giovedì 30 gennaio 2014

Triumvirati e delegittimazione (e, ancora una volta, una hit dei Queen)

Tre. Tre persone (ok, quattro) persone gestiscono il destino politico dell'Italia.

Tutte extraparlamentari, uno è un pregiudicato, un altro ha una condanna in primo grado per danno erariale, gli altri due vivono in un mondo di distopie e paranoie.

C'è qualcosa di dannatamente triste in questo. 

Siamo un paese con una Carta della Costituzione tra le più avanzate. Una serie di leggi fondamentali nate dal dover mettere d'accordo le mille anime dell'Italia. 


Una legge suprema che ruota intorno alla centralità del Parlamento e il suo essere rappresentazione della volontà popolare.

Ricordo due frasi. Una è un graffito su una parete in una parallela di Borgo Largo a Pisa e dice "quando le fogne del capitalismo si aprono, escono i fascisti", un'altra di cui non ricordo l'autore afferma (più o meno) che la democrazia muore tra applausi scroscianti.

Guardo alla situazione politica italiana e rabbividisco. Il nostro Parlamento è stato esautorato della sua funzione. Le decisioni che contano realmente le prendono tre "leader" (il virgolettato perché De Gasperi, Gramsci, Togliatti, Pertini, Aldo Moro, Berlinguer, quelli erano Leader politici) che siedono fuori dalle Camere.


Con buona pace della democrazia.



Riscoprirsi in un triumvirato per alcuni versi è sempre stato un mio sogno (di quelli bagnati). Perché quando penso a quella parola penso ai due Triumvirati di Roma. Da uno uscì vincitore Caio Giulio detto Cesare, dall'altro sorse Cesare Ottaviano detto Augusto.

Da questo moderno triumvirato (niente da fare per non sono Grillo e Casaleggio. Sono Grilleggio.) chi uscirà vincitore? Il pregiudicato che ha finito di affondare l'Italia (dopo aver per decenni foraggiato gente come Bettino Craxi) in nome della libertà? L'ex partecipante a La ruota della fortuna che invece di giocare una partita macchiavelica e costringere il M5S ed il PD nell'angolo ha preferito andare sul facile ed avere la strada spianata dal già citato pregiudicato? Il comico frustrato (e la sua ombra l'imprenditore dalle visioni distopiche) che ha trasformato degli attivisti imberbi in quasi fanatici distruggendo qualsiasi loro potenziale (con buona pace di politici in erba che promettono bene come Di Battista)e che richiama fin troppe volte un fascismo ben più violento di quello nascosto dal pregiudicato?

E intanto l'Italia affonda, perde competitività industriale, le pmi muoiono, i giovanissimi abbandonano gli studi, giovani e meno giovani rinunciano a cercare lavoro, chi può ed ha il coraggio migra, il nostro patrimonio artistico cade a pezzi, il tessuto sociale si sfalda (persino la famosa solidarietà meridionale oramai è quasi un ricordo), istruzione e scuola agonizzano.

Ma abbiamo abbiamo rotto l'incantesimo (cit, Renzi riguardo al porcellum dopo la liposuzione), abbiamo aiutato la sinistra a fare le riforme che volevamo fare da vent'anni (cit, Berlusconi riguardo alla nuova proposta di legge elettorale) e per finire abbiamo fatto l'impeachment a Napolitano (Grillo)!Meglio di così? Si muore.



E come sempre i Queen mi offrono la colonna sonora ideale: Give me the prize (A kind of magic, The Queen):

 “I would like to see anyone, prophet, king or God, convince a thousand cats to do the same thing at the same time.” 

Neil Gaiman

Vuoti di memoria (e di nuovo una canzone dei Manic Street Preachers)

Volevo iniziare con una citazione da "Guns, germs and steel" di Jared Diamond, invece mi è caduto l'occhio su questa sua altra affermazione
(On the beginning of the mid-1990s' genocidal war in Rwanda)
Within six weeks, an estimated 800,000 Tutsi, representing about three-quarters of the Tutsi then remaining in Rwanda, or 11% of Rwanda's total population, had been killed.” 
Jared Diamond, Collapse: How Societies Choose to Fail or Succeed
Ieri era la giornata della memoria. Ma a dirla tutta quanto lo è stata realmente? Tolto tutto l'appariscente glamour dei vari establishment occidentali cosa realmente rimane?

Per me? Per me rimane la consapevolezza. Di quanto stiamo tornando indietro, di quanto (specie con la scusa della crisi) facciamo finta di non vedere come la xenofobia ed i pregiudizi siano radicati nella nostra "civile" società.

A volte non posso fare a meno di chiedermi come si possa fare a dimenticare e a non cercare di superare quelle paure animalesche che portano al razzismo.

Qualcuno penserà che per me è facile in quanto Sud Americano e Italiano e Omosessuale. Per anni ho pensato fosse così.

Ma a mente fredda mi rendo conto che non è così. Ricordare che siamo tutti uguali e che nessuna idea politica o religiosa dovrebbe essere in grado di minare questo dato di fatto per me è spontaneo come respirare.

