 
E intanto rimangono il cadavere di un diciasettenne e la vita di un ventiduenne distrutta in quanto verrà ricordato non come qualcuno che ha fatto un errore (dalle stesse dichiarazioni degli agenti non c'erano minacce che giustificassero lo sfoderare le armi) ma come un omicida di innocenti.
Ma alla fin fine e chi se ne fotte di dove sta la verità e di quali siano i fatti. L'importante è l'odio, verso i napoletani (destinati a essere criminali), e verso le forze dell'ordine (destinate a essere covo di assassini impuniti).

Davide Bifolco, 17 anni. Riposi in pace. 

martedì 26 agosto 2014

L'estremo insulto

Per il quinto tentativo  mi sono ricordato del finale di uno dei capitoli di quel capolavoro che è Sand Man (sì, quello scritto da Neil Gaiman): "A game of you".
Uno dei personaggi secondari è Wanda Mann, una trans. In origine lei era Alvin Robert Caleb Mann, lei sognava di essere una donna, di non essere qualcosa di bizzarro, un uomo con abiti da donna.
Oh, spoiler a seguire. Siete avvisati.
Lei muore. Dopo una vita vissuta lontano da una famiglia che non l'accettava e, per giustificarne l'assenza, rche raccontava come il loro figlio fosse morto.
Il loro figlio. Al maschile. Così come maschile è l'abito, il taglio e il nome sulla lapide.
Quella era una storia. Magari anche limitata nella rappresentazione di una trans incastrata in una idealizzazione distorta della donna e della femminilità, ma pur sempre il parto della fantasia di uno scrittore.
Ma le storie nascono sempre dalla realtà. Il che rende le cose ancora più amare.
Perché cresciamo bombardati da ogni lato con il concetto di famiglia. Questa struttura un po' mitica e decisamente idealizzata che sarebbe il fondamento e il pilastro di ogni civiltà degna del nome.
Alla fin fine ci crediamo anche che le cose stiano così. Anche se. Anche se basta ascoltare, guardare e non fare finta di niente per vedere che l'immensa ingenuità di una simile posizione.
Abusi, violenze, ricatti, emarginazione non sono cose eventi ignoti nel tanto ossannato pilastro della società.
Ma tant'è, i mantra sono inataccabili.
Specie in Italia. Un paese dove un puttaniere divorziato s'è permesso di partecipare a manifestazioni in difesa della famiglia con la benedizione della Chiesa.
E a pagarne il prezzo sono i membri deboli. Come Nicole, ai cui genitori lo stato (con la minuscola) ha permesso di vestirla da uomo, di usare quel nome che per vent'anni lei era stata costretta dalla legge a usare nonostante fosse una donna (e no, non è così semplice o scontato che una trans-donna arrivi a fare l'operazione, anche perché prima di poter arrivare a quel passo ci sono tantissimi passi da fare, anche burocratici e protocollari comprese visite psicologiche su visite psicologiche per assicurarsi che la richiedente rientri realmente nella disforia).
Come dicevo nel titolo: l'estremo insulto a una persona. Ma in fondo chi se ne frega dei capricci di una persona malata (e, peggio ancora, ribelle nei confronti della volontà divina. Una persona così testarda da voler arrivare a modificare e distruggere il sacro tempio che è quel corpo fornitole da dio, anche qui con la minuscola).
Riposi in pace, Nicole.

venerdì 22 agosto 2014

Tutto il mondo è paese

Oggi sono in vena di ricordi: anni fa, una chiacchierata, su una panchina di pietra, con un rumeno, la polizia che fa il suo giro di pattuglia e ovviamente si ferma a controllare tasche e documenti. La solita routine: svuoti le tasche (con piacere, le mie erano piene di fazzolettini di carta usati e, per inciso, ero uno da due pacchi di sigarette al giorno), come mai è qui, da quando vi conoscete, lei dov'è nato (cos'è un test dellla verità? una arguta trappola per beccarmi in fallo?), come mai qui dice italiano?
Perché sono stato adottato circa 25 anni fa (parliamo di un episodio avvenuto tre anni fa).
Apritevi cieli! Mai visto tanta coerenza in una persona. All'improvviso non eravamo più in due a essere dei potenziali criminali spacciatori di droga, io (in virtù dell'adozione) ero stato ripulito ed ero rinato come un onestissimo italiano. Miracoli dell'adozione.
Certo per quel che ne sapeva lui io potevo essere un delinquente della peggior specie ma abbastanza fortunato e vispo da non essersi fatto beccare, ma quello era qualcosa che non poteva essere, ho la faccia da bravo ragazzo, parlo in un italiano corretto (magari un po' affettato quasi da fru fru) ed ero pure stato adottato dunque solo il rumeno era un potenziale spacciatore/delinquente.
Ok, ora che vi siete annoiati con uno scorcio del mio passato rispondo alla vostra domanda: e quindi?
E quindi tutto questo per dire che tutto il mondo è paese e che non ho bisogno di guardare al di là dell'oceano per rendermi conto di quanto sia facile usare due pesi e due misure.
Basta leggere o ascoltare (tele)giornali qui nel bel paese dove persino un italo colombiano stranamente perde le radici sicule (il che è buffo vista la corsa a scoprirsi parenti del sindaco di New York) e solo pochi giornali evidenziano i suoi legami (e quelli del gruppo paramilitare con cui faceva stragi in Colombia) con la 'ndrangheta, e un potenziale sequestratore di bambini viene descritto come confuso e con probabili problemi psichici (il vantaggio di non essere rom o sinti).  
Ma d'altra parte se c'è un culto non nascosto per Mussolini, se la FIGC elegge come proprio presidente Tavecchio, se il ministro dell'interno può parlare di vu cumpra perché tanto compare nella treccani (anche pirla compare in quel vocabolario), un motivo ci sarà, no?

venerdì 15 agosto 2014

Bassa concordia

Mi annoio. Mortalmente. E' più forte di me, vorrei parlare di quanto sono fiero degli italiani che ci rappresentano, del loro spingere la popolazione a fidarsi delle istituzioni, a reagire alla crisi, della loro levatura morale e acume politico e invece no sono desideri irrelizzabili: leggo e ascolto giornali con le dichiarazioni dei nostri politici e sono avvilito, schifato, deluso da quanto in basso riescano a cadere nel loro tentativo di tenere infinitamente in vita il gattopardo.
L'Italia è messa sempre peggio economicamente: dissocupazione altissima, investitori che non si fidano, giovani e meno giovani che migrano (e non solo dal classico bacino di emigrazione, il Sud Italia, ma anche dal Centro-Nord) in cerca non di fortuna ma di possibilità, abbiamo un debito pubblico che continua ad aumentare ecc.. ecc.. e all'economia si aggiunge un elenco di cose che stanno andando in rovina nella nazione che è lungo, troppo lungo. Eppure i nostri politici non sanno nè assumersi responsabilità nè spingere gli italiani a farlo per la situazione appena descritta (e viene il sospetto che i nostri governanti semplicemente non abbiano nè interesse nè voglia nel fare quel primo passo necessario per intraprendere un percorso di ricostruzione reale).
Anzi; peggio ancora; Renzi assume un atteggiamento meschinamente infantile: non sono io, siete voi che siete gufi e brutti e cattivi e l'Europa (leggasi la Germania e la Francia) che non va bene e ci trascina a fondo ecco e ora lo dico alla mamma e alla maestra.
Ma il nostro pil non è sceso per colpa della Germania e della Francia che rallentano, oppure vogliamo far finta che non ci siano stati 30 anni e passa di pessime politiche economiche? Di mancati investimenti in settori strategici? Di favori agli amici degli amici? Di aiuti economici a cordate di imprenditori imprensentabili? E anche in questo caso l'elenco di mancanze (tutte nostre e di certo non imposte dall'Europa) è dolorosamente lungo. L'economia gravemente ammalata è solo uno dei sintomi del malessere in cui versa l'Italia.
Non contento di questo Renzi nel suo consapevole mentire omette quando decide di non sottolineare che in Germania il mercato interno tiene (mentre in Italia siamo in deflazione, ovvero si abbassano i prezzi per spingere la gente a comprare. Una misura disperata, ce lo vedete un commerciante o un imprenditore che decidano di abbassare i prezzi così, per un ghiribizzo del momento?), la disoccupazione è al minimo storico e che questo arresto, per i tedeschi, è il primo dal 2012. Ma perché prendersi cura di essere onesti quando ci si può arrampicare su gli specchi per fare le pernacchie alla culona inchiavabile che governa la Germania? 
Sopratutto visto che se siamo nella merda la colpa non è nostra, ma dell'Eurolandia che è messa nella merda? 
E l'Italia? Che affondi, come la Concordia e come quel relitto attenda  qualcuno che metta de cassoni di galleggiamento, la raddrizzi e, infine, la porti dove poter essere smantellata per trasformare la propria ossatura in soldi (tanto di anno in anno aumentano il numero di marchi italiani, o di asset strategici, che finiscono in mani estere).
Ma è tutta colpa dell'euro e dell'Europa (ironicamente l'unica cosa in cui concordano tutti i partiti sia di governo che di opposizione). Corruzione, criminalità organizzata, connivenza stato mafia, evasione fiscale, burocrazia elefantiaca? Tutto è colpa dell'euro e dell'Europa che è in crisi. Noi stiamo bene, sforniamo riforme che il mondo e l'UE copieranno per rilanciare l'economia e trascinare il mondo in una nuova età dell'oro. A fare da battistrada sarà lui: Renzi il giovane guidato dal patto del Nazareno e dai suoi fedeli alleati del centro destra (che poi sia lo stesso centro destra che nel 2010, in piena crisi, affermava che l'Italia era messa benissimo perché i ristoranti erano pieni. Ecco quello è un particolare irrilevante, secondario e trascurabile) e ogni tanto ci saranno delle soste per permettere a tutti di godersi delle vacanze in allegria. 




