lunedì 24 febbraio 2014

Come ti sbologno la pedofilia (e una trilogia dei Pearl Jam)

Il mio maggior problema quando scrivo è che il mio carburante è la rabbia, me ne basta pochissima perché apra le dighe delle parole. Questo è frustrante, perché ci sono notizie come questa che ho trovato su Giornalettismo (e subito sotto il link originale di David Goldberg) che mi lasciano allibito.
Giornalettismo - Le controverse confessioni di un pedofilo
David Goldberg - I, pedophile
I motivi per cui rimango attonito e silenzioso è che io amo scrivere. Questo perché le parole hanno un significato e possono influenzare le persone e la società e l'opinione pubblica (oh e sono anche irritanti eh!! ) e possono ferire in profondita: l'articolo del pedofilo in questione non è controverso non è oggetto di discussione.

La pedofilia non è una forma di sessualità. E sfruttare materiale video e fotografico è favoreggiamento di un atto criminale (e immorale) come lo stupro di minorenni (anche prepuberali).

Niente di cui discutere, nulla su cui dibattere. Non c'è e non deve esserci margine di trattativa o apertura. 
Articoli come quello di Goldberg non andrebbero neanche pubblicati ma lasciati andare direttamente nel cesso, unico posto cui possono appartenere. Uno stupro distrugge la vita di un/a minore. Le ferite che lascia, anche quando rimarginata, segnano la vita, generano dolore, sofferenza, difficoltà nelle relazioni sociali, provocano insicurezze, danno sensazione di sporco e di essere sbagliati o di aver fatto qualcosa per meritarselo.

Nei casi peggiori la violenza genera altri mostri, persone la cui sessualità è stata compromessa al punto da portarli a diventare carnefici. Mica bruscolini o quisquiglie retoriche. 

C'è qualcosa di perverso nel voler usare il termine "controverso" nella parola del titolo, qualcosa di tragico (dal mio punto di vista) perché denota l'ignorare volutamente il fatto che ci sono argomenti che non sono in discussione anche quando si ha la libertà di espressione.
Non entro nemmeno nel merito del pezzo originale del pedofilo. Un esercizio banale di retorica che mira a ribaltare la prospettiva facendo passare per vittima di incomprensione il mostro, e la sua perversione per una forma di sessualità facendo un parallelo con l'omosessualità e l'eterosessualità (evidentemente nessuno ha informato questo essere che i rapporti omo ed etero ai giorni nostri, deo gratias, non si basano sull'abuso e la prevaricazione ma sulla reciproca attrazione tra adulti). Mi vengono i brividi a pensare come possano quelle parole essere prese da gente che non cerca altro che un appiglio per quanto effimero per dare una credibilità alle proprie pulsioni. Che si dia spazio  a uno che palesemente non prova nessun reale rimorso (ma dai, ti "penti" solo dopo essere stato catturato ed esserti fatto 90 giorni di galera?!) e si è fermato per cause di forza maggiore (eri un personaggio pubblico beccato con le mani nel sacco e quindi segnato a vita e tenuto d'occhio) è triste, dannatamente triste.
Specie per le vittime. Perché che si parli di discussione significa fare spallucce sulle loro vite segnate in modo crudele. Il signor Goldberg cerca un'assoluzione che non esiste perché puoi avere tutte le pulsioni sessuali che vuoi ma esiste l'autocontrollo, il porsi dei limiti e non superarli. Il resto sono solo patetiche scuse.
E ovviamente il motivo per cui ero attonito e ammutolito era la rabbia per la bassezza che si raggiunge quando si cerca di giustificarsi invece di ammettere realmente di essere colpevoli e di aver fatto cose orribili e non l'amore per lo scrivere.

Colonna sonora? I Pearl Jam con la Momma-son  Trilogy (Alive, Once, Footsteps).
L'incendio e lo stupro hanno una correlazione molto alta, sono modi per affermare il proprio potere.Kelli Williams, in Lie to Me, 2009-2011





lunedì 17 febbraio 2014

Favole, idiozie e qualunquismo

In Italia (ma sospetto nel mondo intero) siamo messi male, malissimimo, anzi proprio non ci siamo quando si parla di questioni di genere. Se negli USA la comunità LGBT perde tempo a consigliare a Zuccamberg 50 sfumature per definire il proprio genere su Facebook quei nel paesello di tortellini, dei mandolini e della pizza siamo ancora più indietro.
Discutiamo ancora se abbia senso o meno leggere le fiabe ai bambini: 
 La notizia come la riferisce il Corriere
Argomento nemmeno tanto originale (ogni tanto qualcuno se la prende con le fiabe: sono troppo violente!Edulcoriamole; danno un'idea sbagliata dei lupi ecc.. ... ). Ovviamente subito il ministero afferma di non saperne nulla (in questo paese tutto avviene all'insaputa di tutti) ma sono divertenti le reazioni piccate sia del MIUR che del ministero per le Pari Opportunità. Tutti a blaterare (no, non c'è altro modo di definire la obiezioni) che certi argomenti vanno trattati con delicatezza e non in modo che sembri imporre un modo di pensare (!). E giusto per spirito da bastian contrari e voglia di inutile polemica le associazioni LGBT iniziano a battaere il piedino  perché il ritirare quella norma sarebbe insensato.

Nello slang dei meme questa è una situazione da facepalm.

Perché siamo alla fiera del ridicolo. So che una rondine non fa primavera, che siamo tutti eccezioni  e quindi non facciamo statistica. Ma io da piccolo ho letto una marea di favole, le adoravo, erano piene di castelli, di streghe, di fate, di orchi, di matrigne cattive, principesse coraggiose o sognatrici o in pericolo, c'erano eroi. C'erano buoni e c'erano cattivi, ovviamente il tutto con personaggi incastrati in ben precisi stereotipi (prince charming & damsel in distress), personaggi omosessuali neanche l'ombra, ma nemmeno di etnie diverse (d'altra parte si parla di racconti nati in Europa chissà quanti secoli fa) eppure, sorpresa delle sorprese, sono cresciuto come un gender variant che non reputa le donne delle creature angeliche e fragili in attesa del loro principe azzurro, non sono razzista, non ritengo che essere uomo implichi essere una sorta di scimmione che sa parlare a stento e  ossessionato dal cercare la donna perfetta da impalmare.

