domenica 2 marzo 2014

Il corpo è mio ma non posso gestirlo (Audio? Salt 'N Pepa's None of your business)

Direttiva UE sulla prostituzione
Uno dei mantra del femminismo degli anni 70 era il corpo è mio e lo gestisco io. Prostituzione e aborto dimostrano come quello che dovrebbe essere un dato di fatto sia invece ancora argomento di discussione.
La direttiva dell'UE (che pare decisamente influenzata dalle posizioni svedesi in materia) è un lampante esempio di come il corpo della donna sia considerato come qualcosa che va protetto a priori e la donne stesse come incapaci di decidere autonomamente specie se in materia di incolumnità.
Nel farlo si fa anche di un erba un fascio e si generalizzano le situazioni. Dimenticando che il sesso a pagamento è la professione più antica del mondo e che nessuna legislazione per quanto severa è mai riuscita a sradicarla da nessuna parte del mondo.

L'argomento è spinoso (cosa che va ammessa) e quindi non andrebbe semplificato riducendo il tutto a prostitute cattive vs clienti adescati ovvero clienti crudeli vs donne schiavizzate. C'è situazione e situazione. 
Non tutte le prostitute sono schiave o vittime di un mondo crudelmente maschilista, non tutti i clienti sono irresponsabili che si rivolgono alla fetta di mercato costituita o da minorenni o da donne costrette con la forza e la violenza a vendersi. 

Uscite come questa dell'UE, seppur mascherate di ottime intenzioni, sono deleterie perché portano a una esacerbazione della situazione favorendo il sorgere di zone d'ombra che andranno di fatto a penalizzare i soggetti che si vogliono difendere (in questo caso quelle donne più o meno giovani costrette con la violenza o da situazioni di degrado a prostituirsi) il tutto con un'aura di paternalismo che è fastidiosa.
Una donna (che lo si giudichi moralmente accettabile o meno) può decidere in piena autonomia di sfruttare il sesso come lavoro e sbocco professionale. Ne ha il sacrosanto diritto senza che qualcuno venga a dirle che no, non lo deve fare perché la prostituzione è segno dell'imperante maschilismo e retaggio di una cultura patriarcale che tratta la donna come un mero oggetto e senza essere considerata come un essere fragile a cui va indicata la buona strada e che necessità di protezione contro questo triste mondo malato.

Uno stato, la società stessa, dovrebbero vigilare affinché nel mercato del sesso non vi sia spazio per gli abusi, assicurarsi che (come succede con altre forme di commercio) ci siano regole che garantiscano professionalità da parte delle escort garantendone allo stesso momento l'incolumnità da violenze fisiche (quante prostitute vengono violentate o costrette a rapporti sessuali non conformi a quello pattuti perché in fondo sei solo una puttana e se ti pago fai quello che dico io e come dico io?Quante subiscono rapporti così violenti, ti pago per godere quindi stai zitta subisci e non lamentarti, anche se patuiti, da avere problemi come perforazione dell'utero, ferite, squarci, all'ano? Quante si prendono malattie come Epatite C, Papilloma Virus, Epatite B, Sifilide, Gonorrea, Candida, HIV?) e psicologiche (quante ragazzine vengono abitualmente violentate a pagamento in Italia, in Europa? Quante subiscono sui marciapiedi aggrappandosi, come unica disperata ancora per l'equilibrio psichico, all'idea che stanno proteggendo la propria famiglia? Quante negli anni diventano aride, ciniche e pronte a trasformarsi esse stesse in carnefici?). 

Affrontare l'argomento in modo maturo significa riconoscere la dignità di essere umano completamente senziente alla donna e quindi anche la possibilità che faccia scelte che possono non piacere ma che agli uomini sono concese (mai sentito tanto scalpore nei confronti degli escort e prostituti maschi, e solo da poco si parla de turismo sessuale di matrice femminile. Che un escort possa scegliere di farsi pagare per soddisfare una donna è qualcosa di moralmente diverso dalla stessa scelta fatta da una donna?). Ma fare scelte mature impliccherebbe molte cose, una crescita sociale che siamo ben lungi dal raggiungere: gli uomini (e le donne) hanno istinti carnali che costituiscono un mercato fruttuoso, la cultura ha portato i maschi a trovare modi alternativi per sfogare quella furia sessuale generata da una bigotta e cieca sessuofobia e da una struttura sociale che non permette vie d'uscita alla monogamia (ironicamente l'islam, ma anche l'antico ebraesimo, prevedevano la poligamia e il concubinato proprio e anche per questo, e ci sono, poche, culture matriarcali in cui la donna può essere poliandrica) e che condanna come peccaminosa ogni forma di soddisfazione sessuale (la donna ricordiamolo o è santa o è puttana e nessun brav'uomo vuole accanto a sè una sgualdrina) che vada oltre la missionaria, la società dovrebbe anche rendersi conto che la tolleranza (che c'è anche in quei paesi dove la prostituzione è ostracizzata come l'Italia) al mercato del sesso è legata anche al fatto che è una scappatoia per le donne autoctone le quali possono fingere di non vedere e non sapere mentre i loro compagni sfogano le loro perversioni su schiave che sono per la strada.

Criminalizzare i clienti piuttosto che le prostitute non risolverà nessuno dei problemi di cui sopra (problemi che riguardano anche la prostituzione di minorenni maschi appartenenti a etnie emarginate, sulla quale la polizia spesso e volentieri chiude gli occhi), anzi legittimerà ancor di più i clienti a sfogarsi sulle donne e ragazze che sono sulla strada (una escort ha modi per diffendersi: prende appuntamenti, ha siti che la pubblicizzano, riceve o in alberghi o in appartamento, spesso nel servizio fornisce la parte di accompagnamento il che dà visibilità indiretta a chi si accompagna a lei) per il semplice fatto che oltre che pagare ora si mettono anche a rischio.

Ma la prostituzione è uno di quegli argomenti che generano imbarazzo, che lasciano aperture a comportamenti paternalisti o vittimisti, che non vengono affrontati con il dovuto distacco e finiscono per limitare le libertà della donna (ehi, c'è chi vende armi per guadagnare. Io voglio vendere il mio corpo qual'è il problema? Non ti va bene? Non cercare e non usufruire di sesso a pagamento, facile no?) e dell'uomo (sì voglio del sesso veloce, senza impegni  e che non richieda fatica per il corteggiamento e magari con una donna che di solito non mi guarderebbe nemmeno, e allora?). 

E mentre si attende che la società cresca le donne vengono ridotte a persone con libertà decisionale limitata e il problema dello sfruttamento della prostituzione e della tratta di schiave continua a fruttare miliardi alla criminalità e a distruggere vite (compresa quella di ragazzine agli inizi della pubertà).

Tant'è. L'importante è lavarsi la coscienza, accontentare i bigotti moralisti e guardare da un'altra parte (e se le donne vogliono fare le escort cazzacci loro che non capiscono che è un modo per asservirsi al maschilismo patriarcale della società).

Come colonna sonora? Le Salt 'N Pepa con la loro None of your business (che, adattando in vernacolo italiano, suona più o meno "fatti li ca**i tuoi")
Salt N' Pepa - None of your business
“Dogs have hair. Cats, fur.
Dogs whine, yip, howl, bark. Cats purrr.
I say: No contest.” 
Lee Wardlaw, Won-Ton: A Cat Tale Told in Haiku



  

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