Facce di bronzo

Ovvero facce da culo. E no, non sono stato nè volgare, nè offensivo.
E se a qualcuno viene da obiettare che dare del "faccia da culo" è offensivo ecco a quella persona vorrei sottolineare come il mio sia semplicemente un uso divertente di un modo di dire comune. O, in altre parole, potrei anche rispondere di essere stato frainteso.
E tutto a posto. Anche se effettivamente io ci sono andato piano e sono un mister nessuno letto da quattro gatti quindi non credo di essere particolarmente abile nel tenere alta questa tradizione italiana.
Come lo è lo scandalizzarsi (inizio a pensare che sia un atteggiamento pro-forma): fiumi di inchiostro, di status facebook indignati, di tweet pieni di disgusto per l'invito a Schettino per parlare davanti a una classe universitaria (per essere precisi 80 studenti di un master) fatto da un professore della Sapienza; insegnante finito alla gogna e personalmente richiamato dal rettore (sì, quello che ha piazzato allegramente parenti e amici nella stessa università che dirige). Incredibile, inaccettabile, immorale.
Un po' meno incredibile, inaccettabile, immorale che la FIGC scelga come suo presidente Tavecchio, salito alla ribalta non tanto per la gestione della lega dilettanti ma per la sua simpatica, fraintendibilissima, e innocente battuta sui giocatori extracomunitari mangia banane (come se tutti venissero dall'Africa, da italo colombiano mi sento offeso e ignorato: Falcao ha giocato in Italia, poteva pensare anche a lui dandogli del coltivatore, spacciatore, sniffa cocaina), cui ha fatto seguito  un commento, anche quello innocente, fraintendibile, ilare sulle donne e il calcio, ma ancora più tollerabile è che il ministro dell'interno Angiolino Alfano nel parlare della giusta lotta alla contraffazione usi il termine "vu cumpra" e che indichi i venditori ambulanti come causa principale del suddetto mercato o che affermi tranquillamente che i risultati dell'operazione della guardia di finanza che hanno portato al sequestro di diverse imprese, in odor di camorra, di falsificazione è dovuto proprio all'impegno del ministero di occuparsi dei venditori ambulanti nelle spiagge (m'immagino la faccia dei finanzieri che, dopo mesi di lavoro, vedono la loro fatica minimizzata in questo modo).
Le cose tristi di queste due vicende sono tante. Intanto il ruolo dei due personaggi, uno è il presidente della FIGC che tra i suoi compiti ha anche quello di trovare politiche che riducano il razzismo all'interno degli stadi (dai del mangia banane ai giocatori extracomunitari davvero ti aspetti che qualche curva razzista ti dia retta quando parlerai di integrazione e rispetto verso i negher?), l'altro è un politico e ministro degli interni.
Un ministero che richiederebbe un minimo di carisma e levatura morale. Quale credibilità ha un ministro che non è in grado di assumersi nessuna responsabilità (a partire dal più grave caso Shalabayeva ) e che tranquillamente dopo un insulto razzista ha il candore di dire che no, le sue parole non erano offensive ma che quello è un normalissimo modo di dire?
Come dicevo facce da culo (e pure razzisti senza un minimo di coraggio).
E sì, intendo esattamente quello. Le mie non sono fraintendibili come parole.
Accidental Racist by Brad Paisley

lunedì 11 agosto 2014

Vip, Ebola, irresponsabilità e un po' di informazioni

I vip hanno una grandissima responsabilità in quanto sono persone che possono influenzare il loro seguito di fan. Questo basterebbe come motivo perché imparassero a tenere la bocca chiusa o (se proprio non riescono a tenere le dita lontane da una tastiera) quantomeno a misurare quello che dicono e a verificare se quello che dicono ha fondamento o è sono un'idiozia bell'e buona.
La signora Mannoia oggi twettava sulla misteriosa guarigione dei due medici missionari statunitensi.
Ironicamente bastava leggere l'articolo del FQ (alla cui bloggosfera lei contribuisce con il suo blog) fino in fondo per capire che non c'è niente di strano.
Scartabellando qua e là per la rete si scoprono cose buffe.
Tipo che esistono (oh my gosh) dei protocolli rigidissimi e ben precisi che un istituto di ricerca pubblico o una farmaceutica devono rispettare quando voglioni immettere in circolazione un nuovo farmaco (pillola o vaccino che sia).
I motivi sono ovvi: da una parte garantire meno cause alle farmaceutiche per effetti collaterali non preventivati, dall'altra proteggere i consumatori da quegli stessi effetti dannosi.
Questi protocolli prevedono diverse fasi di sperimentazione che vanno dal disegno della molecola (o vaccino) alla sua distribuzione.
Tagliando corto prima di commercializzare o diffondere un farmaco ci devono essere due fasi importantissime: la sperimentazione su modello simiesco e quella su cavie umane volontarie.
Questi sono passaggi che non possono essere in alcun modo evitati da nessuna industria farmaceutica, questo spiega (molto banalmente) perché finora il siero usato sui due medici americani non è stato diffuso.
Ma allora perché usarlo su quei due? Anche lì (ahi, ahi signora Mannoia essere in una bloggosfera e non leggere nemmeno a fondo gli articoli non si fa, no, no) ci viene in aiuto l'articolo. Nel quale c'è scritto chiaro e tondo come il tutto sia stato possibile per una clausola umanitaria "Atto compassionevole" permesso dalla FDA (Food and Drug Administration) e che i due medici hanno accettato dopo essere stati informati a che punto era dei trial era la progettazione del siero.
Il motivo per cui l'esistenza del siero fosse tenuta segreta è anche essa ovvio: nessuna industria (farmaceutica, automobilistica o produttrice di altro) rivela mai con troppo anticipo i propri progetti.
Dunque nessun mistero, ma tantissima disinformazione e presunzione di sapere come funzionano le cose. La signora Mannoia evidentemente non solo non ha letto l'articolo del FQ (chiaro e preciso nel fornire i dati) ma nemmeno si è degnata di informarsi su come funzionano i trial farmaceutici e (ciliegina sulla torta) non si pone il dubbio di quanto sarebbe scorretto e privo di etica usare un farmaco non ancora arrivato alla sperimentazione negli esseri umani (quando gli effetti collaterali sono quasi completamente noti e la dannosita del farmaco è minimizzata e si vuole la certezza che non vi siano altri effetti indesiderati) per quanto la crisi nei paesi africani sia grave.
Inoltre il siero non può essere distribuito perché essendo in fase sperimentale le quantità che si hanno sono ridotte e probabilmente il processo produttivo non è ancora ottimizzato per la produzione su vasta scala.
Dunque perché, nella consapevolezza che si è influenti, spargere dubbi cui si aggrapperanno i soliti complottisti?