Sono passati due giorni dal giorno della memoria. E già non si parla più.

Si ritorna a quel silenzio colpevole che porta a chiudere gli occhi su quello che sta succedendo nel mondo, sugli eccidi, sugli stupri di massa, sulla persecuzione più o meno aperta e più o meno repressiva e violenta di varie minoranze (religiose, etniche, donne, lgbt).

E allora, ora che sono passati diversi giorni io voglio ricordare. Ma non le vittime. 

Voglio ricordare i sopravissuti, e richiamare alla memoria Malala, Aitzaz Hasan, gli attivisti omosessuali nella Russia di Putin e quelli del Congo, le donne Pussy Riots, le femen.

E per finire. Come non ricordare la parole di Primo Levi?

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi

Oh.. no, non ho dimenticato il video:
If you tolerate this then your children will be next (Manic Street Preachers)

domenica 26 gennaio 2014

Giornalismo di frontiera (e l'ennesima hit dei The Queen)

Sono infiammabile. Basta poco e mi parte la logorrea.
Questa volta a darmi il via è questo articolo (cui sono arrivato dal blog morsi.iobloggo.com):
Opinione di un giornalista del FQ sugli emigrati all'estero
Io non ho ancora il coraggio di levare le tende. Ma so cosa significa trasferirsi in una realtà sconosciuta ed imparare a viverci.

Una delle cose che ho imparato è che non si dimentica le proprie radici. In base a cosa l'autore presume che un Italiano emigrato smetta di essere italiano? Cosa gli permette di arrogarsi il diritto di criticare la mancanza del clima, del cibo, del comportamento sociale del proprio paese di nascita? 

Io sono stato adottato ben 27 anni fa. La Colombia l'ho vissuta pocchissimo. Eppure di tanto in tanto sono fisso su Eltiempo.com, cerco ricette dei cibi che ricordo dalla mia infanzia, cavolo cerco persino le persone che mi allevarono fino ai miei dieci anni!!

E uomo lo sono diventato qui. In Italia. Sono Italiano. Ma sono anche Colombiano. 

Come si può pretendere o solo pensare che una persona adulta dimentichi da un giorno all'altro le proprie radici? O che smetta di provare interesse per la politica della nazione in cui si è diventati adulti? O che la famiglia diventi qualcosa di trascurabile?

Sono sicuro che là fuori ci sono emigrati che hanno tagliato completamente i ponti con l'Italia. 


Dubito che sia lo standard. D'altra parte non bisogna tacciarsi del titolo di giornalista per guardarsi intorno e capire che determinati meccanismi sono insiti all'emigrazione, chi ha scritto l'articolo ha mai fatto caso che in Italia ci sono comunità di cinesi, arabi, rumeni, polacchi, sudamericani, africani etc.. etc.. ...?

Evidentemente no. 

E sopratutto a volte basta porsi delle domande: meglio fare il lavapiatti in Svezia o rimanere in Italia a non sapere dove sbattere la testa perché aprire un'impresa richiede anni e anni, fare la partita IVA significa morire di fame, trovare lavori quasi impossibile?

E per finire cosa hanno che non vanno determinati lavori? A me sembra che il pregiudizio sia tutto nelle mente dell'articolista.Che (grande cliché di chi ha pregiudizi) alla fine chiosa di avere amici all'estero.


E io sono tollerante verso tutti. Infatti ho anche amici xenofobi e pieni di pregiudizi (no, non è vero. Sono fieramente intollerante verso gli ottusi mentali).


Chissà forse questo giornalista non ha mai sentito questa canzone

Leaving home ain't easy (The Queen, Queen Jazz)

Ignorant people think it is the noise which fighting cats make that is so aggravating, but it ain't so; it is the sickening grammar that they use. Mark Twain

sabato 25 gennaio 2014

Uno stato alla deriva (e un'altra hit dei The Queen)

Ok dei dirigenti per i dipendenti pubblici di Parma che vogliono cambiare sindacato
E' la notizia che ha guadagnato la prima pagina sul sito de Il Fatto Quotidiano.
Già il titolo dell'articolo dovrebbe far rizzare i capelli in testa e far scattare una marea di campanelli d'allarme.

Siamo onesti: in Italia i sindacati, specie quelli più grandi, sono complici nel declino dell'Italia avendo accettato leggi che progressivamente li hanno svuotati di potere ed eroso i diritti dei lavoratori dipendenti (tra l'altro aver portato a nessun guadagno dal punto di vista economico e dello sviluppo) e questo è un dato di fatto.

Ma che da Roma parta una direttiva (priva di fondamento legislativo) che imponga ad un lavoratore di avere il bene placet dei propri superiori per l'iscrizione ad un sindacato (o per uscirne o per cambiarlo) e il tutto nel più terrificante silenzio della politica è un fatto per sè gravissimo.

