mercoledì 1 gennaio 2014

Comiche menzogne (ed un link di diritto).

Cosa di meglio per digerire le abbuffate festive che sentire le sparate di Grilleggio (sì, per me Grillo e Casaleggio sono un'erma bifronte) o meglio i pezzi che i TG decidono di trasmettere.

Che ovviamente sono i pezzi  che fanno il gioco del comico a controllo remoto (rigorosamente wireless) e che attirano l'attenzione dello spettatore. 

Ora, sarà che da piccolo (ok, anche tuttora) ero decisamente fiducioso nelle persone di cui avevo (ho) stima, comunque sia sono diventato più scettico e ho trasportato il mio approccio razionale (che di solito relegavo all'ambito delle notizie scientifiche) anche alle uscite dei nostri politici, in particolare di quelli che riescono ad attirare i fari su di loro e a suscitare gli applausi di un popolo in estasi.

Grillo sa comunicare: è nato comico, ha fatto scuola in televisione per poi (dopo essere stato esiliato) perfezionarsi in lunghissimi anni di teatro. 

E questo è stato un bene per il M5S che senza il suo Semplice Portavoce (sopranome per cui ringrazio gli articolisti di Giornalettismo) non sarebbero mai saliti alle luci della ribalta.

Ma (c'è sempre un ma, in qualsiasi cosa, e delle volte è pure bello e lampante) Grillo è anche dannoso perché spesso predica bene e razzola molto male (amo questo modo di dire popolare è uno dei pochi che abbia realmente senso): litanie interminabili sui politici e poi? Poi racconta balle tale e quale a come fanno loro e con il loro stesso identico scopo ovvero ottenere voti.

Il che fa parte del gioco, ma se rifiuti e contesti le regole di quel gioco perché secondo te sono sporche e false non devi poi apropriartene confidando sul fanatismo dei tuoi seguaci.

Vengo al sodo. Nel contro discorso di fine anno Grilleggio ha di nuovo urlato due dei suoi argomenti preferiti (al momento): impeachment e illegittimità del Parlamento (e quindi di Napolitano).

Prima di tutto ecco il link che avevo promesso (e che so attendevate con ansia) di carattere giuridico (pagina che non siete costretti a leggere: più sotto riporto la parte principale ed attinente al post):
Sentenze Corte Costituzionale e retroattività
Illegittimità e retroattività di una sentenza. Due cose che vanno di pari passo nello smascherare la prima comica menzogna. Grilleggio nel suo accanirsi contro un Parlamento in cui il M5S è inutile (o come direbbero in quel vernacolo diretto ma profondo che è il livornese: è utile come il ca**o alle vecchie) afferma che in seguito alla sentenza di incostituzionalità della legge elettorale "porcellum" il Parlamento sia stato delegittimato e quindi anche l'elezione di Napolitano sia assolutamente incostituzionale.

A leggerla così il discorso fila e c'ero quasi cascato anche io (ve l'ho detto che sono un po' credulone) ma poi mi sono ricordato di un principio cardine della nostra Carta Costituzionale ovvero la non retroattività delle sentenze e dell'effetto delle leggi.

E qui arrivo alla parte interessante della pagina che ho linkato qualche migliaio di parole fa:
"L'efficacia retroattiva della sentenza dichiarativa dell'illegittimità costituzionale di norma di legge non si estende ai rapporti esauriti, ossia a quei rapporti che, sorti precedentemente alla pronuncia della Corte Costituzionale, abbiano dato luogo a situazioni giuridiche ormai consolidate ed intangibili in virtù del passaggio in giudicato di decisioni giudiziali, della definitività di provvedimenti amministrativi non più impugnabili, del completo esaurimento degli effetti di atti negoziali, del decorso dei termini di prescrizione o decadenza, ovvero del compimento di altri atti o fatti rilevanti sul piano sostanziale o processuale. (Trib. Roma 14 febbraio 1995)"
 Interessante è il fatto che tutte le citazioni della pagina (ma anche di altre) dicono la stessa cosa: una sentenza della Corte Costituzionale non ha un valore retroattivo per atti giuridici non in atto.