domenica 10 agosto 2014

Plus ça change plus c'est la même chose

Ci sono cose che mi fanno semplicemente incazzare come una iena. Alcune di queste però riescono ad avvilirmi profondamente perché cementano l'idea, che da sempre mi ronza nella testa, che l'Italia tra i paesi ricchi sia una sorta di paradiso per stupratori e pedofili.Venendo al dunque: leggevo qualche giorno fa questa notizia sulla Cassazione che riapre un processo su un abuso sessuale ai danni di una undicenne.Mi soffermo su uno degli argomenti della difesa ".. ... al fatto che tra l’uomo e la bambina ci fosse una ‘relazione amorosa’ ". Già i termini uomo e bambina dovrebbero bastare a buttare il colpevole in una cella, castrarlo, in modo definitivo, chimicamente e gettare via la chiave. Ma la cosa che rende ancora più allucinante la storia sono le età dei due coinvolti: 60 anni lo stupratore 11 anni la vittima. Ben 49 anni di differenza. Eppure la Cassazione ritiene di accettare l'argomento "storia d'amore" non considerata nel dibattimento d'Appello come valido nel ricorso. E in quel momento ti viene da pensare che forse i giudici in questione nell'interpretare la legge si devono essere lasciati influenzare da qualche racconto sui vampiri (Dracula era decisamente pluri secolare quando decide di intortare la bella dama inglese. Aspetta un po' lei, però, era maggiorenne, e non una undicenne), oppure devono essere stati posseduti dallo spirito di qualche uomo dell'antichità. Ma anche in quei secoli passati si aspettava il primo mestruo della ragazzina (che, date le carenze alimentari arrivava intorno ai 13-14 anni). Non aver dibattuto in Appello della storia d'amore di una bambina di 11 anni con un sessantenne. 
Posso (con difficoltà) comprendere un ribaltamento di sentenza dovuto a vizi di forma (uso in modo improprio il termine non essendo un avvocato) non posso capire quale interpretazione della legge possa ritenere valido un argomento che presupponga in una bambina di undici anni la capacità e la maturità per decidere di essere innamorata di un vecchio e addirittura di arrivare a dare il consenso per farci del sesso. Come dicevo l'Italia è un paradiso per i pedofili. Perché qua fa scalpore (relativamente, il clamore si spegne sempre con una velocità enorme) solo quando le vittime sono dei bambini ma di fatto domina una mentalità sessofobica e maschilista per cui sono sempre le vittime a dover dimostrare la loro buona fede nel denunciare e periodicamente vengono fuori sentenze della Cassazione da brividi (questa va ad aggiungersi a quella sui jeans, a quella sul non potersi tirare indietro dopo un primo sì ecc.. ecc.. ...).
Non so, ma l'unica canzone che mi viene in mente oggi è la cover di Mad World fatta da Gary Jules

venerdì 8 agosto 2014

Moriremo tuttiiiiii di ebola(maledetti negher)

Immagino che quel genio politico (e noto epidemiologo) di Salvini abbia già iniziato una indecorosa e, per lui, trionfante campagna di allarmismo razzista all'urlo di "moriremo tutti di ebola!! vaporiziamo i negher!!!", e con lui tantissima stampa di starà sforzando a trovare titoli che invece di informare creino panico (e aumentino la tiratura, una bella catastrofe aummenta sempre lo share).
Dal FQ: Ebola, l'OMS: "E’ emergenza sanitaria internazionale. Possibili casi in ogni paese"

Quelli come il segretario della Lega interpreteranno l'annuncio dell'OMS come "ah! preparate i fucili e i forni che eliminiamo i negher e i clandestini!!!", altri invece evocheranno scenari che nemmeno in the walking dead o nell'apocalisse.
Dunque prima che cominciate a fare i conti per trasformare la cantina in un piccolo bunker (e miraccomando se proprio dovete farlo che abbia un sistema a pressione positiva e filtri HEPA o al carbonio attivo nei bocchettoni d'aerazione) o a pregare per assicurarvi un posto in paradiso o un miracolo, ecco prima di tutto questo un po' di informazione:

Innanzitutto infettarsi con l'ebola non è facile, non è che se respiro l'aria vicino ad un infetto mi ammalo. No. E allora come? Oh, qui ci viene in aiuto il sito del "Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute" che alla voce trasmissione ci dice:  
L’infezione si trasmette per contagio interumano attraverso il contatto con sangue e altri fluidi biologici infetti e, in teoria, anche con il trapianto di organi. La trasmissione per via sessuale può verificarsi fino a 7 settimane dopo la guarigione: infatti la permanenza del virus nello sperma è particolarmente prolungata
E per rassicurarci ci dice anche che la trasmissione aerea è stata vista solo in laboratorio e solo in scimmiette. Dunque a meno che non facciate sesso con un convalescente da ebola o andiate in giro strusciandovi come gatti a malati od oggetti toccati da malati , ecco allora anche se ci arrivasse un negher infetto (ma anche più di uno) non è il caso di fare un mutuo (o peggio progettare una rapina a qualche banca) per costruirsi un bunker o comprarsi una tuta da laboratorio ad altissimo rischio bio hazard (e meno male! con sta crisi sarebbe un bello smacco spendere tutti quei soldi inutilmente!).


Il nostro salvini di turno, o il nostro giornalista allarmista, o il nostro complottista diranno che e però l'OMS ha detto che... 


E' vero, l'OMS ha parlato. Ma lo ha fatto in burocratese. Quella lingua strana che riguarda gli establishment e sembra molto più terrificante di quanto non sembri. 


Insomma a leggerlo così a freddo l'interpretazione spontanea è "apocalisse!!!moriremo tutti di ebola!!!".

Terrificante scenario, eppure quello che dice l'OMS è diverso. Suona più come qualcosa del tipo "uhe raga', aumentate i controlli alle dogane, specie aeroportuali, date ma mano agli ospedali africani e attrezzate i vostri in modo che se vi arriva un infetto possiate curarlo nel dovuto isolamento".

Insomma l'OMS non sta paventndo la fine del mondo per colpa di ebola ma sta spingendo le nazioni ad attrezzarsi perchè non è detto che il virus rimanga confinato all'Africa, ovvero l'organizzazione mondiale per la sanità spinge le nazioni a darsi da fare per proteggere i propri abitanti e per aiutare i paesi coinvolti in cui la diffusione e letalità è legata a sistemi sanitari fatiscenti e analfabetismo (non ché superstizioni) diffusissimo.

Ergo niente panico, tanto non serve mai a nulla se non a far ottenere voti al Salvini (che non sa fare altro nella vita) e aumentare lo share dei giornali e telegiornali. 

E per tirare su gli animi cosa megli di I am alive dei Blind Guardian?







martedì 15 luglio 2014

Who cares? (E chi se ne frega?)

foto by: resources0.news.com.au
Il tipo qui a fianco è Ian Thorpe. Nuotatore, australiano, bravo abbastanza da impensierire un minimo quel mostro di bravura e talento nel nuoto che è Michael Phelps (sì, lo statunitense che ha vinto tutto quello che si poteva vincere in quello sport).
Nonché terzo nuotatore (secondo australiano) contemporaneo ad aver fatto coming out. Prima di lui solo il giovanissimo tuffatore inglese Tom Daley (in due tappe: prima presentandosi come bisessuale e infine come omosessuale) e diversi anni fa Matthew Mitcham, anche lui tuffatore, avevano arrischiato di svelare al mondo le loro preferenze.
Niente di clamoroso, preferiscono il funghetto alla pentolina.
La pensa allo stesso modo The Indipendent che, in un suo articolo di qualche giorno fa, titolava "Is Ian Thorpe gay? Does anyone care? (Ian Thorpe è gay? A qualcuno Interessa?) lì per lì la mia reazione  al programmato coming out in diretta televisiva su un emittente australiana e stata la stessa: indifferenza.
Mai stato un fanatico del coming out, dunque più che prevedibile che non fossi interessato ben che minimamente a cosa fa sotto le lenzuola l'ex nuotatore.
Poi, però, ho ripensato alla mia adolescenza (che non risale alla preistoria) a chi era che mi veniva proposto
foto by: soundtracktomyday.blogspot.com
come modello.. ... nessuno, sto facendo mente locale ma non ricordo ci fosse uno che uno a parte forse il buon Louganis (anche lui tuffatore), sarà che non solo vivevo in Italia ma, peggio ancora, in una piccola città del primo meridione. 
Non sono molto piacevoli le emozioni che provavo, sopra tutte dominava la solitudine, il sentirmi unico (nel senso peggiore del termine). Certo nei programmi televisivi ogni tanto passava qualche personaggio omosessuale il guaio era che, per l'appunto, erano personaggi di fizione e spesso iper stereotipati in cui non mi riconoscevo. A un certo punto per convincermi che c'erano altri modelli mi aggrappai alla storia, a quelle voci che vogliono Cesare e Alessandro Magno come impenitenti omosessuali.
Oggi i ragazzini (e le ragazzine) hanno accesso a tecnologie che permettono di allargare i propri orizzonti e di scoprire altri mondi (e sospetto che per molti adolescenti questo è l'unico modo che hanno per anni per non sentirsi isolati)  e di conoscere di personaggi che possono fare da modelli. Un giovanissimo oggi può scoprire che esistono non solo stilisti, parruchieri o artisti omosessuali ma anche soldati, nuotatori, calciatori, sportivi in genere con la loro stessa sessualità; questo per un adolescente può fare una gigantesca differenza: uno dei
Michael Sam giocatore NFL
foto by: bleacherreport.com
problemi aggiuntivi di un adolescente omosessuale è quello di avere pochissimi modelli che facciano da riferimento comportamentale permettendo di scegliere a chi ispirarsi.
Ecco quindi  che per rispondere alla domanda dell'articolista del The Indipendent basta pensare ai giovanissimi omosessuali o bisessuali ai quali il coming out di un nuotatore di livello mondiale può interessare. E anche tantoanche solo come esempio che un omosessuale può essere anche altro oltre che ballerino, cantante, stilista o scrittore (per quelli che sapevano che Wilde, Proust e Pasolini erano omosessuali). Vi lascio con "I kissed a Girl" ma non quella di Katy Perry, l'originale del 1995 di Jill Sobule (eh, quante cose che si scoprono con Internet)