Non solo perché viola la riservatezza di una persona, ma perché fornisce ai dirigenti un'ulteriore arma di ricatto nei confronti dei lavoratori. Perché, parliamoci chiaro, i dirigenti non si faranno remore ad usare l'appartenenza o meno al sindacato (o a un sindacato piuttosto che a un altro) come discrimine nella valutazione di un dipendente, o (conoscendo la corruzione e il clientelismo tipico dell'Italia) a fare pressioni perché si scelga di non iscriversi a un sindacato o perché si aumentino i numeri di una determinata firma sindacale.

Il tutto avviene in palese violazioni di leggi e nel silenzio della politica.

Ora se dal centro destra (che sappiamo odiare visceralmente il concetto di diritto del lavoro) è naturale attendersi un mancato intervento, c'è da chiedersi come mai il centro sinistra tace di fronte a quello che si delinea non solo come un attacco ai diritti dei lavoratori ma un abuso bello e buono di potere.


(Brian May nello scriverla pensava alpericolo del nucleare. Ma ritengo ugualmente che Hammer to fall sia una colonna sonora adatta per questo post)
Hammer to fall
“I would like to see anyone, prophet, king or God, convince a thousand cats to do the same thing at the same time.” 

Neil Gaiman



venerdì 24 gennaio 2014

Politica 2.0 (e una hit dei The Queen)

Prima di scrivere questo post ho deciso accontentare il mio animo masochista e farmi del male: sono andato a vedere gli account twitter di due leader del sedicente nuovo che avanza.

Grillo e Renzi.

La politica 2.0: zero contenuti e tutto in 140 caratteri (spazi compresi).

Visti i contenuti e lo stile ho deciso di farmi del male ulteriore e sono andato a vedere le loro pagine Facebook (essendoci la possibilità di più parole e quindi di discorsi articolati ho pensato che avrei trovato qualcosa di più profondo).

Illusissimo me.

Ho trovato la fiera del vuoto, il trionfo degli slogan, la vittoria del populismo.

Da una parte un macchiavellico Gattopardo con il viso abbronzato (su twitter, per essere più cool) o in bicicletta (su FB per darsi un tono popolare), che affascina con frasi roboanti che insinuano cambiamenti epocali, storici, apocalittici.

Dall'altra il comico irresponsabile che tra uno slogan e l'altro delega le responsabilità dei parlamentari al suo fandom (strano, volevo scrivere elettori e invece mi sono scappate le dita su altri tasti).

Non so cosa provo. 

Sono pragmatico, dannatamente pragmatico, quando si parla di politica.

Macchiavelli lo aveva detto. Ma nella sua visione cinica c'era sempre come obiettivo la grandezza dello stato, il bene superiore dello stato contrapposto alla morale, all'etica. Il Principe deve agire nel modo necessario perché il potere nelle sue mani non sfuggisse diventando inutile nel governare e gestire il popolo.

Ma sempre nella visione della grandezza.

Più li leggo, più mi tuffo nelle loro idee politiche e più mi rendo conto che ho davanti dei microbi politici.

Renzi vuole fare il rottamatore ma l'unica cosa che sta rottamando sono gli ultimi rimasugli di idee di sinistra, nei suoi discorsi si parla di fuffa e non ci sono accenni allo stato sociale, all'uguaglianza, al rispetto della laicità dello stato, al rispetto della Carta della Costituzione Italiana. 

Il suo twitter e la sua pagina facebook trasudano di narcisismo ma mancano di qualsiasi proposta concreta per rompere realmente con il passato e ridare alla politica il suo ruolo fondamentale, nemmeno ci sono accenni a modi per rendere la politica nazionale in grado di essere efficace e farsi valere in un mondo globalizzato ed in cui le multinazionali hanno un peso politico che va contrastato. 

Peggio ancora le sue pagine abbagliano e nascondono le schiffezze come il fatto che la sua proposta di legge elettorale sia in partenza anti costituzionale in quanto non recepisce tutta la sentenza della Corte Costituzionale. Una falla così lampante che gli avvocati che mossero il ricorso che ha portato alla bocciatura stanno già preparando le corte per ricorrere anche contro l'Italicum (e non accenno nemmeno al fatto che Renzi ha deciso di giocare facile andando da un pregiudicato interdetto dai pubblici uffici).

Grillo. Il Semplice Portavoce e fedele segugio di Casaleggio. Che minaccia di ritirarsi se non vince alle europee e che delegittima il Parlamento impedendo ai suoi di studiare la proposta di legge elettorale e scegliendo lui quali modelli proporre al suo fandom. Agghiacciante. Non sono i suoi parlamentari a proporre i modelli ma Grillo (magari su suggerimento di quel genio politico di Casaleggio) ed i parlamentari pentastellati dovranno solo fare da portavoci di una decisione alla fin fine presa da Grilleggio. 

La cosa cinicamente ironica?Uno scandalizzato Grillo urlò che le leggi andavano discusse in Parlamento e non da due extraparlamentari. Se sono 20mila, gli extraparlamentari, allora tutto bene.

