La signora Mannoia oggi twettava sulla misteriosa guarigione dei due medici missionari statunitensi.
Ironicamente bastava leggere l'articolo del FQ (alla cui bloggosfera lei contribuisce con il suo blog) fino in fondo per capire che non c'è niente di strano.
Scartabellando qua e là per la rete si scoprono cose buffe.
Tipo che esistono (oh my gosh) dei protocolli rigidissimi e ben precisi che un istituto di ricerca pubblico o una farmaceutica devono rispettare quando voglioni immettere in circolazione un nuovo farmaco (pillola o vaccino che sia).
I motivi sono ovvi: da una parte garantire meno cause alle farmaceutiche per effetti collaterali non preventivati, dall'altra proteggere i consumatori da quegli stessi effetti dannosi.
Questi protocolli prevedono diverse fasi di sperimentazione che vanno dal disegno della molecola (o vaccino) alla sua distribuzione.
Tagliando corto prima di commercializzare o diffondere un farmaco ci devono essere due fasi importantissime: la sperimentazione su modello simiesco e quella su cavie umane volontarie.
Questi sono passaggi che non possono essere in alcun modo evitati da nessuna industria farmaceutica, questo spiega (molto banalmente) perché finora il siero usato sui due medici americani non è stato diffuso.
Ma allora perché usarlo su quei due? Anche lì (ahi, ahi signora Mannoia essere in una bloggosfera e non leggere nemmeno a fondo gli articoli non si fa, no, no) ci viene in aiuto l'articolo. Nel quale c'è scritto chiaro e tondo come il tutto sia stato possibile per una clausola umanitaria "Atto compassionevole" permesso dalla FDA (Food and Drug Administration) e che i due medici hanno accettato dopo essere stati informati a che punto era dei trial era la progettazione del siero.
Il motivo per cui l'esistenza del siero fosse tenuta segreta è anche essa ovvio: nessuna industria (farmaceutica, automobilistica o produttrice di altro) rivela mai con troppo anticipo i propri progetti.
Dunque nessun mistero, ma tantissima disinformazione e presunzione di sapere come funzionano le cose. La signora Mannoia evidentemente non solo non ha letto l'articolo del FQ (chiaro e preciso nel fornire i dati) ma nemmeno si è degnata di informarsi su come funzionano i trial farmaceutici e (ciliegina sulla torta) non si pone il dubbio di quanto sarebbe scorretto e privo di etica usare un farmaco non ancora arrivato alla sperimentazione negli esseri umani (quando gli effetti collaterali sono quasi completamente noti e la dannosita del farmaco è minimizzata e si vuole la certezza che non vi siano altri effetti indesiderati) per quanto la crisi nei paesi africani sia grave.
Inoltre il siero non può essere distribuito perché essendo in fase sperimentale le quantità che si hanno sono ridotte e probabilmente il processo produttivo non è ancora ottimizzato per la produzione su vasta scala.
Dunque perché, nella consapevolezza che si è influenti, spargere dubbi cui si aggrapperanno i soliti complottisti?
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