La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l'estraneo siete voi. Luigi Pirandello 

martedì 8 luglio 2014

Di bambini, di orchi e di potere

Stavo per dire che amo l'Inghilterra ma non sarei stato sincero,attualmente sono innamorato di Strasburgo (ma questa è un'altra storia),  perché se stavo per dire che amo l'Inghilterra c'è una ragione.
Ripensandoci sarebbe stato più corretto se avessi pensato di dire che amo gli anglosassoni (albionesi o yankee che siano) perché tendono a essere iconoclastici. 
Lo scandalo pedofilia che sconvolse il mondo ed ebbe un crescendo che ha portato la Chiesa a perdere onde di fedeli in USA ed Europa (non in Italia, da noi di certe cose non si parla se non per eloggiare gli sforzi anti pedofilia di Ratzinger e Bergoglio) ebbe inizio negli USA a San Francisco se la memoria non mi inganna e sempre negli Stati Uniti un avvocato dell'accusa non si è fatto problemi a citare come testimone il tedesco allora a capo della Città del Vaticano (non concluse nulla, il Papa è un capo di stato con tanto di immunità diplomatica, ma colpì nel segno: nella pedofilia ecclesiastica la responsabilità era anche delle gerarchie più alte che fingevano di non sapere o, peggio ancora, insabbiavano).
Dall'anno scorso è il Regno Unito ad essere testata di ponte nel rivelare (si spera aizzando l'opinione pubblica a reagire) altri aspetti del mondo degli abusi sui minori:
quello dello spettacolo e quello politico (notizia data oggi da Giornalettismo)
A dire il vero il mondo dello spettacolo era stato colpito dalla burrasca l'anno scorso quando si scoprì, post mortem, che uno dei più famosi DJ della BBC era un pedofilo e stupratore seriali, scandalo... ok il resto potete anche leggerlo nell'articolo di Giornalettismo. 
Quello che a me interessa è come nel Regno Unito nessuno parta in difesa dei comportamenti e degli insabbiamenti ma come la stampa e lo stesso governo sembri intenzionato a fare luce (sul passato quantomeno) su chi quegli abusi commise.
Roba non da poco quando la memoria va a come l'Italia e l'establishment reagirono quando venne alla luce che un certo capo politico era uno che sfruttava la prostituzione minorile: si arrivò a proporre l'abbassamento degli anni per il raggiungimento della maggiore età. 
Nella terra di Artù invece addirittura si lamentano che le armi sono spuntate in quanto la commissione d'inchiesta non ha nessun potere giudiziario. 
Sarà che sono puritani, ma la differenza con l'Italia è enorme. 
Anche se rimane la consapevolezza che ora inizia una partita difficilissima: scoprire il giro di potenti che alimentano il mondo degli abusi sessuali su minori significa scoprire un verminaio di non facile risoluzione (vedasi le difficoltà che incontrò Ratzinger, che tardivamente decise di tornare sui propri passi de facto rinnegando il Crimen Sollicitationis o quelle che trova Bergoglio o il silenzio quasi assordante sulla vicenda inglese) e che corre il rischio di far dimenticare di nuovo quel perno centrale che a oggi tutti vogliono far finta di non vedere che è l'essere la pedofilia non un evento sporadico legato all'azione di qualche mostro ma una piaga sociale diffusa in modo trasversale in tutta la società indipendentemente da ceto sociale, livello culturale, appartenenza religiosa.
Vi lascio sulle note di un rock anni ottanta, forse un po' glam ma con un testo degno del nome.
Siouxsie and the Banshees - Candyman  

mercoledì 28 maggio 2014

Quoque tu? (di europee e politica spicciolerrima)