Merito dell'educazione. Ma non quella impartita verticalmente dall'alto di una cattedra. Quello è assolutamente inutile, quanti razzisti ci sono in giro e di omofobi o misogini nonostante si predichi che la xenofobia non ha ragione di essistere e che ugualmente il sessismo è una cosa stupida? 

Fare educazione significa sopratutto dare l'esempio. Il resto fuffa. Che i bambini leggano le favole così come le hanno edulcorate gli autori (a partire dai Grimm), questo di sicuro non giocherà alcun ruolo nella loro capacità di superare pregidizi e accettare le differenze nelle altre persone e ugualmente infilare eventuali fiabe con personaggi LGBT non cambierà nulla nella crescita di un bambino. Perché? Basta guardarsi intorno per scoprire un mondo che è fatto solo ed esclusivamente di pregiudizi e stereotipi (è illuminante questo progetto del fotografo Jeong Mee Yoon: The pink & blue project), trasmissioni come uomini e donne (sì, con il minuscolo) hanno share alti, non parlo nemmeno del mondo della pubblicità da cui sono bombardati fin da piccolissimi i futuri uomini e donne. Questo per quanto riguarda i generi, quando si passa alla sessualità i bambini semplicemente o non sentono proprio parlare di omosessualità o ne sentono parlare in termini negativi (salvo i telefilm e film stranieri che da anni inseriscono personaggi omosessuali) e la transessualità è solo qualcosa che sentono quando avvengono degli omicidi o qualche vip viene sgamato con delle trans che si prostituiscono.

Altro che favole politicamente corrette. 

Il lavoro da fare è molto più profondo e radicale e sopratutto difficile, significa combattere dei (quasi) mulini a vento per spingere l'opinione pubblica a maturare e crescere. Questo, però, richiederebbe che gli attori in gioco avessero loro per primi la maturità necessaria per poter fare i primi passi nel cercare di educare una società retrograda e conservatrice come la nostra. Dal mio punto di vista in Italia (ma anche in USA) la comunità LGBT non lo è e quanto non lo sia lo dimostra lo stizzirsi su qualcosa di sciocco quando siamo in un paese in cui un ministro delle Pari Opportunità usa la dialettica per non ferire la sensibilità di una maggioranza piena di pregiudizi, quando non si riesce a far approvare un'aggravante per i reati di odio omofobico, quando le donne sono ancora imbottite con l'idea che per realizzarsi devono sposarsi e fare figli.

Ma no soffermiamoci sulle favole. 

James Brown - It's a man's man's world
I più pericolosi dei nostri pregiudizi regnano in noi contro noi stessi. Dissiparli è ingegno.

Hugo Von Hofmannsthal, Il libro degli amici

sabato 15 febbraio 2014

Trans, uomini, donne, maschi, femmine (e ben due video!!)

L'ho già scritto che è difficile per me scrivere il blog? Perché devo (essendo logorroico ed ecclettico) sempre scegliere di cosa parlare, non posso parlare troppo frequentemente di uno stesso argomento (se mi annoio io posso solo immaginare chi mi legge). E quindi mi tocca scegliere. 
Non che sia un processo faticoso o doloroso (oddio per i miei neuroni spesso sì: leggere i vari quotidiani online spesso è intellettualmente offensivo) visto che vado a naso, leggo un po' qui, un po' là, e mi soffermo su quanto mi ribolle il sangue, quando qualcosa riesce a farglielo fare in modo incontrollabile sò di avere qualcosa su cui blaterare.

Oggi nel mio solito giro online sono inciampato in questa simpatica evoluzione di facebook negli USA:
50 possibilità per la scelta del genere su FB
50 sfumature di politically correct. Di quello più insensato che somiglia più a uno specchietto per allodole che a un riflesso di un reale cambiamento. 
Negli USA c'è una guerra aperta tra chi cerca di ottenere cose ovvie (ovvero una reale integrazione della popolazione LGBT) e i conservatori puri e duri (ultimo caso ecclatante il Kansas dove stanno cercando di far approvare una legge che legitimizzi l'emarginazione di coppie omosessuali facendo entrare questo (ab)uso nella libertà di espressione religiosa) che no proprio non ne vogliono sapere di integrazione perché sapete com'è la bibbia dice così
Invece di concentrarsi su questo (in un paese dove c'è voluto un omicidio cruento perché i reati a sfondo omofobico venissero inclusi negli "hate crimes" portando a pene più severe e persecuzione del reato a livello federale) ci si concentra sulle parole. Che (sono uno che le usa parecchio) hanno un loro peso e possono ferire e far male, ma che non cambiano la sostanza io posso parlare di afro americani con lo stesso identico disprezzo che a loro riservano quelli KKK e ugualmente usare il termine negro avendo comunque il massimo rispetto per le persone di colore.

Ammetto di sembrare un bastian contrario ma mentre in molti sorrido e plaudono a questa iniziativa di FB io mi sento triste perché mi sembra un arrendersi il fatto che il genere sia ancora legato non solo agli attributi fisici ma ai comportamenti associati. E' triste vedere che un o una trans senta il bisogno di fare un distinguo nel suo essere uomo o donna aggiungendo la particella trans e che donne o uomini (geneticamente tali) vogliano ribadire il loro essere concordi con il proprio corredo genetico attraverso l'etichetta cis(per me se ti definisci uomo, o donna, perché ti senti tale nulla cambia se lo sei geneticamente o lo sei diventato in seguito a una metamorfosi) e che ci siano uomini che sentono il bisogno che sono maschi e non machi (man vs male, a sto punto potevano anche aggiungere la voce dude).