In tutto questo Berlusconi, Letta e Napolitano ridono. Il primo perché gli è stata ridata visibilità politica e il potere (Renzi stesso ha dichiarato che è a Forza Italia che non vanno bene le preferenze e vuole le liste bloccate), il secondo perché ora ha delle carte per smontare Renzi (preferenze e legge sul conflitto d'interessi), il terzo perché l'ennesima minaccia al suo regno si sta sgonfiando.

Gli Italiani? Be' si arrangiano mentre il loro paese si allinea al trend globale di ulteriore arricchimento di pocchissimi e progressivo impoverimento del ceto medio. 

E se siete arrivati fin qui vi lascio a Is this the world we created dei The Queen.

http://www.youtube.com/watch?v=tVKTcWp_W9k 

 “I am fond of pigs. Dogs look up to us. Cats look down on us. Pigs treat us as equals.” Winston Churchill


sabato 18 gennaio 2014

Democrazia diretta e altre favole (più un link al Fatto Quotidiano)

Da Il Fatto Quotidiano: Scanzi sul M5S
Adoro (non è vero, è più sincero dire "apprezzo") Scanzi, è uno dei pochi giornalisti italiani degni del nome e sferzante verso chiunque persino sul messianico Movimento cinque stelle.

Ecco se si rivestisse un po' di cinismo sarei molto più in sintonia con lui (non che a lui freghi questa cosa).

Invece appena si parla di democrazia dal basso va in brodo di giugiole quasi quanto Travaglio.

Democrazia dal basso, amo queste tre parole, sono seducenti, potenti, ti ammaliano.

Democrazia dal basso, se sei di sinistra evoca ricordi piacevoli di socialismo, di potere al popolo e alle masse, di utopie che forse non sono poi così morte.

Se sei di destra invece evoca potere, abilità dialettica e demagogica, folle urlanti e adoranti, uno stato che funziona in tutte le sue parti.

A me? Fanno rizzare i capelli in testa (e scattare una serie di sirene e allarmi), non ho fiducia nella massa, mai avuta, se le popolazioni fossero capaci non si sarebbero evoluti sistemi di governo e tutti vivremo nella più dorata delle utopie.
Basta guardarsi indietro e si vedono una tale quantità di errori da fare invidia a un compito di italiano scritto da un analfabeta, e il guardare indietro sarebbe anche un modo per chi si candida a guidare un paese di imparare e magari evitare qualcuno di quei terribili sbagli.

Ma no, non sia mai. E la cosa frustrante (dannatamente frustrante) è che i watch dog, quelli che dovrebbero controllare e tenere alta l'attenzione sono i primi a cascare in trappole vecchie quasi quanto la prostituzione.

La democrazia dal basso del M5S mi fa rabbrividire. Questa volta è stata fatta una scelta politica sensata (chiunque di destra o di sinistra con un minimo di cervello e capace di ragionare in modo autonomo si rende conto che rallentare i tribunali e riempire le carceri per punire la clandestinità, e permettere a Bossi e Fini di farsi le pippe per aver imposto un simile obrobrio all'Italia,  invece di usare metodi amministrativi più efficaci è semplicemente stupido) in barba al pensiero dei due benestanti palesemente destrorsi (inteso in senso peggiorativo, c'è destra e destra) Casaleggio e Grillo.

Ma possiamo davvero affidarci ad una folla di connessi alla rete (sulla cui numerosità rimane il dubbio in quanto la piattaforma Grilleggio è priva di trasparenza e non c'è una terza parte super partes che ne sancisca la correttezza)? La connessione ad internet garantisce che quelle persone votino con cognizione di causa e non seguendo l'onda emotiva del momento? O che aproffondiscano nel modo dovuto evitando la disinformazione che abbonda e domina nella rete?

Ne dubito. Profondamente. 

Questa democrazia dal basso in un partito fortemente piramidale è una delle cose più farlocche che si siano viste (la Gabanelli è una giornalista ed una personalità di altissima caratura morale e professionale ma ha forse i numeri per essere Presidente?), e volendo essere proprio maligni c'è da chiedersi quanto realmente Casaleggio e Grillo siano soddisfatti del loro giocattolino dopo questa uscita.

Grillo subito ha messo le mani avanti (scoprendo l'acqua calda) precisando che la posizione  dei 5 stelle non implica l'abolizione delle pene amministrative (paura di perdere voti? ma ha davvero bisogno dei voti di gente così stupida da credere che un qualsiasi stato permetta impunemente a chiunque di girare sul proprio suolo?) e Casaleggio ha lasciato la sua tana per fiondarsi a Roma dai suoi parlamentari.

S', suoi. Perché Grillo e Casaleggio considerano in quel modo gli eletti pentastellati. Come dimostrato dall'esistenza di un contratto.

E qui si ritorna al punto centrale di questa lunga opinione: la democrazia dal basso altro non è che una forma meschina per delegittimare Parlamento e politica, trasformando le due cose in puri e semplici strumenti per il mantenimento del potere acquisito.

Perché in fondo quale modo migliore per garantirsi voti che fingere di dare libertà di scelta alla base sulle questioni di governo? E' come viziare dei bambini per tenerseli buoni mentre li si prova dei mezzi per crescere ed essere autonomi.