Sì. I superlativi in "errimo" sono cinque. Di sicuro non quello che ho usato. Pace. Iniziare un articolo con un "Sì"?Ugualmente un errore (per alcuni madornale). Errori che ho fatto e che ammetto (per giunta confessando di averli fatti volontariamente). Che c'entra con la politica da baretto di paesello?
Ovvio, no? Qualcuno deve pur dare un esempio di cosa significhi assumersi le responsabilità dei propri errori. Oh be', direte voi, esempio calzante! Un po' come usare Berlusconi come esempio di etica imprenditoriale. E invece non sto mancando spudoratamente il bersaglio: avrei potuto parlare di ardite sperimentazioni stilistiche, di avverinistiche trovate dialettiche e così via.
O pure prendere un Maalox perché detesto sbagliare (anche quando lo faccio consapevolmente).
E a proposito di Maalox. Il risultato di europee e amministrative ha dato un segnale chiaro: il M5S così com'è non va bene agli elettori.
E ci credo! Renzie ha dato 80 euro in busta paga! Peccato che a punire il M5S non siano state fughe verso il PD (che ha prosciugato Scelta civica) ma l'astensione di chi precedentemente lo aveva votato. Inoltre, dai, se hai votato Scelta Civica probabilmente gli 80 euro ti lasciano indifferente (e magari apprezzi i tagli fatti per garantire le coperture di quell'acconto Irpef).
La gente è fuggita.
E sentire dietrologie varie (ho scoperto, grazie al direttore del FQ, che Renzie sarebbe uno stratega sopraffino, uno che già al suo primo incontro con Grillo al Nazareno aveva pianificato una brillante strategia dialettica atta a sconfiggere il nemico. No dico, sospetto che persino gli elettori PD che appoggiano l'ex sindaco di Firenze sarebbero scettici davanti a una cosa del genere) è divertente. In pochi (persino Scanzi che ha un debole per il M5S) hanno detto in modo analitico e freddo: il problema è stato non Renzie il magnifico matador politico ma l'errata strategia politica e mediatica seguita da Grillo (e dal suo gemello cat... più cattivo Casaleggio) dal momento in cui ha acquisito reale potere politico.
Grillo ha mutilato, castrato, paralizzato un partito che poteva essere una svolta per questo paese.
Ha scelto di non darsi un'anima ('n si sa' mai meglio dare una botta al cerchio e una alla botte) politica, cosa che in qualsiasi parti alla lunga non dura, e l'Italia è velocissima a stancarsi.
Ha scelto di affidarsi (a suo uso e consumo) della rete e d'ignorare candidamente l'articolo 67 della Carta Costituzionale (libertà di coscienza?E perché mai? Lui e Taleggio* sono l'incarnazione della verità e infallibilità... me e se quel voto facesse la differenza per l'Italia? Se trattare con quello piuttosto che con quell'altro potesse portare a un cambiamento reale e in meglio?Nein, niet!1!11!!E se anche solo lo sussurri un'altra volta ti (e)spello).
Da esterno alle istituzioni Grillo agisce come se ne facesse parte.
Ha eliminato il concetto di democrazia interna trasformando il M5S in un partito personale (cosa di cui non sentiva nessuno la macanza tra il vecchio cannato che ha affossato i radicali e il vecchio pregiudicato che ha usato FI per affossare l'Italia) e dove uno vale uno ma uno vale più uno degli altri (in una rivisitazione quasi umoristica di quel "All animals are equal but some animals are more equal than others" di Orwelliana memoria) dando il via a una girandola di espulsioni che te le gusteresti pure sgranocchiando sardonico del popcorn e sorsegiando della coca-cola fresca di frigo. Un tiro a segno che ha eliminato chiunque realmente fosse dotato di un minimo di autonomia intellettuale (unica espulsione sensata quella dell'assessore romagnolo indagato e condannato dalla Corte dei Conti) gente come Orellana, Lorenzo Battista e altri insinuando il dubbio sui rimanenti: Di Battista, Morra, Di Maio sono davvero indipendenti intellettualmente? Perché ad oggi qualsiasi cosa sia andata ctro i desiderata o i divulgata dell'erma bifronte è stato messo all'uscio (persino Pizzarotti, ma lui è rimasto perché nel M5S ha potere reale in quanto sindaco non di SantaMicicchellasullapuntadelloscoglio anime 1000 in discesa, peso politico a livello nazionale nullo, ma sindaco di Parma). E allora a me il dubbio che i sudetti (che sono abili, hanno carisma, passione e tutte quelle cose che ho detto e ridetto fino alla nausea) non siano indipendenti ma solo degli esecutori della volontà di Grilleggio rimane.
Ha raccontato balle (la base elettorale ed i meet up di diversi espulsi hanno smentito di aver appoggiato/richiesto il procedimento disciplinare) altra cosa non esattamente nuova nel panorama politico italiano.
Ha paralizzato il M5S (e pensare che sull'ondata del terrore verso questo partito i vecchi partiti avevano cominciato a dire e fare cose impensabili quali legge anticorruzione, primarie, ipotesi di restituzione rimborsi elettorali) sminuendone così tanto la portata che l'unico a considerarli seriamente come pericolosi e avversari da battere dialetticamente è stato Berlusconi.
Eh ma fanno opposizione. Sì, tanti applausi ma i risultati? Per l'amor del cielo adesso la gente è più attenta alle minchiate del nostro Parlamento e i giovani sembrano aver ricominciato ad occuparsi di politica, ma questo potrebbe aver a che fare con altro. Si opporsi è bello ("ehi, lo sai? Io mi oppongo" e tah dà lei o lui te la/lo smollano in un battito di ciglia) ma deve portare da qualche parte.
Se ti opponi e non hai potere (e ora dopo le europee il M5S vede il suo potere ridimensionatissimo) sei inutile. Eh ma sì, abbiamo presentato migliaia di disegni legge. Ottimo, stai facendo parte del tuo lavoro ma ora se riuscissi a fare passare qualcosa di serio di concreto un orgasmino piccolo potremmo raggiungerlo anche noi altri che non ci basta opporci.
Grillo ha inoltre ridicolizzato il M5S con le sue sparate (foto montaggi su Auschwitz? Dichiararsi oltre uno dei peggiori dittatori europei del secolo scorso? Minacciare, nel Meridione del bandito Giuliani e del brigantaggio, guerre civili se non vinci? Minacciare di andartene se non ti votano? (per poi non farlo, peccato). Usando toni violentissimi nella campagna elettorale per poi andare da Vespa (un Vespa che ha mostrato per quale motivo viene considerato un giornalista oltre che un lacché di Berlusconi) a dire che siete arrabbiati e un po' incattiviti e non violenti?
Ha, Grillo, dimostrato di essere più di destra (il suo blog è fonte di visioni apocalittiche con invasioni di roma che ci privano della nostra identità nazionale e ne distruggono il tessuto sociale minacciandone la tenuta economica, la sua opposizione alla proposta della Ministro Kyenge sullo ius soli, la sua rabbia per la mozione che depenalizza la clandestinità rendendola solo un illecito amministrativo, il silenzio su parità dei sessi [no, niente facili ironie sul fatto che ha la moglie iraniana e che in un'intervista ha affermato che l'Iran è una nazione in cui le donne vengono rispettate e trattate bene] o diritti degli omosessuali) che di sinistra (e di sinistra erano moltissimi voti che prese nel 2013 il M5S).
Ha dimostrato di fregarsene di cosa fanno i parlamentari cinque stelle quando la loro attività non riguarda quello che lui dice. E allo stesso tempo di averne il pieno controllo quando, invece, qualcosa lo interessa personalmente.
Quelli che si sono astenuti dal voto (faccio mea culpa, anche io sono tra gli astenuti. Avrei votato Tsipras essendo attualmente impossibilitato a votare Grillo. E l'uso del nome del comico non è per abitudine ma perché attualmente non si votano dei parlamentari ma si vota Lui e Casaleggio) lo hanno fatto per questi motivi, perché non vogliono che il loro voto vada a una persona che ha idee confuse su tutto (referendum consultivo per uscire dall'euro? Ehi i referendum sono così affidabili che gli orologiai hanno appena bocciato una legge per l'innalzamento della retribuzione minima, e non solo. Non c'è modo di rigirarla è anti costituzionale e, stando a una delle sue uscite in campagna elettorale, lui la Carta dovrebbe conoscerla. Stipendio di residenza per tutti? E con quali coperture? E sopratutto, da Meridionale, infrastrutture per il Sud? Lotta alle criminalità organizzate? Per non parlare della decrescita felice? Per chi? Per lui che anni fa dichiarava tre milioni di euro? O per i poveracci che devono, letteralmente, vendersi figli e figlie per arrivare a fine mese?) e che è, palesemente, assetato di potere.
Perché, parliamoci chiaro, non siderà in Parlamento ma lui adesso ha potere, adesso può giocare al salvatore del mondo.
Le Europeee (e le amministrative annesse) sono state chiare: Grillo non ne ha colta una (nemmeno sull'euro) e deve andarsene (questa è la lettura standard, nei paesi sensati, di una sconfita politica di quel calibro) lasciando il M5S libero (finalmente) di crescere. Io sono curioso: Di Battista, Di Maio, Morra, Orellana, Pizzarotti, Battista dove potrebbero portare il M5S se non dovessero essere annullati politicamente o perché espulsi o perché tenuti sotto controllo stretto dal posessore del marchio 5 stelle?
Chiudo con una nota amara: ho citato il Maalox perché quell'atto di indifferenza al risultato elettorale (questa è la lettura che io gli do) è stata una dichiarazioni di intenti. Grillo e Casaleggio se ne fottono del risultato. Invece di fare un passo indietro e lasciare ad altri (secondo me molto più capaci e mossi da motivazioni più serie) la gestione del M5S. Il buffone doriano è addirittura partito per l'UK per contrattare con il leader dell'UKIP che non è anti europeista è proprio razzista, xenofobo, omofobo.
Il tutto senza spiegare (tanto la base non merita chiarimenti se non quando fa comodo a lui o sono gli altri a doverle dare) che tutta la sua campagna basata sul "batteremo i pugni" è fuffa perché in Parlamento Europeo ci sono delle regole da seguire per contare, una di queste è la necessità (ovvia) di far parte di un movimento di riferimento (il PD si allinea con il PSE, FI con il PPE) e che in Italia le elezioni parlano chiaro la politica anti euro non interessa a nessuno.
Quindi le somme post elettorali sono state fatte e le decisioni prese: Grillo continua a comandare e a decidere, gli eletti (e con loro gli elettori che a loro hanno dato i voti)? Be' dovevano votare qualcun altro.

Peccato.


*: le mie scuse al Taleggio, un signor formaggio. Usarlo come sopranome ironico per Casaleggio è un insulto. Al formaggio.

lunedì 31 marzo 2014

Liberi di abusare

Sono ossessionato, in modo ordinato però. Le mie fisse hanno ordini di priorità ben precisi: alla base c'è la curiosità verso praticamente tutto. Davvero è una cosa che impressiona persino me' stesso. Salto da una cosa all'altra prendendo informazioni da questo e da quell'altro, ma se vedo roba di politica riesco a concentrarmi di più ignorando per un po' il resto. Un po' più in alto come ordine di priorità c'è tutto il mondo che ruota intorno a emarginazione, ingiustizia sociale, razzismo. 

Ma quello che veramente riesce ad occupare la mia mente monopolizzando i miei pensieri sono gli abusi sessuali, specie su minori e bambini.
Posso essere distratto da mille pensieri o star scorrendo velocemente da una pagina internet a un'altra ma noto immediatamente queste notizie. Così non mi è passata inosservata (nonostante il minimo risalto che le è stato dato) questa simpatica uscita del vecchio Cardinal Bagnasco.