Lo vedo come un arrendersi senza se e senza ma ai pregiudizi (il tutto nella disperata ricerca di un'identità di genere) che vogliono che maschio/macho/uomo (ovvero femmina/donna/bambola) sia una triade inscindinbile, se sei maschio automaticamente devi essere uomo, e se sei femmina non sfuggi al dover essere donna (se tutto va bene, altrimenti vai di macho bambola).  Con quel che ne consegue. Così invece di concentrarsi sul far capire che ci sono nille modi diversi di essere maschi e femmine, ci si accontenta e applaude perché vengono fuori nuove etichette per chi non rientra nei canoni (vecchi e obsoleti)  imposti (sotto l'etichetta gender variant rientrano uomini che decidono di dedicarsi alle cure parentali e domestiche e donne che decidono di dedicarsi alla carriera).

Io lo trovo molto triste (e immaturo). Per cui (visto che gli stereotipi sembrano vincere sempre) oggi vi lascio con Boys don't cry dei The Cure e Barbie Girl degli Aqua.


“Cat: a pygmy lion who loves mice, hates dogs, and patronizes human beings.” 

Oliver Herford

venerdì 14 febbraio 2014

Il gatto Maru (perché parlare di politica mi deprime)

Ve lo avevo promesso. Un bel post sui gatti.

Come si fa a non parlare di queste fantastiche creature? Si fanno i fatti loro, si viziano da sole, conquistano a suon di fusa e miagolii chiunque, e dopo un po' ti ritrovi a sistemare casa in modo che loro stiano comodi e possano fare quello che vogliono, per non parlare del grooming (li lavi, li pettini, riempi ogni angolo di cuscini, coperte e scatole, gli pulisci la lettiera).

Almeno i gatti fanno le fusa, sono eleganti e hanno classe anche quando ti disprezzano e fanno cavolate o cercano di conquistare il tuo favore.

I nostri politici invece hanno lo stesso identico menefreghismo e opportunismo dei gatti. Ma mancano della loro eleganza (e anche della loro arguzia). E la cosa più avvilente è che le basi di due partiti (PD e M5S) probabilmente non sanno più dove sbattere la testa o quali santi pregare visto che uno (il PD) continua a soffrire di amnesia dimenticando il significato di sinistra  (arrivando ad andare a braccetto di neo liberisti conservatori, retrogradi e moralmente degradati come i berlusconiani e Berlusconi stesso), l'altro sembra soffrire di un misto tra autismo e irrisolto complesso di Elettra nei confronti del duo Grilleggio (con il brillante risultato di aver paralizzato e reso inutile parlamentari eletti da nove milioni di persone, ma che volete farci Grillo vuole aprire il parlamento con un apriscatole e Casaleggio sogna distopie in cui è la rete delle reti, ovvero gli influencer, a gestire tutto).

E l'altro partito? Oh be' Berlusconi balla e gioisce, probabilmente in questo momento non ha nemmeno bisogno della pompetta idraulica per eccitarsi visto che Renzi ha appena condannato il PD (davvero pensa di essere così abile? Di avere il carisma di un Berlusconi o di un Grillo? O di avere l'abilità politica di un Napolitano?)  a perdere voti perché gli elettori non passeranno sopra al fatto che lui ha ridato la credibilità politica al pregiudicato di Arcore (che non è finito fuori dal Parlamento per la questione prostituzione minorile ma per aver corrotto un giudice nell'affaire Mondadori) ignorando (con quel gioiellino che è l'Italicum) una sentenza della Corte Costituzionale (ma tanto in Italia la Carta esiste solo quando la si deve rinfacciare agli avversari) e continuando a blaterare di riforme di rivoluzioni di cambiamenti urgenti.

Piccolo, piccolissimo arrivista assetato di potere pronto a tutto ma non per il bene dell'Italia quanto per vincere la gara a chi lo ha più lungo e duro (ehi!visto?Gnè gnè sono giofanissimo e sono segretario del PD e pure Presidente del Consiglio) quando Berlusconi, Alfano, Napolitano avranno già pensato dieci mosse per eliminarlo velocemente condannadolo a diventare anche lui un geriarca della sinistra italiana.

E non mi soffermo nemmeno sul tempismo dell'ingordigia di Renzi che fa lo sgambetto a un governo che finalmente aveva messo una persona sensata al ministero degli Esteri (la Bonino che nel suo anno di attività ha riportato l'Italia ad avere un minimo di dignità internazionale) mettendo a rischio la credibilità dell'Italia in un momento in cui c'è in gioco un neanche troppo palese braccio di ferro con l'India (la prima grande sfida di una nazione emergente a una nazione decadente), per non parlare di quanto saranno contenti gli investitori esteri dell'ennesimo politichetto che parla e parla (ti rincitrullisce di chiacchiere, il twitter di Renzi è l'inno al nulla) e poi fa esattamente il contrario.

La stessa credibilità di un gatto che spinge perché si apra una porta e poi se ne va da tutt'altra parte.

Be' immagino non ci siate cascati sul fatto che avrei parlato solo di gatti (se sì che dire se non di guardare il video?)


Se siete arrivati fin qui sarete sicuramente esausti (o per rabbia o per noja) quindi come promesso un bel video di Maru e (visto che siamo a San Valentino) Hana la sua nuova coinquilina.

Maru e Hana che se le suonano (giocosamente)

 Ahi serva Italia, di dolore ostello,

nave sanza nocchiere in gran tempesta,

non donna di provincie, ma bordello!

Quell’anima gentil fu così presta,
sol per lo dolce suon della sua terra,
di fare al cittadin suo quivi festa;
e ora in te non stanno sanza guerra
li vivi tuoi, e l’un l’altro si rode
di quei ch’un muro e una fossa serra.
Dante Alighieri, La Divina Commedia

giovedì 13 febbraio 2014

Internet, violenza e capri espiatori (e ovviamente un singolo.. ... di chi se non Marylin Manson?)