Grillo nelle sue campagne elettorali ha usato gli stessi toni e gli stessi ami degli altri politici proponendo cose insensate come la decrescita felice (per chi? per lui con il suo reddito o per le persone che già ora non hanno modo di arrivare a fine mese?), il referendum sull'euro (in barba alla Carta), e la lotta alla corruzione (politica, di quella imprenditoriale non parla) e sopratutto rifiuta una identità politica: ne' progressista, ne' conservatrice.

E cosa di meglio per attirare gli elettori (in mancanza di un'identità e di un programma che abbia una consistenza tale da poter essere preso sul serio) che non blaterare di democrazia dal basso?

Il tutto mentre rieccheggiano le sue parole, al tempo del primo scontro sulla Bossi-Fini con i propri parlamentari, sul fatto che la politica non ha un ruolo pedagogico.

Mi chiedo cosa sarebbe successo negli USA se i politici non avessero avuto le palle di fare scelte come abolire la schiavitù (che se a quei tempi ci fosse stato Internet sarebbe stato un atto politico odiato), il dare il voto alle donne, lo stendere i diritti civili ai neri, o per venire ai nostri giorni se Obama non avesse appoggiato apertamente l'estensione del matrimonio agli omosessuali o non avesse lottato per la fine del "non dire, non chiedere", o se in Italia non vi fossero stati leader politici che hanno educato la popolazione di modo che divorzio e aborto siano ammessi.

Un leader politico che afferma che la politica non abbia quel ruolo e cerchi di lavarsi di dosso una responsabilità morale ed etica quale è quela richiesta dall'essere politici per me è una minaccia alla democrazia, quella democrazia per la cui difesa è stata scritta la nostra Carta della Costituzione.

Ironicamente un documento fatto da politici e non dalla popolazione.

Ma tanto l'importante è bearsi delle parole. Democrazia dal basso in un partito che rifiuta la definizione come tale, che non è di sinistra ma nemmeno di destra, che vuole eliminare i politici e il cui leader fa aperture a quelli di Casa Pound (i fascisti, quelli che probabilmente non hanno avuto parenti stuprate o schiacciate dalle camice nere) ed i cui discorsi rieccheggiano terribilmente quelli di altri ammaliatori di folle.

Dimenticando che partecipazione significa spingere perché la gente si senta parte dello stato e della società, di un qualcosa di più complesso della propria famiglia, che democrazia dal basso significa uscire dai palazzi per parlare con TUTTE le parti sociali, con tutti i ceti (anche quelli sgraditi come i rom o i sinti o i clandestini), vedere quale sono i loro bisogni reali, cercare di capire il modo per farli interagire mantenendo comunque una struttura sociale salda.

Ma questo a Grillo non interessa perché tutta la sua dialettica si basa sull'insulto e sulla distruzione, non sul costruire, la sua è una retorica della contrapposizione e della negazione piuttosto che della propositività.
If you tolerate this your children will be next - Manic Street Preachers

Ma la causa vera di tutti i nostri mali, di questa tristezza nostra, sai qual è? La democrazia, mio caro, la democrazia, cioè il governo della maggioranza. Perché, quando il potere è in mano d'uno solo, quest'uno sa d'esser uno e di dover contentare molti; ma quando i molti governano, pensano soltanto a contentar se stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa; la tirannia mascherata da libertà. Luigi Pirandello



mercoledì 8 gennaio 2014

Sulla diversità (e un link a Freddy Mercury)


Innanzitutto la notizia che commenterò (o meglio che prendo come spunto per la riflessione di questo post).
Coming out di Thomas Hitzlsperger
Il mio commento è stato un sonoro "e a me?" ovvero interesse zero, sono pragmatico se non sei uno su cui posso mettere le mani non m'interessa con chi vai a letto.

Ma (lo so, lo attendevate con ansia) poi mi sono ricordato di alcuni quisquiglie che fanno una grossa differenza: costui  è (ok era) un calciatore europeo che ha giocato in tre delle serie più importanti del calcio europeo (non mi arrischio a dire mondiale perché non so un tubo di come siano i campionati in Sud America e Asia) in tre nazioni dell'occidente civile, ed è un personaggio pubblico (anche se non di primissimo livello rispetto ad altri calciatori o sportivi), probabilmente l'idolo di qualche orda di brufolosi e brufolose adolescenti.

Quanto basta per far cambiare il mio (volubile che non sono altro) parere, per cui mi sono letto l'articolo.

Che è interessante non tanto per la dichiarazione del calciatore (sono cinico e scettico quando sento dichiarazioni di intenti del genere) ma perché permette di fare un confronto tra i gradi di civiltà (perché in fondo di questo si parla) esistente tra i tre paesi in cui lui ha giocato: United Kingdom,  Deutschland, Italia.


I primi due appartengono a quel insieme un po' mitico un po' mitizzato dei paesi del Nord Europa. 