Più lo sento parlare più mi rendo conto perché quest uomo ha un tale potere in Italia. E' un rappresentante del peggior tipo di maschilismo e mentalità patriarcale. Sospetto che se ne vedesse l'utilità combatterebbe per un ritorno al buon vecchio e sano diritto romano, quello che concedeva la patria potestas al pater familias concedendogli anche vitae necisque potestas
Il tutto ovviamente nascondendolo dietro a parole di facile presa sul volgo. Come in questo caso in cui parla di necessità di proteggere la privacy delle vittime e delle loro famiglie e (essendo un abile sofista, uno di quelli che, se la dialettica fosse una gara di tuffi, farebbe senza alcun problema e con assoluta non chalance tripli salti mortali carpiati all'indietro con mezzo avvitamento e pure con gli occhi bendati) lavandosi la coscienza con un banalissimo affermare che per la Chiesa un obbligo morale è ben più pressante di un obbligo giuridico. Sarà. Ma le punizioni morali sono aria fritta.

E tali per cui una persona può tranquillamente sbattersene (dovrebbe esserci in giro dalle parti della Sicilia un sacerdote che condannato, stranamente anche dalla curia, ha tranquillamente ribadito che lui si trovava bene dove stava e no, non si sarebbe assolutamente mosso da lì e sfidava qualcuno dei suoi superiori anche solo a provarci) che poi privacy de che? Una denuncia di abuso può essere gestita in moltissimi modi evitando pubblicità alle vittime.
Qualcuno dovrebbe parlare con Bagnasco e spiegargli che quello che una vittima di stupro vuole è, per lasciarsi indietro tutto e provare a ripartire, giustizia. Denunciare o solo accennare al fatto di aver subito molestie richiede una forza impressionante, significa andare oltre il senso di sporco e di colpa che si prova, implica smettere di chiedersi cosa si è fatto di sbagliato per meritarsi di essere usato in quel modo, di mettersi in dubbio perché magari forse ero stato io a provocarlo e così via. 

E' difficile parlare di un abuso subito quando a compierlo è un estraneo, ancora più complicato diventa farlo quando il carnefice è una persona che dovrebbe avere un ruolo di guida e di supporto morale, uno che magari ha la stima anche dei proprio genitori o della propria famiglia.
Sapere che esporsi (il che significa comunque dover affrontare il rimprovero di una buona fetta della comunità per la quale no, no assolutamente impossibile è così un brav uomo si dà tanto da fare aiuta tanto i giovani dice così belle parole quasi ispirate dallo spirito santo) rischia di essere inutile perché andrà a sbattere contro un muro di gomma fatto di omertà ovviamente scoraggerà le vittime da rivolgersi alle autorità ecclesiastiche (perché, purtroppo, in questi casi le persone invece di passare direttamente alla giustizia civile danno una chance a quella ecclesiastica).

E così i tonacati (ed i laici intorno ai tonacati) che sbavano per ragazzine e ragazzini e bambine e bambini staranno gongolando e applaudendo all'immensa umanità di quest'uomo che si preoccupa così tanto della privacy. Loro. Perché una vittima di stupro sarebbe pronta anche a rinunciare alla propria privacy per vedere i bastardi marcire in galera (nella speranza che nei carceri vi sia realmente poco amore da parte dei criminali verso stupratori specie di minorenni e bambini).

Guide morali. Bagnasco. Per chi ama le concidenze è un cognome che inizia con la B.

Come  quella del padrone d'Italia che per vent'anni ha portato ad un abruttimento morale della nostra società, un abruttimento tale che nessuno si scandalizza per l'uscita di Bagnasco. Magari si fanno spallucce e si gira a guardare i propri di figli e figlie.
Odiio cosa sto dicendo? Niente di strano. Il doppio (che poi mi ci vuole coraggio a chiamarlo così, cosa intendo è palese) giust'oggi sentivo al telegiornale una cosa, che a me non ha sorpreso affatto: il nuovo rapporto di telefono azzurro testimonia un aumento degli abusi ai danni di bambini, bambine e adolescenti. Abusi che avvengono per la maggior parte dei casi all'interno delle mura di casa.
Com'è che si dice? Italiani brava gente?

Per finire questa volta cito il vangelo di Matteo (18:6) con una delle prese di posizioni più violente del Cristo, per i puristi del Vangelo è bene ricordare che scandalizza in quel contesto sottintende esattamente abusi.
Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.
 Hell is for children - Pat Benatar

sabato 22 marzo 2014

Essere o non essere, normale o non normale (sulle note di Ebony and Ivory di Paul McCarthy e Stevie Wonder)

Sapete?Sono sudamericano. Davvero, ci sono nato in Sud America e per ben dieci annni ci sono anche cresciuto, poi sono stato trapiantato in Italia e sono diventato Italiano. Ma non ero soddisfatto e così alla fine ho deciso che sono italo colombiano. Mbe'? Fortunato, ma a noi?
Parlo di Identità (yup, con la maiuscola). 
E' qualcosa di fondamentale per una persona. Essendo cresciuto in un paese con un forte senso dell'identità nazionale arrivato a un certo punto in mancanza di altri riferimenti mi attaccai come una sanguisuga a questo per riuscire a definire la mia individualità. Uaho. Un triplo carpiato di ragionamenti e sofismi per trovare una risposta a un buco formativo che non riuscivo a riempire in nessun modo. (mi dispiace per voi ma oggi sono in versione sibilla cumana ovvero criptico). Parlavo di vuoti, per anni non sono riuscito a capire chi ero, perché non solo non avevo modelli di riferimento in cui volessi riconocermi ma non mi rendevo conto che prima di tutto io sono io e che il concetto di normalità è decisamente sopravvalutato da moltissime parti.
Cosa voglio dire? Abbiate pazienza (oh, sono prolisso e devo contenermi quindi mi diverto in questo modo) prima voglio mettere il link alla notizia che ha liberato il logorroico inside me:
Inchiesta su sesso e adolescenti - Inchiesta del FQ parte III
C'è una frase che ha catturato la mia attenzione da bambino con ADHD. La cito testualmente "....Se non mi insultano, in giro, è solo perché io non mostro la mia omosessualità. Mi vesto normalmente, mi comporto normalmente"  i corsivi sono miei perché in quelle parole di questo adolescente vedo moltissimi dei pensieri che ho dovuto combattere da solo per arrivare ad accettarmi non tanto come maschio che si sarebbe rigirato tra le lenzuola  con altri maschi ma come persona con le sue passioni, i suoi difetti e tutti quei bei discorsi lì.

E' davvero difficile riuscirci in un mondo che sa parlare solo per stereotipi ed etichette (la sigla LGBT adesso è diventata LGBTQI e facebook negli USA fa furore tra le associazioni e gli attivisti pro emancipazione per aver messo più di 20 etichette per il genere) mandando in cortocircuito gli adolescenti, specie quegli omosessuali che devono districarsi tra gli input assurdi su cosa significhi la mascolinità e la femminilità e estremizzazioni al limite del caricaturale della parte più visibile e caciarona della comunità omosessuale (specie quella maschile) che invece di sbolognare il concetto che esistono individui e basta ha concimato i pregiudizi sui gay al punto che gli stessi ragazzini pensano che essere omosessuali implichi essere flamboyant, sensibile, con buon gusto (!), fissato con l'ultima starlette della musica pop e desideroso di relazioni sentimentali che scimmiottino quelle etero.

Esattamente quello di cui (non) ha bisogno un adolescente e il tutto con il plauso delle associazioni che da una parte si propongono come paladine dell'emancipazione e combattono (il corsivo perché dire che in Italia si lotti è ridicolo) per cause giuste dall'altra sono ostaggio di una frazione estremista che non ne vuole sapere di mollare un centimetro ammettendo che di determinati diritti se ne ha bisogno in quanto siamo principalmente persone e cittadini e non definiti in tutto e per tutto da chi ci portiamo a letto specie se questo implica molti sottintesi perfettamente sottolineati (anche se inconsapevolmente e ingenuamente) dal ragazzino intervistato dalla Borromeo quali l'accettare di far parte di una comunità che è altrettanto aggressiva ed emarginante degli omofobi (chiedetelo a un bisessuale quanto realmente è ben accolto o fate caso all'uso denigratorio che viene fatto del termine passiva o quanti problemi abbia un uomo virile, nel senso dello stereotipo, qualora preferisca il ruolo passivo, oppure il fatto che la cura del corpo venga vista come un'esclusiva omosex, cosa che ha portato alla nascita della ridicola etichetta metrosexual per definire i maschi eterosessuali che ci tengono al proprio aspetto e curano anche l'abbigliamento) e in cui viene tollerato che gli stessi ambienti siano frequentato da uomini e ragazzini impedendo di fatto un maturare dei primi e una crescita corretta dei secondi. Ma in fondo, come detto siamo immaturi (mi ci metto anche io) dannatamente, abbiamo bisogno di crescere. Chissà magari dicendo a questo ragazzino e ad altri come lui che le etichette non hanno senso e che un individuo è un'insieme di cose di cui il portarsi a letto questo o questa o tutti è solo una parte (seppur importante).
Ebony & Ivory - Paul McCarthy & Stevie Wonder
Nulla al mondo è normale. Tutto ciò che esiste è un frammento del grande enigma. Anche tu lo sei: noi siamo l'enigma che nessuno risolve.