Essere logorroici di questi tempi è un problema. No dico, ma quanti arrivano realmente alla fine di un articolo (per quanto ben scritto) di fine giornalismo? E se oltre che innamorati delle proprie parole si è ossessinati dal voler dire la propria su quasi ogni cosa? Lì fuori è pieno di stimoli. Se penso al mio elenco di "ok, su questo devo assolutamente dire la mia!" mi vien voglia di lanciare il computer fuori dalla finestra (mi dispiace, la logorrea è più forte di qualsiasi istinto di smettere di blaterare su tutto).

Dunque, bando alle ciance e prendiamo questo toro per le corna e cominciamo dal link all'articolo che mi ha istigato:

Come diffendersi dalla violenza di Internet
La conclusione è fantastica: i genitori devono essere presenti ma solo come controllori (censori?) delle attività dei figli. E poi? Li forniamo di braccialetti elettronici e li riempiamo di cimici per diffenderli dal mondo crudele e malvaggio e da questo Internet padre (madre, Internet è maschile, ma rete è femminile. Va be', fate vobis) di ogni male e angheria che subiscono i minori? Non sarebbe più sensato (invece di prendersela sempre con qualcuno: il rock, il satanismo, il grunge, i cartoni animati Giapponesi così violenti, Internet) chiedersi cosa c'è che realmente non va? Gli adolescenti sanno essere crudeli, ma così per pura magia?

Insomma non è che crescano da soli stile Il signore delle mosche senza qualcuno che possa fornire esempi di comportamento e sappia insegnare quelle cose un po' futili e demodè quali rispetto del prossimo, auto controllo, rispetto sempre e comunque delle regole del vivere civile?

Leggendo certi articoli e sentendo le reazioni a eventi tristi come il suicidio di una quattordicenne (in cui la goccia che fa traboccare il vaso è probabilmente il cyber bullismo) sembra che la rete delle reti sia la madre di tutti i mali e permetta tutte le angherie possibili. Eppure è fresca (ok, non troppo ha quasi cinque giorni e sospetto che le notizie siano come gli ospiti e il pesce e che dopo tre giorni puzzino per cui finiscono subito nel dimenticatoio) la notizia di adolescenti che assistevano allegri al pestaggio di una ragazza da parte di un'altra, per non parlare della ragazza violentata (i colpevoli sono rei confesi) accusata dai coetanei di essersi inventato tutto.

Sarebbe ora di chiedersi a tutti i liveli se forse non sia la nostra stessa società a essere permeata di violenza, se il bullismo non sia qualcosa di accettato e sottovalutato ovvero considerato quasi necessario (sono anni in cui imperano personaggi come Platinette, Sgarbi, Busi, Ferrara, giusto per fare qualche esempio di personaggi pubblici che dell'insulto, l'offesa, la sopraffazione verbale hanno fatto il fondamento del loro interagire con gli altri). Razzismo, xenofobia, omofobia, misoginia, disprezzo per il prossimo non sono cose che vengono ostracizzate ma alle quali si risponde con un'alzata di spalle. E questo per non parlare della iper competitività moderna che insegna lo schiacciare il prossimo come metodo di realizzazione.

E' in questo tipo di contesto che crescono i bulli ed i violenti. Quelli che appena sentono l'odore di debolezze ci si fiondano come avvoltoi sulle carogne (con la differenza che i simpatici rapaci facendolo ripuliscono il mondo da cadaveri in decomposizione) usando qualsiasi scusa per sfogare il proprio livore (o anche solo per sadico divertimento).

Altra cosa su cui interrogarsi è se non ci siano anche problemi a monte delle famiglie (e della società che proclama a squarciagola di averle al centro dei propri programmi e interessi per poi infischarsene) in cui i genitori da una parte spingono alla perfezione, all'avere figli che siano competitivi e che (quando entrano in adolescenza) non solo non capiscono i figli ma quasi li temono. Essere genitori di questi tempi è ardua, molto ardua, non solo perché bisogna stare al passo con le tecnologie (con la consapevolezza che non si potrà mai evitare che il proprio figlio le usi) ma anche perché bisogna saper crescere i figli già da piccoli affinché abbiano spalle forti e pelo sullo stomaco.

E ci sarebbe anche, infine, da chiedersi se alla base di questi suicidi ci sia solo il bullismo (normale e versione 2.0) o problemi più grandi che genitori e scuole non riescono a percepire in quanto  prive di mezzi e supporto necessario.


Ma queste evidentemente sono solo quisquiglie retoriche per liberali da strapazzo. La colpa è di Internet. E se non è di Internet sicuramente lo sarà di Marylin Manson.



Del quale potete beccarvi: 
The Beautiful People
“You fuck - you ate my cat!” 

Kendare Blake, Anna Dressed in Blood

lunedì 10 febbraio 2014

Finto stupore, moralismo, (dis)educazione (più un singlo dei Blak Eyed Pea)

Ci sono alcuni argomenti che sono un chiodo fisso per me e sui quali non posso fare a meno di spendere parole. Posso decidere di non esprimermi o ignorare una mia opinione su politica, società. Ma se mi trovo davanti razzismo o rapporti sessuali con minorenni divento irrequieto, devo dire la mia.
Io preferirei non incappare in articoli che istighino questo mio lato. Davvero. Ne farei volentieri a meno. Ma finisco sempre per imbattermi in cose come questa (articolo sul Fatto Quotidiano):
Per un italiano su tre e accettabile il sesso tra adulti e adolescenti 
I risultati non mi hanno nè sorpreso nè scandalizzato (infatti a differenza di un noto giornale del gruppo RCS non ho usato le parole "rapporto schock"), in fondo nessuno (a parte la signora Lario) batteva ciglio di fronte a un  vecchio settantenne che si portava a letto delle minorenni e l'Italia rimane uno dei pochi paesi dell'UE in cui lo scandalo pedofilia che ha sconquassato la Chiesa non ha portato nessun tipo di reazione.
Siamo, anche, un paese dove la prostituzione (maschile e femminile) minorile è altamente sfruttata e (per finire, ci vuole sempre una ciliegina sulla torta) siamo il paese europeo con il triste primato del maggior numero di turisti sessuali (che hanno come vittime anche adolescenti e bambini/e).
Non solo. Con mio sommo disgusto siamo anche il paese in cui l'età del consenso per rapporti sessuali adulti/minorenni è di quattordici anni (purché non ci siano di mezzo regalie varie, nel qual caso si finisce dritto dritto nella corruzione di minorenne. Risparmio ogni commento sulla contraddizione intrinseca alle due norme), più avanti di noi sono i cattolicissimi (e conservatorissimi) spagnoli in cui l'età del consenso è di tredici anni (e questo getta una luce molto diversa su un personaggio di uno dei primi film di Almodovar)
Sto tergiversando. Il mio disappunto (riferito all'uso improprio della parola "shock") ha portato a un'interessante discussione con un mio amico. Mi sembra giusto condividere le conclusioni di quella querelle.