La cosa che più colpisce è l'ambiente, il come si mettano in gioco senza paura (magari svolgendo quel ruolo educativo che secondo Grilleggio la politica non deve avere) figure di rilevanza quali un manager o addirittura il capo del governo (una figura politica di destra e cristiana come la Merkel) a ribadire cose che dovrebbero essere ovvie.


Stesso ambiente che vige in Inghilterra dove un icona del rugby (eterosessuale, per onore di cronaca) come Ben Cohen si mette da anni in gioco prima come icona gay (adorato dal pubblico omosessuale non si è fatto problemi di sorta ad apparire in copertine di riviste per omosessuali) e successivamente come attivista per i diritti della comunità LGBT, oppure il principe Harry che di fronte ad una proposta da parte di un omosessuale risponde con un sorriso ed una battuta (se ben ricordo afferma che avrebbe pensato alla proposta quando gli fossero piaciuti gli uomini).

Questo in stati dove sono i governi ad aver fatto i primi passi nei confronti dell'accettare gli omosessuali come individui il che ha creato una società pronta ad accettare una riduzione dell'omofobia nei vari settori, 
creando un ambiente idoneo per gli atleti (da sempre lo sport maschile è altamente maschilista) di esporsi in questo modo o nel modo in cui ha fatto il giovane Daley.


In Italia ricordo le uscite (a cui non so trovare un aggettivo) di  Lippi, Cassano. Anche esse legate ad un retroterra che ne permette e fomenta la crescita.

Il nostro è il paese in cui un presidente del consiglio per scagionarsi dalla sua immoralità afferma che è meglio andare con donne [tralasciando il fatto che fossero minorenni] ed essere puttaniere che omosessuale, e dove uno come Giovanardi è considerato un paladino credibile della famiglia e dove al solo provare a parlare di leggi che considerino un'aggravante per le aggressione con movente di odio di genere o omofobico c'è una parata di scudi in nome della libertà di espressione e addirittura si millantano principi di incostituzionalità.

Quindi nulla di cui stupirsi se in Italia si dovrà ancora aspettare prima di avere figure come Ben Cohen, o di vedere atleti (a inizio  o fine carriera) che fanno coming out (diventando un modello per adolescenti omosessuali, modelli nostrani. E' triste che un adolescente omosessuale in Italia abbia come modelli solo Platinette, Busi o qualche personaggio di qualche soap opera o telefilm per adolescenti o fare riferimento a modelli esteri come Daley, Hitzlsperger ecc.. ecc.. ...) perché certi cambiamenti iniziano sempre dall'alto. 

E come promesso ecco il link a In my defence di Freddy Mercury (canzone  che da piccolo in preda ai sensi di colpa per i miei sentimenti reinterpretavo a modo mio.. ... specie i versi "In my defence what is there to say / We destroy the love - it's our way" ):
In my defence



E la solita citazione sui felini che non può mancare mai.
“Cat: a pygmy lion who loves mice, hates dogs, and patronizes human beings.” 
 Oliver Herford


  

sabato 4 gennaio 2014

E' sempre personale (e un link a John Lenon [e non a Elton John come erroneamente avevo scritto])


"Non devi prenderla sul personale", "non devi essere così sensibile su questo tasto", "dai in fondo era una battuta".

Frasi che odio dal profondo del mio cuore.

Parliamoci chiaro non amo il politicamente corretto ma ritengo che (data la sfumatura negativa che ormai ne domina il significato) determinati sostantivi vadano usati con cervello.

Con moltissimo cervello. 

Non posso permettermi di andare da una persona di colore (o sangue mista) e subito usare il termine "negro" come se nulla fosse, o dare della troia ad una donna, o del frocio a un omosessuale.


Ma non ci sono solo le parole che dovrebbero essere controllate, ci sono anche le frasi, le battute i commenti che dovrebbero essere umoristici.

Finché non li si prova sulla propria pelle.

Provate a dare del terrone ad un qualunque razzista meridionale o del mafioso ad un leghista o dell'effeminato a Giovanardi o Borghezio nessuno di loro la prenderà bene.

Eppure le parole all'inizio del blog spesso imperano quando si fa notare che determinati discorsi, frasi, parole magari andrebbero evitati.

Ma (ancora meglio) sono parole che (con tono scandalizzato e offeso) vengono fuori quando uno smette i panni altamente civili e scende allo stesso livello di chi usa determinate argomentazioni. 


Allora è un fiorire di "ma il mio non era un attacco personale".

Mi dispiace ma non funziona così. Non per me almeno.

Se tu fai un discorso razzista, se tu fai un panegirico incentrato sull'omofobia o un trattato che si fonda sulla misoginia allora tu andrai sul personale (anche se ti sei tenuto sul generale usando la forma impersonale e parlando dei massimi sistemi) di moltissime persone.

E di queste una buona fetta sicuramente ne avrà le palle piene di rispondere in modo civile e con un bel sorriso e risponderà per le rime demolendo con passione ogni minima falla (ed i discorsi basati su intellorenza e pregiudizi sono più bucati di uno scolapasta rotto).

