Ho una certa fissazione per le lingue straniere in parte per piacere, in parte perché conoscere qualche lingua in più può tornare sempre comodo che sò ad esempio masticare l'inglese mi permette di ampliare il raggio di ricerca informazioni (ritengo che aggiornarmi su come vanno fuori dall'Italia gli argomenti che ritengo sia un ottimo allenamento per la mia flessibilità e per maturare le mie idee). Dunque facendo il mio solito giro mi sono imbattuto in questo articolo di The Week.
Intolleranza degli omosessuali USAL'argomento è decisamente interessante: la comunità LGBTQI (no, non è una crisi di dislessia è che la sigla negli ultimi anni è aumentata per comprendere altre sfumature della sessualità e del genere) dovrebbe comportarsi correttamente nei confronti dei conservatori che sono stati sconfitti clamorosamente su un argomento fondamentale come l'equiparazione dei matrimoni omosessuali ed etero sessuali. Per me è interessante non perché qui in Italia sia stata fatta la benche minima apertura verso gli omosessuali o crepa (per quanto invisibile) nello stigma sociale che colpisce i LGBTQI (no, davvero è ridicola tutta questa sfilza di lettere)
Ci sarebbe da citare Rousseau (o Voltaire o chi cappero lo ha detto, l'importante è il significato) e ribadire che non condivido la tua idea ma morirei perché tu possa esprimerla. Il che è sacrosanto si chiama libertà di espressione. Ma qui casca, per me, l'asino del ragionamento dell'articolista: questo non implica in alcun modo che si debba essere dei signori ed evitare di chiamare per nome gli atteggiamenti dei conservatori. Un bigotto rimane un bigotto. E la libertà di religione non implica in alcun modo che vi debba essere rispetto nei confronti di chi rispetto per gli altri non ne ha sfruttando il proprio credo.
Essere tolleranti non sottintende essere pronti a chiudere gli occhi e ignorare tutto quello che in nome della religione è stato fatto passare (e si fa passare) come giusto. Il rispetto è una cosa biunivoca e che va conquistata. Un cattolico (ovviamente sposto il ragionamento alla nazione in cui vivo) che piagnucola perché le sue idee vengano rispettate ha la stessa credibilità di un soldo bucato. Perché il cattolico medio un atteggiamento di tolleranza non lo ha e nemmeno cerca di svilupparlo.
Ricordo un'intervista a una integralista cattolica insoddisfatta perché il nuovo papa faceva troppe aperture e quindi marginalizzava i bigotti. E nei miei occhi sono ancora vividi gli insulti usati tranquillamente nel parlare (anche di persone aperte sull'argomento sessualità) o le posizioni di un Giovanardi o i ragazzini che si uccidono perché bullati o l'obrobrio della riforma della Turco-Mancino. Quindi non c'è modo di richiamare a una parità. Un omosessuale non deve in alcun modo rispettare o fingere che non vi sia altro che fanatico bigottismo dietro a certe posizioni.
Sinceramente, però, dall'articolo voglio allargarmi a un'altro discorso. Ovvero ritengo che la comunità LGBTQIYZXYZ (sorry, è più forte di me le etichette mi fanno venire i brividi) debba sì mostrarsi migliore dei bigotti ultra religiosi ma non nel sorridere placidi quando riescono a ottenere una qualsivoglia vittoria sul fanatismo conservatore, quanto piuttosto nell'essere tolleranti e rispettosi verso le varie sfumature che mettono nel gigantesco acronimo non solo di facciata ma nei fatti.
Urlare e chiedere il rispetto per le più di cinquanta sfumature di genere e sessualità è sacrosanto ma sarebbe molto più credibile ed efficace se al proprio interno si appliccasse quella stessa regola. Invece chiunque abbia mai frequentato anche solo un minimo la società LGBTQIYWRET sa bene che è fermamente divisa in micro cosmi fortemente separati (leather, vanilla, passivi, attivi, travestiti, omosessuali, bisessuali, trans) che interagiscono tra di loro in modo marginale e sporadico tendendo ad accentuare moltissimo le propria lettera come se il costruire la propria identità di persone (persone sì, non omo trans inter quer cis non standar sessuale) dovesse gioco forza passare per l'essere aggressivi e arroganti con chi non fa parte del nostro orticello (cosa che sanno bene i bisessuali e tutti gli e le omosessuali che non fanno parte di quella fetta che è visibile e preferisce vivere la propria vita in altri modi).
La colonna sonora? Ovviamente One Vision dei Queen.
One Vision Live at Wembley 1986
La tolleranza dovrebbe in verità essere solo un sentimento transitorio: essa deve portare al rispetto. Tollerare significa offendere.Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni, 1833
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