Innazitutto bando alle ciance e alle ipocrisie: gli e le adolescenti sono attraenti, è un dato di fatto che la loro sia una bellezza che va a solletticare l'istinto di uomini e donne (ebbene sì: esistono donne che abusano di minorenni). Accettare questo sarebbe (forse) il primo fondamentale passo per cambiare la mentalità che porta alla degenerazione evidenziata dal rapporto che tanto ha scandalizzato i giornalisti. Perché l'attrazione che i/le minorenni possono generare non implica che ci si debba tuffare ad angelo su di loro per portarseli a letto. Basta fare un minimo di due più due per capire che un adulto che va con un minorenne (parlo di adulto intendendo che tra minorenne e maggiorenne ci sia una differenza superiore ai tre/quattro anni e in particolare alla situazione tipica ovvero over 25ni che corteggiano e seducono minorenni) lo/la sta sostanzialmente manipolando non per idilliaci sentimenti ma per pura e semplice voglia di soddisfazione sessuale.

Inoltre si capirebbe che il problema è a monte in una cultura che non si rende conto che l'essere sessofobici non porta da nessuna parte e che non siamo più nel 1400 quando l'aspettativa di vita media era più bassa e a quindici anni si era già giovani adulti pronti per il matrimonio e per fare figli. A questa commistione si aggiunge il fatto che ai giorni nostri si è persa la divisione netta tra adolescenza ed età adulta. A complicare il tutto mettiamoci anche il fatto che siamo non alla libertà ma all'anarchia sessuale con adolescenti che iniziano giovanissimi a vivere il sesso (senza nessuna educazione nè sentimentale nè igienico sanitaria).

Tutto questo porta allo sfumare dei limiti, di quello che può essere lecito o meno (e non in senso morale, è accertato da migliai di pagine di letteratura che i rapporti inter generazionali anche se consenzienti  possono arrecare danni impressionanti nel normale sviluppo sessuale ed emotivo del/della minorenne). Il tutto a favore, principalmente, della libido maschile (infatti i maschi che sono pronti a condannare un maschio adulto omosessuale che fa sesso con un minorenne maschio sono gli stessi che non riconoscono, se non a fatica, che un rapporto sessuale tra un ragazzino e una donna adulta è un abuso bello e buono).

Il tutto condito con la cantinella (di cui ho perso il conto del numero di volte che ho sentito) "ma ai giorni nostri sono precoci, sono loro che ci provano, ne sanno più di te e di me sul sesso" per giustificare il proprio provarci o stare con minorenni. Che altro non è se non un palese e stantio meccanismo di deresponsabilizzazione che affligge la nostra specie dai tempi di Adamo (ehi.. no, eh no! E' stata Eva a costringermi a mangiare la mela, io quella mica l'avevo nemneno notata lì bella rossa e matura sull'abero. No, no!Colpa sua. Sappiamo tutti come è finita la storia: tutt'ora tutti ce la prendiamo con i poveri serpenti), lo stesso che c'è dietro agli abusi sulle donne (eh ma le gonne corte, eh ma provocano, eh ma se vai con tutti, eh ma.. ...).

In tutto questo non ho parlato ancora di educazione. Questa cosa strana e sconosciuta che sarebbe soluzione a tantissime situazioni confuse. Innanzitutto quella sessuale per dar modo di capire che il sesso non è qualcosa di malsano e peccaminoso e che ci sono differenze enormi tra pulsioni, fantasie e sessualità vera e propria. Insegnare la consapevolezza dei moti istintivi dà una mano nel controllarli. Educare anche sui danni che certi rapporti hanno sui minori (parlo sempre di rapporti consenzienti) e sul loro sviluppo. Insegnare significa anche fornire i mezzi  perché gli adulti comprendano che anche se i/le minorenni possono sembrare precoci e giocare a fare gli/le adulti/e provocanti questo non significa che li si debbe assecondare. Per l'appunto perché loro sono minorenni e non veri adulti.

Ma fare questo significherebbe mettere in crisi un sistema che fa della sessofobia e del peccato il suo fondamento.

Peccato che in tutto questo pastrocchio ad andarci di mezzo siano proprio i minorenni che da una parte crescono in una società che da ogni parte li bombarda di messaggi sessuali (e che li convince di essere sullo stesso livello degli adulti) e dall'altra vivono privi di ogni forma di guida ed educazione sull'argomento.

Come colonna sonora i Black Eyes Peas con la loro Where is the love? (l'ho scelta non tanto per il testo che poco c'entra, ma per quella domanda che ne è il ritornello "dov'è l'amore?" perché è la domanda che mi assilla quando sento certi discorsi)

Black Eyed Pea - Where Is The Love
“A lie is like a cat: you need to stop it before it gets out the door or it’s really hard to catch.” 

