sabato 18 gennaio 2014

Democrazia diretta e altre favole (più un link al Fatto Quotidiano)

Da Il Fatto Quotidiano: Scanzi sul M5S
Adoro (non è vero, è più sincero dire "apprezzo") Scanzi, è uno dei pochi giornalisti italiani degni del nome e sferzante verso chiunque persino sul messianico Movimento cinque stelle.

Ecco se si rivestisse un po' di cinismo sarei molto più in sintonia con lui (non che a lui freghi questa cosa).

Invece appena si parla di democrazia dal basso va in brodo di giugiole quasi quanto Travaglio.

Democrazia dal basso, amo queste tre parole, sono seducenti, potenti, ti ammaliano.

Democrazia dal basso, se sei di sinistra evoca ricordi piacevoli di socialismo, di potere al popolo e alle masse, di utopie che forse non sono poi così morte.

Se sei di destra invece evoca potere, abilità dialettica e demagogica, folle urlanti e adoranti, uno stato che funziona in tutte le sue parti.

A me? Fanno rizzare i capelli in testa (e scattare una serie di sirene e allarmi), non ho fiducia nella massa, mai avuta, se le popolazioni fossero capaci non si sarebbero evoluti sistemi di governo e tutti vivremo nella più dorata delle utopie.
Basta guardarsi indietro e si vedono una tale quantità di errori da fare invidia a un compito di italiano scritto da un analfabeta, e il guardare indietro sarebbe anche un modo per chi si candida a guidare un paese di imparare e magari evitare qualcuno di quei terribili sbagli.

Ma no, non sia mai. E la cosa frustrante (dannatamente frustrante) è che i watch dog, quelli che dovrebbero controllare e tenere alta l'attenzione sono i primi a cascare in trappole vecchie quasi quanto la prostituzione.

La democrazia dal basso del M5S mi fa rabbrividire. Questa volta è stata fatta una scelta politica sensata (chiunque di destra o di sinistra con un minimo di cervello e capace di ragionare in modo autonomo si rende conto che rallentare i tribunali e riempire le carceri per punire la clandestinità, e permettere a Bossi e Fini di farsi le pippe per aver imposto un simile obrobrio all'Italia,  invece di usare metodi amministrativi più efficaci è semplicemente stupido) in barba al pensiero dei due benestanti palesemente destrorsi (inteso in senso peggiorativo, c'è destra e destra) Casaleggio e Grillo.

Ma possiamo davvero affidarci ad una folla di connessi alla rete (sulla cui numerosità rimane il dubbio in quanto la piattaforma Grilleggio è priva di trasparenza e non c'è una terza parte super partes che ne sancisca la correttezza)? La connessione ad internet garantisce che quelle persone votino con cognizione di causa e non seguendo l'onda emotiva del momento? O che aproffondiscano nel modo dovuto evitando la disinformazione che abbonda e domina nella rete?

Ne dubito. Profondamente. 

Questa democrazia dal basso in un partito fortemente piramidale è una delle cose più farlocche che si siano viste (la Gabanelli è una giornalista ed una personalità di altissima caratura morale e professionale ma ha forse i numeri per essere Presidente?), e volendo essere proprio maligni c'è da chiedersi quanto realmente Casaleggio e Grillo siano soddisfatti del loro giocattolino dopo questa uscita.

Grillo subito ha messo le mani avanti (scoprendo l'acqua calda) precisando che la posizione  dei 5 stelle non implica l'abolizione delle pene amministrative (paura di perdere voti? ma ha davvero bisogno dei voti di gente così stupida da credere che un qualsiasi stato permetta impunemente a chiunque di girare sul proprio suolo?) e Casaleggio ha lasciato la sua tana per fiondarsi a Roma dai suoi parlamentari.

S', suoi. Perché Grillo e Casaleggio considerano in quel modo gli eletti pentastellati. Come dimostrato dall'esistenza di un contratto.