Jostein Gaarder, C'è nessuno?



mercoledì 19 marzo 2014

Quando non sai cosa scrivere fallo comunque

E  mica è facile. Insomma ho questa fissa di dover essere originale in quello che scrivo (obiettivo che fallisco miseramente ma non è colpa mia, giuro, è che mi disegnano così) ma poi mi vince la pigrizia, perché in fondo sono una apecie di ghiro che cerca di farsi passare per essere umano.
Comunque sia, messa da parte un bel po' della mia voglia di stare al caldo sotto il piumone con le gatte a fare le fusa e a riscaldarmi (ho mai detto che sono freddoloserrimo?), ho deciso di gironzolare un po' per la rete in cerca di argomenti e informazioni. Come sempre ho iniziato guardando alcune cose per poi virare decisamente verso tutt'altro tipo di argomenti e alla fine ho deciso di fare un post su un argomento che ho sempre accennato ovvero il mio rapporto conflittuale con il movimento omosessuale italiano (che è l'unico che conosco).
Prima di lanciarmi nella mia filippica tre link alle home page di tre associazioni per i diritti della comunità LGBTQIXYZ e chi più ne ha più ne metta di tre nazioni diverse e a differenti stadi di sviluppo per quanto riguarda la materia. Il primo link è norvegese, il secondo americano il terzo è quello italiano. 
Confesso subito che non ho nulla contro il socializzare e il divertimento. Ma (sì, faccio abuso di questa avversativa) salta all'occhio come l'LLH e la GLAAD di tutto parlino nei loro siti fuorché di socializzare e divertirsi. Forse perché il loro obiettivo non è quello di sfruttare i soci per fare soldi favorendo l'immaturità degli stessi ma di lottare per l'emancipazione e l'uguaglianza della minoranza da loro rappresentata.
Ora fosse stato un link a margine non ci sarebbe nulla da obiettare. Il problema sorge perché il link è allo stesso livello di quelli che dovrebbero essere i più importanti quasi il socializzare e il divertirsi abbiano qualcosa a che vedere con la lotta per i diritti e per l'emancipazione.
Ironicamente tra i tre paesi citati quello iù indietro in materia è proprio l'Italia. Che è anche incredibilmente immatura visto che i locali per socializzare altro non sono che la versione al coperto, con la vendita di alcolici e bibite e con l'animazione dei famigerati luoghi di incontro all'aperto o delle chat in cui la socializzazione tende ad accadere raramente essendo luoghi dove in pratica si va per trombare (magari lavandosi la coscienza dietro due chiacchiere e innamoramenti che durano un giorno o meglio una nottata), cosa così radicata che sono pochi i locali che non abbiano delle dark room (o una comoda pineta dietro l'angolo).
Davvero una cosa essenziale per la lotta per i diritti che dovrebbe caratterizzare Arcigay. Ma in fondo se non hai il pane visto che l'Italia è uno dei paesi occidentali più arretrati per quanto riguarda l'integrazione della comunità non NE (Non  Eterosessuale, molto più breve e più omni comprensiva come acronimo), dicevo se non hai il pane almeno devi fornire il circo magari sbolognando questa come una grande vittoria (prima dovevate fare sesso di nascosto e non avevate possibilità di cercare di costruire qualcosa di duraturo se non con tantissime difficoltà, adesso avete le stesse difficoltà ma potete svuotarvi senza gelarvi le chiappe).
E mentre arcigay spreca risorse a fare pubblicità ai propri locali l'Italia continua a rimanere immobile e a quella minoranza in cerca di qualcuno che lotti realmente per loro (magari ottenendo qualche risultato) non rimane che attendere sperando che la propria sessualità o identità di genere non diventino un'ostacolo per la propria vita.
Nel frattempo? I soliti politicanti da quattro soldi guidato dalla loro cieca ambizione usano Arcigay come trampolino di lancio per arrivare a questo o quello scrano.
Blind ambition - The Partisans 
La stitichezza ha questo di bello: ci dà il senso della lotta e il piacere, poi, della vittoria.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

lunedì 10 marzo 2014

Tolleranza e intolleranti (sulle musiche di One Vision)

Ho una certa fissazione per le lingue straniere in parte per piacere, in parte perché conoscere qualche lingua in più può tornare sempre comodo che sò ad esempio masticare l'inglese mi permette di ampliare il raggio di ricerca informazioni (ritengo che aggiornarmi su come vanno fuori dall'Italia gli argomenti che ritengo sia un ottimo allenamento per la mia flessibilità e per maturare le mie idee). Dunque facendo il mio solito giro mi sono imbattuto in questo articolo di The Week.
Intolleranza degli omosessuali USA
 L'argomento è decisamente interessante: la comunità LGBTQI (no, non è una crisi di dislessia è che la sigla negli ultimi anni è aumentata per comprendere altre sfumature della sessualità e del genere) dovrebbe comportarsi correttamente nei confronti dei conservatori che sono stati sconfitti clamorosamente su un argomento fondamentale come l'equiparazione dei matrimoni omosessuali ed etero sessuali. Per me è interessante non perché qui in Italia sia stata fatta la benche minima apertura verso gli omosessuali o crepa (per quanto invisibile) nello stigma sociale che colpisce i LGBTQI (no, davvero è ridicola tutta questa sfilza di lettere)

Ci sarebbe da citare Rousseau (o Voltaire o chi cappero lo ha detto, l'importante è il significato) e ribadire che non condivido la tua idea ma morirei perché tu possa esprimerla. Il che è sacrosanto si chiama libertà di espressione. Ma qui casca, per me, l'asino del ragionamento dell'articolista: questo non implica in alcun modo che si debba essere dei signori ed evitare di chiamare per nome gli atteggiamenti dei conservatori. Un bigotto rimane un bigotto. E la libertà di religione non implica in alcun modo che vi debba essere rispetto nei confronti di chi rispetto per gli altri non ne ha sfruttando il proprio credo.

Essere tolleranti non sottintende essere pronti a chiudere gli occhi e ignorare tutto quello che in nome della religione è stato fatto passare (e si fa passare) come giusto. Il rispetto è una cosa biunivoca e che va conquistata. Un cattolico (ovviamente sposto il ragionamento alla nazione in cui vivo) che piagnucola perché le sue idee vengano rispettate ha la stessa credibilità di un soldo bucato. Perché il cattolico medio un atteggiamento di tolleranza non lo ha e nemmeno cerca di  svilupparlo.

Ricordo un'intervista a una integralista cattolica insoddisfatta perché il nuovo papa faceva troppe aperture e quindi marginalizzava i bigotti. E nei miei occhi sono ancora vividi gli insulti usati tranquillamente nel parlare (anche di persone aperte sull'argomento sessualità) o le posizioni di un Giovanardi o i ragazzini  che si uccidono perché bullati o l'obrobrio della riforma della Turco-Mancino.  Quindi non c'è modo di richiamare a una parità. Un omosessuale non deve in alcun modo rispettare o fingere che non vi sia altro che fanatico bigottismo dietro a certe posizioni.

Sinceramente, però, dall'articolo voglio allargarmi a un'altro discorso. Ovvero ritengo che la comunità LGBTQIYZXYZ (sorry, è più forte di me le etichette mi fanno venire i brividi) debba sì mostrarsi migliore dei bigotti ultra religiosi ma non nel sorridere placidi quando riescono a ottenere una qualsivoglia vittoria sul fanatismo conservatore, quanto piuttosto nell'essere tolleranti e rispettosi verso le varie sfumature che mettono nel gigantesco acronimo non solo di facciata ma nei fatti.