E non ci sono motivazioni filosofiche o ragionamenti complicatissimi dietro a queste esplosioni di rabbia dialettica: c'è semplicemente il fatto che una persona è di colore, è donna,è LGBT e quindi un dircorso generale offensivo o intollerante comunque lo riguarda.

Io sono Colombiano, io sono Italiano, io sono Omosessuale, io sono Meridionale, mia madre (le mie madri) sono donne, le mie amiche sono donne. 

Un discorso razzista, omofobo o misogino mi tocca sempre. Perché dopo una vita passata a sorridere e a cercare di spiegare l'ovvio (ovvero che le etichette servono a mascherare paure e che ogni persona è un caso a se' stante) e rispondere con ironia, umorismo, non chalance a battute idiote (no, mi dispiace non sono uno spacciatore e ho il dente molto avvelenato contro i narcos che rovinano la Colombia ed i mafiosi che rovinano l'Italia) ti "caghi ir cazzo" (di nuovo, adoro il vernacolo).

E non m'importa se il discorso riguarda i rom, i sinti, i clandestini, le prostitute, le donne.

Ho imparato che Io sono Io e voglio essere giudicato per questo e non per per alcuni lati del mio carattere. 


Non presumere che per un Colombiano sia divertente sentire battute sul narcotraffico, o per una donna sul suo essere donna, o che un omosessuale debba rispondere civilmente a chi fa discorsi omofobi.

Perché (e non c'è nessuna contradizione) pur essendo individui quelle (il luogo di nascita, l'etnia di appartenenza, il colore della pelle, la sessualità, il genere) ne sono comunque parti fondamentali e che fanno di una persona quello che è.

Ed è proprio per questo, per il fatto che un discorso miope attacca una parte fondamentale di una persona che il discorso del "non bisogna prenderla sul personale" non vale nulla.

Anche perché all'alba del Terzo millennio è impensabile che si dia valore e credito a dterminate idee, e che qualcuno pensi ancora di potersi permettere battute e commenti offensivi con persone pressoché sconosciute.

Ma siamo ancora infantili. Decisamente.

E come promesso (e prima della tassativa citazione felina) il link alla famosa (e abusata) Imagine

Imagine (John Lennon)

“To Do Today, 1/17/081. Sit and think2. Reach enlightenment3. Feed the cats” Jarod Kintz, I Should Have Renamed This

mercoledì 1 gennaio 2014

Comiche menzogne (ed un link di diritto).

Cosa di meglio per digerire le abbuffate festive che sentire le sparate di Grilleggio (sì, per me Grillo e Casaleggio sono un'erma bifronte) o meglio i pezzi che i TG decidono di trasmettere.

Che ovviamente sono i pezzi  che fanno il gioco del comico a controllo remoto (rigorosamente wireless) e che attirano l'attenzione dello spettatore. 

Ora, sarà che da piccolo (ok, anche tuttora) ero decisamente fiducioso nelle persone di cui avevo (ho) stima, comunque sia sono diventato più scettico e ho trasportato il mio approccio razionale (che di solito relegavo all'ambito delle notizie scientifiche) anche alle uscite dei nostri politici, in particolare di quelli che riescono ad attirare i fari su di loro e a suscitare gli applausi di un popolo in estasi.

Grillo sa comunicare: è nato comico, ha fatto scuola in televisione per poi (dopo essere stato esiliato) perfezionarsi in lunghissimi anni di teatro. 

E questo è stato un bene per il M5S che senza il suo Semplice Portavoce (sopranome per cui ringrazio gli articolisti di Giornalettismo) non sarebbero mai saliti alle luci della ribalta.

Ma (c'è sempre un ma, in qualsiasi cosa, e delle volte è pure bello e lampante) Grillo è anche dannoso perché spesso predica bene e razzola molto male (amo questo modo di dire popolare è uno dei pochi che abbia realmente senso): litanie interminabili sui politici e poi? Poi racconta balle tale e quale a come fanno loro e con il loro stesso identico scopo ovvero ottenere voti.

Il che fa parte del gioco, ma se rifiuti e contesti le regole di quel gioco perché secondo te sono sporche e false non devi poi apropriartene confidando sul fanatismo dei tuoi seguaci.

Vengo al sodo. Nel contro discorso di fine anno Grilleggio ha di nuovo urlato due dei suoi argomenti preferiti (al momento): impeachment e illegittimità del Parlamento (e quindi di Napolitano).

Prima di tutto ecco il link che avevo promesso (e che so attendevate con ansia) di carattere giuridico (pagina che non siete costretti a leggere: più sotto riporto la parte principale ed attinente al post):
Sentenze Corte Costituzionale e retroattività
Illegittimità e retroattività di una sentenza. Due cose che vanno di pari passo nello smascherare la prima comica menzogna. Grilleggio nel suo accanirsi contro un Parlamento in cui il M5S è inutile (o come direbbero in quel vernacolo diretto ma profondo che è il livornese: è utile come il ca**o alle vecchie) afferma che in seguito alla sentenza di incostituzionalità della legge elettorale "porcellum" il Parlamento sia stato delegittimato e quindi anche l'elezione di Napolitano sia assolutamente incostituzionale.

