martedì 15 luglio 2014

Who cares? (E chi se ne frega?)

foto by: resources0.news.com.au
Il tipo qui a fianco è Ian Thorpe. Nuotatore, australiano, bravo abbastanza da impensierire un minimo quel mostro di bravura e talento nel nuoto che è Michael Phelps (sì, lo statunitense che ha vinto tutto quello che si poteva vincere in quello sport).
Nonché terzo nuotatore (secondo australiano) contemporaneo ad aver fatto coming out. Prima di lui solo il giovanissimo tuffatore inglese Tom Daley (in due tappe: prima presentandosi come bisessuale e infine come omosessuale) e diversi anni fa Matthew Mitcham, anche lui tuffatore, avevano arrischiato di svelare al mondo le loro preferenze.
Niente di clamoroso, preferiscono il funghetto alla pentolina.
La pensa allo stesso modo The Indipendent che, in un suo articolo di qualche giorno fa, titolava "Is Ian Thorpe gay? Does anyone care? (Ian Thorpe è gay? A qualcuno Interessa?) lì per lì la mia reazione  al programmato coming out in diretta televisiva su un emittente australiana e stata la stessa: indifferenza.
Mai stato un fanatico del coming out, dunque più che prevedibile che non fossi interessato ben che minimamente a cosa fa sotto le lenzuola l'ex nuotatore.
Poi, però, ho ripensato alla mia adolescenza (che non risale alla preistoria) a chi era che mi veniva proposto
foto by: soundtracktomyday.blogspot.com
come modello.. ... nessuno, sto facendo mente locale ma non ricordo ci fosse uno che uno a parte forse il buon Louganis (anche lui tuffatore), sarà che non solo vivevo in Italia ma, peggio ancora, in una piccola città del primo meridione. 
Non sono molto piacevoli le emozioni che provavo, sopra tutte dominava la solitudine, il sentirmi unico (nel senso peggiore del termine). Certo nei programmi televisivi ogni tanto passava qualche personaggio omosessuale il guaio era che, per l'appunto, erano personaggi di fizione e spesso iper stereotipati in cui non mi riconoscevo. A un certo punto per convincermi che c'erano altri modelli mi aggrappai alla storia, a quelle voci che vogliono Cesare e Alessandro Magno come impenitenti omosessuali.
Oggi i ragazzini (e le ragazzine) hanno accesso a tecnologie che permettono di allargare i propri orizzonti e di scoprire altri mondi (e sospetto che per molti adolescenti questo è l'unico modo che hanno per anni per non sentirsi isolati)  e di conoscere di personaggi che possono fare da modelli. Un giovanissimo oggi può scoprire che esistono non solo stilisti, parruchieri o artisti omosessuali ma anche soldati, nuotatori, calciatori, sportivi in genere con la loro stessa sessualità; questo per un adolescente può fare una gigantesca differenza: uno dei
Michael Sam giocatore NFL
foto by: bleacherreport.com
problemi aggiuntivi di un adolescente omosessuale è quello di avere pochissimi modelli che facciano da riferimento comportamentale permettendo di scegliere a chi ispirarsi.
Ecco quindi  che per rispondere alla domanda dell'articolista del The Indipendent basta pensare ai giovanissimi omosessuali o bisessuali ai quali il coming out di un nuotatore di livello mondiale può interessare. E anche tantoanche solo come esempio che un omosessuale può essere anche altro oltre che ballerino, cantante, stilista o scrittore (per quelli che sapevano che Wilde, Proust e Pasolini erano omosessuali). Vi lascio con "I kissed a Girl" ma non quella di Katy Perry, l'originale del 1995 di Jill Sobule (eh, quante cose che si scoprono con Internet)


La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l'estraneo siete voi. Luigi Pirandello 

martedì 8 luglio 2014

Di bambini, di orchi e di potere

Stavo per dire che amo l'Inghilterra ma non sarei stato sincero,attualmente sono innamorato di Strasburgo (ma questa è un'altra storia),  perché se stavo per dire che amo l'Inghilterra c'è una ragione.
Ripensandoci sarebbe stato più corretto se avessi pensato di dire che amo gli anglosassoni (albionesi o yankee che siano) perché tendono a essere iconoclastici. 
Lo scandalo pedofilia che sconvolse il mondo ed ebbe un crescendo che ha portato la Chiesa a perdere onde di fedeli in USA ed Europa (non in Italia, da noi di certe cose non si parla se non per eloggiare gli sforzi anti pedofilia di Ratzinger e Bergoglio) ebbe inizio negli USA a San Francisco se la memoria non mi inganna e sempre negli Stati Uniti un avvocato dell'accusa non si è fatto problemi a citare come testimone il tedesco allora a capo della Città del Vaticano (non concluse nulla, il Papa è un capo di stato con tanto di immunità diplomatica, ma colpì nel segno: nella pedofilia ecclesiastica la responsabilità era anche delle gerarchie più alte che fingevano di non sapere o, peggio ancora, insabbiavano).
Dall'anno scorso è il Regno Unito ad essere testata di ponte nel rivelare (si spera aizzando l'opinione pubblica a reagire) altri aspetti del mondo degli abusi sui minori:
quello dello spettacolo e quello politico (notizia data oggi da Giornalettismo)
A dire il vero il mondo dello spettacolo era stato colpito dalla burrasca l'anno scorso quando si scoprì, post mortem, che uno dei più famosi DJ della BBC era un pedofilo e stupratore seriali, scandalo... ok il resto potete anche leggerlo nell'articolo di Giornalettismo. 
Quello che a me interessa è come nel Regno Unito nessuno parta in difesa dei comportamenti e degli insabbiamenti ma come la stampa e lo stesso governo sembri intenzionato a fare luce (sul passato quantomeno) su chi quegli abusi commise.
Roba non da poco quando la memoria va a come l'Italia e l'establishment reagirono quando venne alla luce che un certo capo politico era uno che sfruttava la prostituzione minorile: si arrivò a proporre l'abbassamento degli anni per il raggiungimento della maggiore età. 
Nella terra di Artù invece addirittura si lamentano che le armi sono spuntate in quanto la commissione d'inchiesta non ha nessun potere giudiziario. 
Sarà che sono puritani, ma la differenza con l'Italia è enorme. 
Anche se rimane la consapevolezza che ora inizia una partita difficilissima: scoprire il giro di potenti che alimentano il mondo degli abusi sessuali su minori significa scoprire un verminaio di non facile risoluzione (vedasi le difficoltà che incontrò Ratzinger, che tardivamente decise di tornare sui propri passi de facto rinnegando il Crimen Sollicitationis o quelle che trova Bergoglio o il silenzio quasi assordante sulla vicenda inglese) e che corre il rischio di far dimenticare di nuovo quel perno centrale che a oggi tutti vogliono far finta di non vedere che è l'essere la pedofilia non un evento sporadico legato all'azione di qualche mostro ma una piaga sociale diffusa in modo trasversale in tutta la società indipendentemente da ceto sociale, livello culturale, appartenenza religiosa.
Vi lascio sulle note di un rock anni ottanta, forse un po' glam ma con un testo degno del nome.
Siouxsie and the Banshees - Candyman