Charles M. Blow


domenica 9 febbraio 2014

Violenza di genere (e la musica di Anouk)

Sto prendendo una pessima abitudine: cambiare all'ultimo momento l'argomento dei miei post. Oggi volevo fare una filippica (prima o poi la leggerete, don't worry) sull'immaturità della comunità omosessuale.
Poi i miei occhi sono caduti su questo:
Violenza domestica su uomini
Due preamboli: sono un fautore della teoria che due torti non fanno giustizia (un abuso è un abuso non importa il genere di chi lo commette) quindi la mia posizione riguardo la violenza spero sia chiara. Secondo appunto, tendo a essere leggermente sarcastico e tagliente ma questo non sminuisce le mie posizioni.
Ma veniamo al sodo. Bel video. Interessante. Ho, però, il sospetto che non sia stato fatto per sensibilizzare quanto piuttosto per fare il verso a tutti coloro che negli ultimi decenni hanno messo la questione della violenza sulle donne in primo piano rimarcando come si possa parlare di fatto di violenza di genere.
Non è stata, sospetto, una scelta dettata da capriccio o voglia di vittimismo delle donne ma semplice realizzare quello che le statistiche e le cronache (non solo italiane) mostrano: le donne sono oggetto di aggressioni e vessazione in quanto donne.
La violenza di sui loro sono oggetto non è qualcosa di episodico ma un fatto diffuso e non c'è bisogno di andare a molestare l'Afghanistan dei talebani o l'India degli stupri punitivi.

A tutti piacerebbe che gli episodi di violenza si limitassero a quelli dei mostri rumeni o extracomunitari. Non è così: le aggressioni alle donne in Italia sono non solo ricorrenti ma trasversali a etnia, nazionalità.

E quelle che arrivano alla ribalta sono la punta dell'iceberg.

Ma non è così. La visione della donna in questo paese è arretrata, viene relegata in un ruolo di secondo piano (questo quando non addirittura a semplici casalinghe), si insegna ancora una divisione stereotipata dei ruoli (alle bimbe tutto rosa, ai maschietti tutto in blu), hanno maggiori dificcoltà di accesso a cariche o ruoli di primo piano (nel pubblico come nel privato), sono  attaccate se vivono una sessualità libera (ci sono state sentenze storiche; in senso negativo, quali il fatto che se una vittima di stupro portava i jeans non poteva essere stata violentata perché toglierli è dificcile, o altre ancora come quella che affermava che se c'era stato un consenso iniziale seguito da un cambiamento di idea non era stupro.. ...) e a seguire certi raggionamenti dovrebbero girare dentro un sacco invisibili al mondo (peccato che anche paesi islamici dove è d'uso il quibab le donne vengano ugualmente violentate).

Non si sente mai da nessuna parte levarsi a parlare di educazione del maschio (sia a controllare i propri istinti che a rispettare la donna) ma di spingere le donne a essere meno aggressive, a non vestire provocante, a lasciare al maschio il ruolo del maschio.

Questo per gli uomini non accade. Un uomo ha una libertà che la donna deve conquistare (spesso pagandone il prezzo: quante volte un uomo si è sentito chiedere "o la famiglia o la carriera", penso poche. Perché si sà, della famiglia e della casa è la donna che deve occuparsi, quante volte un uomo attraente diviene oggetto di commenti, fischi, battute volgari? Anche penso che accada raramente, e solo se capita in mezzo ad un gruppo di omosessuali maschi), un maschio non viene aggredito o vessato in quanto tale.

E quando questo avviene è qualcosa che accade raramente. Per cui non si può parlare di violenza di genere nei confronti dei maschi. Sempre che non ci consideri come tale il mettere in discussione la libertà di un uomo di risolvere i conflitti familiari alzando le mani (dubbio che mi è sorto più di una volta guardando il filmato che ho postato) o il domandarsi se alcune coppie abbiano senso o meno (se mi tratti in quel modo che tu sia donna o uomo io ti lascio e vado per la mia strada, ovviamente dopo aver prima provato a parlare e a comunicare) o l'insinuare che forse c'è una barriera comunicativa (altra cosa che traspare dal filmato) o il mettere in discussione i ruoli di uomini e donne (sempre nel filmato la donna è palesemente una donna frustrata che fa la casalinga e lui uno che non sa esprimersi se non attraverso frasi brevi e inutili).

Purtroppo un dubbio che non riesco a farmi passare visto che sembra essere un modello di aggressività dialettica molto diffuso (mi accusi di non agire abbastanza per fermare la pedofilia? Dico di essere bersaglio per associazioni con interessi negli omosessuali, mi dici che è sbagliato non punire chi semina odio verso chi viene percepito come diverso? Millanto un attacco alla mia libertà di espressione. Viene messo in discussione la mia libertà di considerare la donna come inferiore e il mio diritto di "rimetterla al suo posto"? Piango che non solo mi stanno castrando ma che anche noi maschietti siamo vittime di una violenza diffusa e quasi sistematica), dubbio alimentato anche da quel "pubblicità progresso" messo in calce al video.


Visto il tema vi lascio con "no body's wife" di Anouk. 

No body's wife

“Never try to outstubborn a cat.” 

Robert A. Heinlein, Time Enough for Love

giovedì 6 febbraio 2014

Italiani brava gente (e una canzone di Gaber)

Cribbio. Con un titolo del genere rischio di beccarmi dell'razzista.  O di essere uno che sputa nel piatto che mangia.
Confesso che negli anni sono diventato cinico, freddo e indifferente. E che di solito (lo ammetto non sono cuor di leone) evito come la peste zone potenzialmente pericolose.
Ma trovo decisamente triste il clamore sull'operato del pezzen... del senza fissa dimora non europeo (visto il politicamente corretto che figo che fa?).
Anche perché nei telegiornali subito dopo questa notizia hanno mandato il servizio sull'extracomunitario (mi raccomando. Un tono di sufficiente superiorità) che in una lite ha preso a macetate l'avversario.
Vista la sequenza temporale dei servizi il tentativo di far passare il messaggio "noi non siamo xenofobi, anzi guardate vi facciamo pure vedere i pezzenti pulciosi ma di buon cuore" risulta patetico e mal riuscito.