Urlare e chiedere il rispetto per le più di cinquanta sfumature di genere e sessualità è sacrosanto ma sarebbe molto più credibile ed efficace se al proprio interno si appliccasse quella stessa regola. Invece chiunque abbia mai frequentato anche solo un minimo la società LGBTQIYWRET sa bene che è fermamente divisa in micro cosmi fortemente separati (leather, vanilla, passivi, attivi, travestiti, omosessuali, bisessuali, trans) che interagiscono tra di loro in modo marginale e sporadico tendendo ad accentuare moltissimo le propria lettera come se il costruire la propria identità di persone (persone sì, non omo trans inter quer cis non standar sessuale) dovesse gioco forza passare per l'essere aggressivi e arroganti con chi non fa parte del nostro orticello (cosa che sanno bene i bisessuali e tutti gli e le omosessuali che non fanno parte di quella fetta che è visibile e preferisce vivere la propria vita in altri modi).

La colonna sonora? Ovviamente One Vision dei Queen.
One Vision Live at Wembley 1986 
La tolleranza dovrebbe in verità essere solo un sentimento transitorio: essa deve portare al rispetto. Tollerare significa offendere.Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni, 1833 

domenica 2 marzo 2014

Il corpo è mio ma non posso gestirlo (Audio? Salt 'N Pepa's None of your business)

Direttiva UE sulla prostituzione
Uno dei mantra del femminismo degli anni 70 era il corpo è mio e lo gestisco io. Prostituzione e aborto dimostrano come quello che dovrebbe essere un dato di fatto sia invece ancora argomento di discussione.
La direttiva dell'UE (che pare decisamente influenzata dalle posizioni svedesi in materia) è un lampante esempio di come il corpo della donna sia considerato come qualcosa che va protetto a priori e la donne stesse come incapaci di decidere autonomamente specie se in materia di incolumnità.
Nel farlo si fa anche di un erba un fascio e si generalizzano le situazioni. Dimenticando che il sesso a pagamento è la professione più antica del mondo e che nessuna legislazione per quanto severa è mai riuscita a sradicarla da nessuna parte del mondo.

L'argomento è spinoso (cosa che va ammessa) e quindi non andrebbe semplificato riducendo il tutto a prostitute cattive vs clienti adescati ovvero clienti crudeli vs donne schiavizzate. C'è situazione e situazione. 
Non tutte le prostitute sono schiave o vittime di un mondo crudelmente maschilista, non tutti i clienti sono irresponsabili che si rivolgono alla fetta di mercato costituita o da minorenni o da donne costrette con la forza e la violenza a vendersi. 

Uscite come questa dell'UE, seppur mascherate di ottime intenzioni, sono deleterie perché portano a una esacerbazione della situazione favorendo il sorgere di zone d'ombra che andranno di fatto a penalizzare i soggetti che si vogliono difendere (in questo caso quelle donne più o meno giovani costrette con la violenza o da situazioni di degrado a prostituirsi) il tutto con un'aura di paternalismo che è fastidiosa.
Una donna (che lo si giudichi moralmente accettabile o meno) può decidere in piena autonomia di sfruttare il sesso come lavoro e sbocco professionale. Ne ha il sacrosanto diritto senza che qualcuno venga a dirle che no, non lo deve fare perché la prostituzione è segno dell'imperante maschilismo e retaggio di una cultura patriarcale che tratta la donna come un mero oggetto e senza essere considerata come un essere fragile a cui va indicata la buona strada e che necessità di protezione contro questo triste mondo malato.

Uno stato, la società stessa, dovrebbero vigilare affinché nel mercato del sesso non vi sia spazio per gli abusi, assicurarsi che (come succede con altre forme di commercio) ci siano regole che garantiscano professionalità da parte delle escort garantendone allo stesso momento l'incolumnità da violenze fisiche (quante prostitute vengono violentate o costrette a rapporti sessuali non conformi a quello pattuti perché in fondo sei solo una puttana e se ti pago fai quello che dico io e come dico io?Quante subiscono rapporti così violenti, ti pago per godere quindi stai zitta subisci e non lamentarti, anche se patuiti, da avere problemi come perforazione dell'utero, ferite, squarci, all'ano? Quante si prendono malattie come Epatite C, Papilloma Virus, Epatite B, Sifilide, Gonorrea, Candida, HIV?) e psicologiche (quante ragazzine vengono abitualmente violentate a pagamento in Italia, in Europa? Quante subiscono sui marciapiedi aggrappandosi, come unica disperata ancora per l'equilibrio psichico, all'idea che stanno proteggendo la propria famiglia? Quante negli anni diventano aride, ciniche e pronte a trasformarsi esse stesse in carnefici?). 

Affrontare l'argomento in modo maturo significa riconoscere la dignità di essere umano completamente senziente alla donna e quindi anche la possibilità che faccia scelte che possono non piacere ma che agli uomini sono concese (mai sentito tanto scalpore nei confronti degli escort e prostituti maschi, e solo da poco si parla de turismo sessuale di matrice femminile. Che un escort possa scegliere di farsi pagare per soddisfare una donna è qualcosa di moralmente diverso dalla stessa scelta fatta da una donna?). Ma fare scelte mature impliccherebbe molte cose, una crescita sociale che siamo ben lungi dal raggiungere: gli uomini (e le donne) hanno istinti carnali che costituiscono un mercato fruttuoso, la cultura ha portato i maschi a trovare modi alternativi per sfogare quella furia sessuale generata da una bigotta e cieca sessuofobia e da una struttura sociale che non permette vie d'uscita alla monogamia (ironicamente l'islam, ma anche l'antico ebraesimo, prevedevano la poligamia e il concubinato proprio e anche per questo, e ci sono, poche, culture matriarcali in cui la donna può essere poliandrica) e che condanna come peccaminosa ogni forma di soddisfazione sessuale (la donna ricordiamolo o è santa o è puttana e nessun brav'uomo vuole accanto a sè una sgualdrina) che vada oltre la missionaria, la società dovrebbe anche rendersi conto che la tolleranza (che c'è anche in quei paesi dove la prostituzione è ostracizzata come l'Italia) al mercato del sesso è legata anche al fatto che è una scappatoia per le donne autoctone le quali possono fingere di non vedere e non sapere mentre i loro compagni sfogano le loro perversioni su schiave che sono per la strada.

Criminalizzare i clienti piuttosto che le prostitute non risolverà nessuno dei problemi di cui sopra (problemi che riguardano anche la prostituzione di minorenni maschi appartenenti a etnie emarginate, sulla quale la polizia spesso e volentieri chiude gli occhi), anzi legittimerà ancor di più i clienti a sfogarsi sulle donne e ragazze che sono sulla strada (una escort ha modi per diffendersi: prende appuntamenti, ha siti che la pubblicizzano, riceve o in alberghi o in appartamento, spesso nel servizio fornisce la parte di accompagnamento il che dà visibilità indiretta a chi si accompagna a lei) per il semplice fatto che oltre che pagare ora si mettono anche a rischio.

Ma la prostituzione è uno di quegli argomenti che generano imbarazzo, che lasciano aperture a comportamenti paternalisti o vittimisti, che non vengono affrontati con il dovuto distacco e finiscono per limitare le libertà della donna (ehi, c'è chi vende armi per guadagnare. Io voglio vendere il mio corpo qual'è il problema? Non ti va bene? Non cercare e non usufruire di sesso a pagamento, facile no?) e dell'uomo (sì voglio del sesso veloce, senza impegni  e che non richieda fatica per il corteggiamento e magari con una donna che di solito non mi guarderebbe nemmeno, e allora?). 

E mentre si attende che la società cresca le donne vengono ridotte a persone con libertà decisionale limitata e il problema dello sfruttamento della prostituzione e della tratta di schiave continua a fruttare miliardi alla criminalità e a distruggere vite (compresa quella di ragazzine agli inizi della pubertà).

Tant'è. L'importante è lavarsi la coscienza, accontentare i bigotti moralisti e guardare da un'altra parte (e se le donne vogliono fare le escort cazzacci loro che non capiscono che è un modo per asservirsi al maschilismo patriarcale della società).

Come colonna sonora? Le Salt 'N Pepa con la loro None of your business (che, adattando in vernacolo italiano, suona più o meno "fatti li ca**i tuoi")
Salt N' Pepa - None of your business
“Dogs have hair. Cats, fur.
Dogs whine, yip, howl, bark. Cats purrr.
I say: No contest.” 
Lee Wardlaw, Won-Ton: A Cat Tale Told in Haiku