Il mio maggior problema quando scrivo è che il mio carburante è la rabbia, me ne basta pochissima perché apra le dighe delle parole. Questo è frustrante, perché ci sono notizie come questa che ho trovato su Giornalettismo (e subito sotto il link originale di David Goldberg) che mi lasciano allibito.
Giornalettismo - Le controverse confessioni di un pedofilo
David Goldberg - I, pedophile
I motivi per cui rimango attonito e silenzioso è che io amo scrivere. Questo perché le parole hanno un significato e possono influenzare le persone e la società e l'opinione pubblica (oh e sono anche irritanti eh!! ) e possono ferire in profondita: l'articolo del pedofilo in questione non è controverso non è oggetto di discussione.
La pedofilia non è una forma di sessualità. E sfruttare materiale video e fotografico è favoreggiamento di un atto criminale (e immorale) come lo stupro di minorenni (anche prepuberali).
Niente di cui discutere, nulla su cui dibattere. Non c'è e non deve esserci margine di trattativa o apertura.
Articoli come quello di Goldberg non andrebbero neanche pubblicati ma lasciati andare direttamente nel cesso, unico posto cui possono appartenere. Uno stupro distrugge la vita di un/a minore. Le ferite che lascia, anche quando rimarginata, segnano la vita, generano dolore, sofferenza, difficoltà nelle relazioni sociali, provocano insicurezze, danno sensazione di sporco e di essere sbagliati o di aver fatto qualcosa per meritarselo.
Nei casi peggiori la violenza genera altri mostri, persone la cui sessualità è stata compromessa al punto da portarli a diventare carnefici. Mica bruscolini o quisquiglie retoriche.
C'è qualcosa di perverso nel voler usare il termine "controverso" nella parola del titolo, qualcosa di tragico (dal mio punto di vista) perché denota l'ignorare volutamente il fatto che ci sono argomenti che non sono in discussione anche quando si ha la libertà di espressione.
Non entro nemmeno nel merito del pezzo originale del pedofilo. Un esercizio banale di retorica che mira a ribaltare la prospettiva facendo passare per vittima di incomprensione il mostro, e la sua perversione per una forma di sessualità facendo un parallelo con l'omosessualità e l'eterosessualità (evidentemente nessuno ha informato questo essere che i rapporti omo ed etero ai giorni nostri, deo gratias, non si basano sull'abuso e la prevaricazione ma sulla reciproca attrazione tra adulti). Mi vengono i brividi a pensare come possano quelle parole essere prese da gente che non cerca altro che un appiglio per quanto effimero per dare una credibilità alle proprie pulsioni. Che si dia spazio a uno che palesemente non prova nessun reale rimorso (ma dai, ti "penti" solo dopo essere stato catturato ed esserti fatto 90 giorni di galera?!) e si è fermato per cause di forza maggiore (eri un personaggio pubblico beccato con le mani nel sacco e quindi segnato a vita e tenuto d'occhio) è triste, dannatamente triste.
Specie per le vittime. Perché che si parli di discussione significa fare spallucce sulle loro vite segnate in modo crudele. Il signor Goldberg cerca un'assoluzione che non esiste perché puoi avere tutte le pulsioni sessuali che vuoi ma esiste l'autocontrollo, il porsi dei limiti e non superarli. Il resto sono solo patetiche scuse.
E ovviamente il motivo per cui ero attonito e ammutolito era la rabbia per la bassezza che si raggiunge quando si cerca di giustificarsi invece di ammettere realmente di essere colpevoli e di aver fatto cose orribili e non l'amore per lo scrivere.
L'incendio e lo stupro hanno una correlazione molto alta, sono modi per affermare il proprio potere.Kelli Williams, in Lie to Me, 2009-2011