Gli italiani sono brava gente. E andava ribadito dopo un filmato in cui non solo c'è indifferenza per un'aggressione ma addirittura si dà una mano allo scippatore.

Ribadisco. Triste. Non c'è bisogno di ribadire e risottolineare che gli extracomunitari sono pessimi (perché non ci vuole un genio della comunicazione per capire che nella memoria dello spettatore medio rimarrà solo il secondo video, oddio in alcuni rimarrà anche il fatto che si parlava di napoletani). L'Italia è da due decenni (esattamente quelli che hanno visto il boom dell'immigrazione) in mano (mediaticamente) a un uomo che parlava (da Presidente del Consiglio) di Obama come di uno "abbronzato" (e sì per un negro è un insulto bello e buono e pure pesantissimo)  che non disdegna il suo passato nella P2 e che ai suoi primi passi finanziava movimenti di estrema destra e che (ciliegina sulla torta) ha avuto come fedele alleata la Lega Nord.
E i governi Berlusconi non sono avvenuti con vittorie risicate. In altre parole siamo un popolo con una forte componente xenofoba e intollerante (al punto che due abili nell'annusare la direzione del vento elettorale, il duo Grilleggio, erano contrari alla mozione per abolire il reato penale di clandestinità per la paura di perdere voti).
Ma non solo, l'aver votato in gran numeri il signore di Arcore implica anche una fortissima componente di individualismo e d'indifferenza nei confronti dello spirito civico che dovrebbe essere una componente fondamentale di una società civile.
Quel video di Napoli e dello scippo non è un'accusa ma la semplice contastazione di quello che è diventata l'Italia: un posto indifferente a quello che succede al prossimo (nel caso Kabobo ci volle un'ora perché qualcuno chiamasse la polizia) e addirittura pronto a dare una mano al delinquente di turno.

Ma se così non fosse non avremo avuto per vent'anni al governo un uomo come Silvio Berlusconi (e con lui la sua corte dei miracoli).

E oggi un cantante (un Signor Cantante) italiano: Giorgio Gaber.

“No," said the cat. "Now, you people have names. That's because you don't know who you are. We know who we are, so we don't need names.” 
Neil Gaiman, Coraline

mercoledì 5 febbraio 2014

Onu, Santa Sede, libertà di culto e stupri su minori (e una canzone di Tori Amos)

Volevo parlare di ostaggi (riferendomi allo Stato Italiano e ai nostri parlamentari) ma poi sono rimasto distratto da questa notizia
Relazione Onu che accusa il Vaticano di non aver agito contro la pedofilia
Subire abusi sessuali non è divertente, lascia cicatrici (quando non vere e proprie ferite aperte) per tutta la vita.
Gli abusi sessuali sono anche qualcosa di estremamente diffuso. La pedopornografia e il turismo pedosessuale producono una quantita impressionante di soldi.
E nei paesi occidentali la Chiesa ha una sua parte di responsabilità (anche se, bene ribadirlo, gli abusi su minori sono qualcosa che riguarda tutta la società e non solo i monaci o preti). Responsabilità dovuta al tacere e preoccuparsi più dei problemi di immagine (scioccamente, quanti fedeli non avrebbe perso la Chiesa se avesse prontamente affrontato il problema?) che delle vittime e del danno da loro subito.

Cinicamente  c'è da pensare che alla Chiesa i bambini interessino solo quando sono dei feti (sì, sto citando George Carlin).

Ci sono voluti decenni perché l'Occidente sviluppasse una sensibilità riguardo all'argomento abusi sessuali su minori. Anni in cui alcune vittime hanno avuto la forza di denunciare portando allo scoperchiarsi di uno scandalo che ha travolto la chiesa di USA e Europa (o almeno dell'europa in cui l'influenza del Vaticano non c'è) e portato ad una vera e propria crisi diplomatica con la cattolicissima Irlanda.
E mentre tutto questo avveniva la posizione della Chiesa e del Vaticano rimaneva ambigua. Ma neanche tanto: fingeva stupore per qualcosa che già Leone X nelle sue taxa camarae riconosceva ovvero l'esistenza della pedofilia e che Giovanni XXIII il Papa buono, in questo emulato da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, riteneva un argomento da trattare in segreto.
Politica quella del Vaticano che si riflette bene nelle mosse di Joseph Ratzinger che nel suo Crimen Sollicitationes impone l'obbligo di segretezza fino alla fine delle indagini del Tribunale Ecclesiastico.
Ora l'ONU ricorda al Vaticano che per uno stato con un ruolo morale di primo piano a livello mondiale e in cui risiedono i massimi vertici di una delle religioni più diffuse dell'Occidente è necessario agire in modo deciso nei confronti degli stupratori di minori. Il Vaticano (colto in fallo in modo plateale dato il tergiversare negli ultimi decenni anche di fronte a fatto gravi come le centinaia di abusi commessi da Marcial Maciel Degollado fondatore dei Legionari di Cristo, o il caso dell'Istituto Provolo di Verona etc.. etc.. ...) fa spallucce e ne prende atto (prenderne atto nel 1962 e agire invece di seguire la filosofia del Crimen Sollicitationis era troppo lungimirante evidentemente).

Ma non sia mai che non trovi un appiglio. 

Ed è qui la cosa patetica del tutto. Perché intanto si era parata il culo affermando che il Vaticano legalmente non può essere ritenuto colpevole di abusi commessi da preti fuori dal Vaticano (rimane comunque la responsabilità morale che non può essere schivata), all'arrivo della notifica dell'ONU ribadisce che tanto è stato fatto (ma non la cosa fondamentale: obbligare i tonacati a denunciare alle autorità civili lasciando che le indagini vengano fatte dalla magistratura e non dal tribunale ecclesiastico) e infine il colpo di genio. 

Trovare una capro espiatorio. Le ONG che hanno "interessi negli omosessuali".

