mercoledì 19 marzo 2014

Quando non sai cosa scrivere fallo comunque

E  mica è facile. Insomma ho questa fissa di dover essere originale in quello che scrivo (obiettivo che fallisco miseramente ma non è colpa mia, giuro, è che mi disegnano così) ma poi mi vince la pigrizia, perché in fondo sono una apecie di ghiro che cerca di farsi passare per essere umano.
Comunque sia, messa da parte un bel po' della mia voglia di stare al caldo sotto il piumone con le gatte a fare le fusa e a riscaldarmi (ho mai detto che sono freddoloserrimo?), ho deciso di gironzolare un po' per la rete in cerca di argomenti e informazioni. Come sempre ho iniziato guardando alcune cose per poi virare decisamente verso tutt'altro tipo di argomenti e alla fine ho deciso di fare un post su un argomento che ho sempre accennato ovvero il mio rapporto conflittuale con il movimento omosessuale italiano (che è l'unico che conosco).
Prima di lanciarmi nella mia filippica tre link alle home page di tre associazioni per i diritti della comunità LGBTQIXYZ e chi più ne ha più ne metta di tre nazioni diverse e a differenti stadi di sviluppo per quanto riguarda la materia. Il primo link è norvegese, il secondo americano il terzo è quello italiano. 
Confesso subito che non ho nulla contro il socializzare e il divertimento. Ma (sì, faccio abuso di questa avversativa) salta all'occhio come l'LLH e la GLAAD di tutto parlino nei loro siti fuorché di socializzare e divertirsi. Forse perché il loro obiettivo non è quello di sfruttare i soci per fare soldi favorendo l'immaturità degli stessi ma di lottare per l'emancipazione e l'uguaglianza della minoranza da loro rappresentata.
Ora fosse stato un link a margine non ci sarebbe nulla da obiettare. Il problema sorge perché il link è allo stesso livello di quelli che dovrebbero essere i più importanti quasi il socializzare e il divertirsi abbiano qualcosa a che vedere con la lotta per i diritti e per l'emancipazione.
Ironicamente tra i tre paesi citati quello iù indietro in materia è proprio l'Italia. Che è anche incredibilmente immatura visto che i locali per socializzare altro non sono che la versione al coperto, con la vendita di alcolici e bibite e con l'animazione dei famigerati luoghi di incontro all'aperto o delle chat in cui la socializzazione tende ad accadere raramente essendo luoghi dove in pratica si va per trombare (magari lavandosi la coscienza dietro due chiacchiere e innamoramenti che durano un giorno o meglio una nottata), cosa così radicata che sono pochi i locali che non abbiano delle dark room (o una comoda pineta dietro l'angolo).
Davvero una cosa essenziale per la lotta per i diritti che dovrebbe caratterizzare Arcigay. Ma in fondo se non hai il pane visto che l'Italia è uno dei paesi occidentali più arretrati per quanto riguarda l'integrazione della comunità non NE (Non  Eterosessuale, molto più breve e più omni comprensiva come acronimo), dicevo se non hai il pane almeno devi fornire il circo magari sbolognando questa come una grande vittoria (prima dovevate fare sesso di nascosto e non avevate possibilità di cercare di costruire qualcosa di duraturo se non con tantissime difficoltà, adesso avete le stesse difficoltà ma potete svuotarvi senza gelarvi le chiappe).
E mentre arcigay spreca risorse a fare pubblicità ai propri locali l'Italia continua a rimanere immobile e a quella minoranza in cerca di qualcuno che lotti realmente per loro (magari ottenendo qualche risultato) non rimane che attendere sperando che la propria sessualità o identità di genere non diventino un'ostacolo per la propria vita.
Nel frattempo? I soliti politicanti da quattro soldi guidato dalla loro cieca ambizione usano Arcigay come trampolino di lancio per arrivare a questo o quello scrano.
Blind ambition - The Partisans 
La stitichezza ha questo di bello: ci dà il senso della lotta e il piacere, poi, della vittoria.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

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