sabato 22 marzo 2014

Essere o non essere, normale o non normale (sulle note di Ebony and Ivory di Paul McCarthy e Stevie Wonder)

Sapete?Sono sudamericano. Davvero, ci sono nato in Sud America e per ben dieci annni ci sono anche cresciuto, poi sono stato trapiantato in Italia e sono diventato Italiano. Ma non ero soddisfatto e così alla fine ho deciso che sono italo colombiano. Mbe'? Fortunato, ma a noi?
Parlo di Identità (yup, con la maiuscola). 
E' qualcosa di fondamentale per una persona. Essendo cresciuto in un paese con un forte senso dell'identità nazionale arrivato a un certo punto in mancanza di altri riferimenti mi attaccai come una sanguisuga a questo per riuscire a definire la mia individualità. Uaho. Un triplo carpiato di ragionamenti e sofismi per trovare una risposta a un buco formativo che non riuscivo a riempire in nessun modo. (mi dispiace per voi ma oggi sono in versione sibilla cumana ovvero criptico). Parlavo di vuoti, per anni non sono riuscito a capire chi ero, perché non solo non avevo modelli di riferimento in cui volessi riconocermi ma non mi rendevo conto che prima di tutto io sono io e che il concetto di normalità è decisamente sopravvalutato da moltissime parti.
Cosa voglio dire? Abbiate pazienza (oh, sono prolisso e devo contenermi quindi mi diverto in questo modo) prima voglio mettere il link alla notizia che ha liberato il logorroico inside me:
Inchiesta su sesso e adolescenti - Inchiesta del FQ parte III
C'è una frase che ha catturato la mia attenzione da bambino con ADHD. La cito testualmente "....Se non mi insultano, in giro, è solo perché io non mostro la mia omosessualità. Mi vesto normalmente, mi comporto normalmente"  i corsivi sono miei perché in quelle parole di questo adolescente vedo moltissimi dei pensieri che ho dovuto combattere da solo per arrivare ad accettarmi non tanto come maschio che si sarebbe rigirato tra le lenzuola  con altri maschi ma come persona con le sue passioni, i suoi difetti e tutti quei bei discorsi lì.

E' davvero difficile riuscirci in un mondo che sa parlare solo per stereotipi ed etichette (la sigla LGBT adesso è diventata LGBTQI e facebook negli USA fa furore tra le associazioni e gli attivisti pro emancipazione per aver messo più di 20 etichette per il genere) mandando in cortocircuito gli adolescenti, specie quegli omosessuali che devono districarsi tra gli input assurdi su cosa significhi la mascolinità e la femminilità e estremizzazioni al limite del caricaturale della parte più visibile e caciarona della comunità omosessuale (specie quella maschile) che invece di sbolognare il concetto che esistono individui e basta ha concimato i pregiudizi sui gay al punto che gli stessi ragazzini pensano che essere omosessuali implichi essere flamboyant, sensibile, con buon gusto (!), fissato con l'ultima starlette della musica pop e desideroso di relazioni sentimentali che scimmiottino quelle etero.

Esattamente quello di cui (non) ha bisogno un adolescente e il tutto con il plauso delle associazioni che da una parte si propongono come paladine dell'emancipazione e combattono (il corsivo perché dire che in Italia si lotti è ridicolo) per cause giuste dall'altra sono ostaggio di una frazione estremista che non ne vuole sapere di mollare un centimetro ammettendo che di determinati diritti se ne ha bisogno in quanto siamo principalmente persone e cittadini e non definiti in tutto e per tutto da chi ci portiamo a letto specie se questo implica molti sottintesi perfettamente sottolineati (anche se inconsapevolmente e ingenuamente) dal ragazzino intervistato dalla Borromeo quali l'accettare di far parte di una comunità che è altrettanto aggressiva ed emarginante degli omofobi (chiedetelo a un bisessuale quanto realmente è ben accolto o fate caso all'uso denigratorio che viene fatto del termine passiva o quanti problemi abbia un uomo virile, nel senso dello stereotipo, qualora preferisca il ruolo passivo, oppure il fatto che la cura del corpo venga vista come un'esclusiva omosex, cosa che ha portato alla nascita della ridicola etichetta metrosexual per definire i maschi eterosessuali che ci tengono al proprio aspetto e curano anche l'abbigliamento) e in cui viene tollerato che gli stessi ambienti siano frequentato da uomini e ragazzini impedendo di fatto un maturare dei primi e una crescita corretta dei secondi. Ma in fondo, come detto siamo immaturi (mi ci metto anche io) dannatamente, abbiamo bisogno di crescere. Chissà magari dicendo a questo ragazzino e ad altri come lui che le etichette non hanno senso e che un individuo è un'insieme di cose di cui il portarsi a letto questo o questa o tutti è solo una parte (seppur importante).
Ebony & Ivory - Paul McCarthy & Stevie Wonder
Nulla al mondo è normale. Tutto ciò che esiste è un frammento del grande enigma. Anche tu lo sei: noi siamo l'enigma che nessuno risolve.

Jostein Gaarder, C'è nessuno?



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