Cito testualmente dall'ultima parte delle affermazioni di Tomasi:
  «Probabilmente delle Organizzazioni non governative - che hanno interessi sull’omosessualità, sul matrimonio gay e su altre questioni - hanno certamente avuto le loro osservazioni da presentare e in qualche modo hanno rafforzato una linea ideologica»
Et voilà. Il gioco è fatto, usata la parola magica che di questo periodo usa chiunque cerchi un capro espiatorio per nascondere le proprie falle politiche o morali: omosessuali (mi raccomando usate un'intonazione di disprezzo e superiorità).
Così la Chiesa si maschera da vittima di un complotto di persone che vogliono che cambi le sue idee (idee retrograde e che alle soglie del 2015 sono ridicole e pura spazzatura intellettuale)e indica il bersaglio.

E i minori abusati? Continueranno a essere vittime, e ad essere usati in modo bieco (adesso la loro causa verrà accusata di essere usata dagli omosessuali per attaccare la Chiesa).



Tori Amos - Me and a gun
“You put quite a fight for a tame kitty” 

Erin Hunter, Into the Wild


domenica 2 febbraio 2014

Di nodi e di cravatte (e un link a una hit storica di Madonna)

Erika, una mia amica (ehi se non l'avete fatto correte a leggere il suo blog Encrenoir, sa scrivere e ha stile da vendere) mi suggeriva di parlare di qualcosa di feshion. 

Problema! Io di moda non m'intendo affatto. 

Ma be'. Ogni scusa è buona per sfogare il grafomane inside me.

Quindi? Cravatte. Amo le cravatte (sopratutto ora che ho sentito da qualche parte che sembra stiano forse per passare di moda).

Le quali per me avevano un bruttissimo difetto: un unico modo di essere annodate. Per fortuna siamo nel 2014 e la rete delle reti sputa fuori novita su novità.

Sapevate che esistono circa 85 modi per annodare una cravatta? 

Ovviamente di questi solo 13 sono da indossare (o almeno così han deciso gli autori del libro "The 85 ways to tie a tie"). Poi li vedremo con calma. 

Oggi voglio dedicare questo spazio a tre nodi decisamente particolari: il trinity, l'elredge e il merovingio.

Nodi molto particolari, all'apparenza complessi ma nei fatti semplici da fare.

Il trinity è quello nella prima immagine e (nomen omen) pur mantenendo la struttura a triangolo del nodo lo divide in tre parti. Dal poco che ho capito l'ideale è usare per questo nodo cravatte dalle tinte non troppo oscure in quanto i colori troppo scuri renderebbero difficile percepire il disegno (ho provato a farlo con una cravatta bordo e gran parte del suo fascino è andato perso).


Altro nodo intrigante è l'elredge (qui a destra). Come il trinity ha lo svantaggio di non essere auto sciogliente. Ma come il precedente è decisamente un nodo che si fa notare. Ma non come il nodo che ho lasciato come ultimo.


Anche nel suo caso o colori chiari o cravatte "lucide" (i fashioner seri avranno il modo giusto di definire colori tipo quello nella prima immagine). Assolutamente da evitare (in entrambi i casi) cravatte con fantasie che possano portare a psichedelia!!!

E per finire un nodo creato ad hoc per un film (Matrix Revolutions non è un film, è una fan fiction mal riuscita di Matrix) o meglio per un suo personaggio: il Merovingio. E (surprise!) il nodo si chiama the merovingian knot.

Il concetto di base è banale: rovesciare (letteralmente) un classico nodo. Più complesso da fare degli altri due e decisamente più difficile da accostare all'abbigliamento e quello che ha più personalità (ma non lo consiglierei comunque per un colloquio di lavoro).

E come sempre una citazione sui felini (animali che sono en pendant con qualsiasi cosa), ma prima un video di Madonna. Godetevi Vogue.
Vogue
I gatti sono ornamenti viventi.

Edwin Lent

sabato 1 febbraio 2014

Tardive prese di posizione (e... indovinate un po'?Sì. Una hite dei The Queen)

Napoletano I riguardo impeachment e bagarre al Parlamento
Sono stati due giorno decisamente interessanti. Pieni di spunti su cui spendere decine e decine di commenti.
Ma non posso essere ammorbante dunque mi limito a commentare questa uscita di Napolitano I.
Il buon vecchio Presidente della Repubblica, per anni silenzioso e taciturno (ma formalmente impeccabile, come sta per scoprire Grilleggio) di fronte al progressivo deterioramento morale e funzionale  del Parlamento e della politica. Ecco quest'uomo ora si scuote un po' dal suo silenzioso tramare e si rende conto che forse ma forse le cose stanno un pochino sfuggendo di mano.

Hallelujah!! Peccato che risulti ben poco credibile. Hai accettato passivamente la dittatura bianca di Berlusconi, hai chiuso entrambi gli occhi alla sua mancanza di azione in campi fondamentali come quello dell'economia, dell'istruzione, dei diritti civili.

Lo hai osservato denigrare e attaccare la Magistratura, gli hai permesso (cosa inammissibile) di minare la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, hai taciuto quando elogiava uno stile di vita basato sulla sistematica violazione di ogni regola e legge che fosse in contrasto con i suoi interessi.

E ora ti preoccupi  per lo stato delle Camere.

Camere in cui (non da oggi, io ricordo altre risse e fette di mortadella e bottiglie di spumante) una fazione si sente in diritto di fare ostruzionismo violento (da paese poco sviluppato) e un questore si sente autorizzato a una deputata di quelle che faceva casino.

Uno sviluppo inatteso. Specie se si tiene in mente che il M5S ha un leader che istiga alla violenza.

E mentre i cinque stelle fanno bagarre, i questori picchiano e Napolitano I (seguito a ruota dai vescovi) si preoccupa  l'Italia va a picco.

Vista la situazione e il suo degenerare la colonna sonora adatta mi sembra We will rock you dei The Queen
We will rock you
 “Sakaki: "...Why can't we just talk it over...?"Tomo: "You can't talk to cats.” Kiyohiko Azuma, Azumanga Daioh: The Omnibus