A leggerla così il discorso fila e c'ero quasi cascato anche io (ve l'ho detto che sono un po' credulone) ma poi mi sono ricordato di un principio cardine della nostra Carta Costituzionale ovvero la non retroattività delle sentenze e dell'effetto delle leggi.

E qui arrivo alla parte interessante della pagina che ho linkato qualche migliaio di parole fa:
"L'efficacia retroattiva della sentenza dichiarativa dell'illegittimità costituzionale di norma di legge non si estende ai rapporti esauriti, ossia a quei rapporti che, sorti precedentemente alla pronuncia della Corte Costituzionale, abbiano dato luogo a situazioni giuridiche ormai consolidate ed intangibili in virtù del passaggio in giudicato di decisioni giudiziali, della definitività di provvedimenti amministrativi non più impugnabili, del completo esaurimento degli effetti di atti negoziali, del decorso dei termini di prescrizione o decadenza, ovvero del compimento di altri atti o fatti rilevanti sul piano sostanziale o processuale. (Trib. Roma 14 febbraio 1995)"
 Interessante è il fatto che tutte le citazioni della pagina (ma anche di altre) dicono la stessa cosa: una sentenza della Corte Costituzionale non ha un valore retroattivo per atti giuridici non in atto.

Anche a me questo Parlamento (come i precedenti) eletto impedendomi di scegliere chi mettere nelle liste non piace affatto, e vorrei andasse (pentastellati compresi) a casa. 

Ma al di là dei miei perversi desideri rimane un fatto: è stato eletto quando la legge era in validità, e lo stesso vale per Napolitano e che io lo voglia o meno o qualsiasi cosa dica Grilleggio la legittimità di questo parlamento (e sì questa volta lascio la minuscola) è intatta e non giuridicamente contestabile.

Se poi lo si vuole delegittimare moralmente è un altro conto (ma direi che i Parlamenti degli ultimi quarant'anni vadano tutti delegittimati moralmente), fatto sta che Grilleggio usa un cavallo di battaglia che non lo porta da nessuna parte in quanto non ha nessun appiglio per fare qualsiasi cosa (oltre a fare la ruota da pavone).

Fnito con una comica menzogna passo subito all'altra notando come le parole a volte siano affascinanti ed accativanti (specie se in inglese, quando sono in quella lingua ti immagini un sexy accento british e ti vengono i brividi alla schiena) se poi la parola in lingua straniera serve per far sentire la gente potente contro un potente allora ancora meglio! Oh, prima che la dimentichi: la parola in questione è impeachment

Mi viene da chiedermi come i grillini (quelli dello zoccolo duro, quelli sempre attaccati a social e blog) non si rendano conto che è una bufala quasi al pari dell'onestà di Berlusconi visto che già solo una ricerca della parola (anche quando sommata a "Italia", "sistema giuridico italiano" et similia.. ...) dà esclusivamente riferimenti alla Costituzione... Statunitense.

Un Gomblotto di Mountain View e Barak Obama per far fare una figuraccia al povero Grilleggio? 

No, semplicemente il nostro sistema giuridico non prevede nessun tipo di impeachment, in quanto rende non responsabile giuridicamente delle... ok, siccome non riuscirò mai a scrivere in giuridico faccio prima a incollare (di nuovo) l'articolo 90 della Carta (che non sarebbe, ma sembra lo sia, come l'amore o Babbo Natale che tutti ne parlano ma nessuno li ha mai visti):
Art. 90
Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.
Quindi dire "chiederemo l'impeachment di Napolitano" è come dire "andremo a vivere tutti sott'acqua".

Certo Grillo potrebbe spingere i suoi a chiedere una mesa in accusa di Napolitano ma oltre al fatto che quello può avvenire solo in caso di reali e palesi violazioni della Carta (e Napolitano è uno squalo della politica, sono decenni che vi si muove ed infatti ad oggi non ha formalmente sbagliato nulla risultando impeccabile dal punto di vista giuridico e formale) o di atti di Alto Tradimento (non tradimento ma Alto Tradimento). 

Ecco, tolto questo primo ostacolo ne sorgerebbe un altro: i numeri, l'articolo 90 parla chiaro "maggioranza assoluta" e (così, giusto facendo due conti a caso) il M5S (sorpresa!) i numeri non li ha nemmeno se ai suoi parlamentari aggiungesse l'appoggio del gruppo misto e della Lega (no, non ridete. La Lega esiste ancora e rappresenta sempre gli interessi del territorio del Nord Est).

Ma che ci vogliamo fare la politica è così devi spararla grossa, ma così grossa che quando sarai con le braghe calate nessuno lo noterà (in altre parole noi italiani siamo un popolo di creduloni).

E se siete arrivati fin qui bene.. ecco a voi un premio (ovvero l'ennesima citazione con argomento felini).

“If cats looked like frogs we'd realize what nasty, cruel little bastards they are. Style. That's what people remember.” 
Terry Pratchett, Lords and Ladies