Anche a me questo Parlamento (come i precedenti) eletto impedendomi di scegliere chi mettere nelle liste non piace affatto, e vorrei andasse (pentastellati compresi) a casa. 

Ma al di là dei miei perversi desideri rimane un fatto: è stato eletto quando la legge era in validità, e lo stesso vale per Napolitano e che io lo voglia o meno o qualsiasi cosa dica Grilleggio la legittimità di questo parlamento (e sì questa volta lascio la minuscola) è intatta e non giuridicamente contestabile.

Se poi lo si vuole delegittimare moralmente è un altro conto (ma direi che i Parlamenti degli ultimi quarant'anni vadano tutti delegittimati moralmente), fatto sta che Grilleggio usa un cavallo di battaglia che non lo porta da nessuna parte in quanto non ha nessun appiglio per fare qualsiasi cosa (oltre a fare la ruota da pavone).

Fnito con una comica menzogna passo subito all'altra notando come le parole a volte siano affascinanti ed accativanti (specie se in inglese, quando sono in quella lingua ti immagini un sexy accento british e ti vengono i brividi alla schiena) se poi la parola in lingua straniera serve per far sentire la gente potente contro un potente allora ancora meglio! Oh, prima che la dimentichi: la parola in questione è impeachment

Mi viene da chiedermi come i grillini (quelli dello zoccolo duro, quelli sempre attaccati a social e blog) non si rendano conto che è una bufala quasi al pari dell'onestà di Berlusconi visto che già solo una ricerca della parola (anche quando sommata a "Italia", "sistema giuridico italiano" et similia.. ...) dà esclusivamente riferimenti alla Costituzione... Statunitense.

Un Gomblotto di Mountain View e Barak Obama per far fare una figuraccia al povero Grilleggio? 

No, semplicemente il nostro sistema giuridico non prevede nessun tipo di impeachment, in quanto rende non responsabile giuridicamente delle... ok, siccome non riuscirò mai a scrivere in giuridico faccio prima a incollare (di nuovo) l'articolo 90 della Carta (che non sarebbe, ma sembra lo sia, come l'amore o Babbo Natale che tutti ne parlano ma nessuno li ha mai visti):
Art. 90
Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.
Quindi dire "chiederemo l'impeachment di Napolitano" è come dire "andremo a vivere tutti sott'acqua".

Certo Grillo potrebbe spingere i suoi a chiedere una mesa in accusa di Napolitano ma oltre al fatto che quello può avvenire solo in caso di reali e palesi violazioni della Carta (e Napolitano è uno squalo della politica, sono decenni che vi si muove ed infatti ad oggi non ha formalmente sbagliato nulla risultando impeccabile dal punto di vista giuridico e formale) o di atti di Alto Tradimento (non tradimento ma Alto Tradimento). 

Ecco, tolto questo primo ostacolo ne sorgerebbe un altro: i numeri, l'articolo 90 parla chiaro "maggioranza assoluta" e (così, giusto facendo due conti a caso) il M5S (sorpresa!) i numeri non li ha nemmeno se ai suoi parlamentari aggiungesse l'appoggio del gruppo misto e della Lega (no, non ridete. La Lega esiste ancora e rappresenta sempre gli interessi del territorio del Nord Est).

Ma che ci vogliamo fare la politica è così devi spararla grossa, ma così grossa che quando sarai con le braghe calate nessuno lo noterà (in altre parole noi italiani siamo un popolo di creduloni).

E se siete arrivati fin qui bene.. ecco a voi un premio (ovvero l'ennesima citazione con argomento felini).

“If cats looked like frogs we'd realize what nasty, cruel little bastards they are. Style. That's what people remember.” 
Terry Pratchett, Lords and Ladies

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