E qui si ritorna al punto centrale di questa lunga opinione: la democrazia dal basso altro non è che una forma meschina per delegittimare Parlamento e politica, trasformando le due cose in puri e semplici strumenti per il mantenimento del potere acquisito.

Perché in fondo quale modo migliore per garantirsi voti che fingere di dare libertà di scelta alla base sulle questioni di governo? E' come viziare dei bambini per tenerseli buoni mentre li si prova dei mezzi per crescere ed essere autonomi.

Grillo nelle sue campagne elettorali ha usato gli stessi toni e gli stessi ami degli altri politici proponendo cose insensate come la decrescita felice (per chi? per lui con il suo reddito o per le persone che già ora non hanno modo di arrivare a fine mese?), il referendum sull'euro (in barba alla Carta), e la lotta alla corruzione (politica, di quella imprenditoriale non parla) e sopratutto rifiuta una identità politica: ne' progressista, ne' conservatrice.

E cosa di meglio per attirare gli elettori (in mancanza di un'identità e di un programma che abbia una consistenza tale da poter essere preso sul serio) che non blaterare di democrazia dal basso?

Il tutto mentre rieccheggiano le sue parole, al tempo del primo scontro sulla Bossi-Fini con i propri parlamentari, sul fatto che la politica non ha un ruolo pedagogico.

Mi chiedo cosa sarebbe successo negli USA se i politici non avessero avuto le palle di fare scelte come abolire la schiavitù (che se a quei tempi ci fosse stato Internet sarebbe stato un atto politico odiato), il dare il voto alle donne, lo stendere i diritti civili ai neri, o per venire ai nostri giorni se Obama non avesse appoggiato apertamente l'estensione del matrimonio agli omosessuali o non avesse lottato per la fine del "non dire, non chiedere", o se in Italia non vi fossero stati leader politici che hanno educato la popolazione di modo che divorzio e aborto siano ammessi.

Un leader politico che afferma che la politica non abbia quel ruolo e cerchi di lavarsi di dosso una responsabilità morale ed etica quale è quela richiesta dall'essere politici per me è una minaccia alla democrazia, quella democrazia per la cui difesa è stata scritta la nostra Carta della Costituzione.

Ironicamente un documento fatto da politici e non dalla popolazione.

Ma tanto l'importante è bearsi delle parole. Democrazia dal basso in un partito che rifiuta la definizione come tale, che non è di sinistra ma nemmeno di destra, che vuole eliminare i politici e il cui leader fa aperture a quelli di Casa Pound (i fascisti, quelli che probabilmente non hanno avuto parenti stuprate o schiacciate dalle camice nere) ed i cui discorsi rieccheggiano terribilmente quelli di altri ammaliatori di folle.

Dimenticando che partecipazione significa spingere perché la gente si senta parte dello stato e della società, di un qualcosa di più complesso della propria famiglia, che democrazia dal basso significa uscire dai palazzi per parlare con TUTTE le parti sociali, con tutti i ceti (anche quelli sgraditi come i rom o i sinti o i clandestini), vedere quale sono i loro bisogni reali, cercare di capire il modo per farli interagire mantenendo comunque una struttura sociale salda.

Ma questo a Grillo non interessa perché tutta la sua dialettica si basa sull'insulto e sulla distruzione, non sul costruire, la sua è una retorica della contrapposizione e della negazione piuttosto che della propositività.
If you tolerate this your children will be next - Manic Street Preachers

Ma la causa vera di tutti i nostri mali, di questa tristezza nostra, sai qual è? La democrazia, mio caro, la democrazia, cioè il governo della maggioranza. Perché, quando il potere è in mano d'uno solo, quest'uno sa d'esser uno e di dover contentare molti; ma quando i molti governano, pensano soltanto a contentar se stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa; la tirannia mascherata da libertà. Luigi Pirandello



Nessun commento:

Posta un commento