giovedì 30 gennaio 2014

Vuoti di memoria (e di nuovo una canzone dei Manic Street Preachers)

Volevo iniziare con una citazione da "Guns, germs and steel" di Jared Diamond, invece mi è caduto l'occhio su questa sua altra affermazione
(On the beginning of the mid-1990s' genocidal war in Rwanda)
Within six weeks, an estimated 800,000 Tutsi, representing about three-quarters of the Tutsi then remaining in Rwanda, or 11% of Rwanda's total population, had been killed.” 
Jared Diamond, Collapse: How Societies Choose to Fail or Succeed
Ieri era la giornata della memoria. Ma a dirla tutta quanto lo è stata realmente? Tolto tutto l'appariscente glamour dei vari establishment occidentali cosa realmente rimane?

Per me? Per me rimane la consapevolezza. Di quanto stiamo tornando indietro, di quanto (specie con la scusa della crisi) facciamo finta di non vedere come la xenofobia ed i pregiudizi siano radicati nella nostra "civile" società.

A volte non posso fare a meno di chiedermi come si possa fare a dimenticare e a non cercare di superare quelle paure animalesche che portano al razzismo.

Qualcuno penserà che per me è facile in quanto Sud Americano e Italiano e Omosessuale. Per anni ho pensato fosse così.

Ma a mente fredda mi rendo conto che non è così. Ricordare che siamo tutti uguali e che nessuna idea politica o religiosa dovrebbe essere in grado di minare questo dato di fatto per me è spontaneo come respirare.

Sono passati due giorni dal giorno della memoria. E già non si parla più.

Si ritorna a quel silenzio colpevole che porta a chiudere gli occhi su quello che sta succedendo nel mondo, sugli eccidi, sugli stupri di massa, sulla persecuzione più o meno aperta e più o meno repressiva e violenta di varie minoranze (religiose, etniche, donne, lgbt).

E allora, ora che sono passati diversi giorni io voglio ricordare. Ma non le vittime. 

Voglio ricordare i sopravissuti, e richiamare alla memoria Malala, Aitzaz Hasan, gli attivisti omosessuali nella Russia di Putin e quelli del Congo, le donne Pussy Riots, le femen.

E per finire. Come non ricordare la parole di Primo Levi?

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi

Oh.. no, non ho dimenticato il video:
If you tolerate this then your children will be next (Manic Street Preachers)

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