domenica 26 gennaio 2014

Giornalismo di frontiera (e l'ennesima hit dei The Queen)

Sono infiammabile. Basta poco e mi parte la logorrea.
Questa volta a darmi il via è questo articolo (cui sono arrivato dal blog morsi.iobloggo.com):
Opinione di un giornalista del FQ sugli emigrati all'estero
Io non ho ancora il coraggio di levare le tende. Ma so cosa significa trasferirsi in una realtà sconosciuta ed imparare a viverci.

Una delle cose che ho imparato è che non si dimentica le proprie radici. In base a cosa l'autore presume che un Italiano emigrato smetta di essere italiano? Cosa gli permette di arrogarsi il diritto di criticare la mancanza del clima, del cibo, del comportamento sociale del proprio paese di nascita? 

Io sono stato adottato ben 27 anni fa. La Colombia l'ho vissuta pocchissimo. Eppure di tanto in tanto sono fisso su Eltiempo.com, cerco ricette dei cibi che ricordo dalla mia infanzia, cavolo cerco persino le persone che mi allevarono fino ai miei dieci anni!!

E uomo lo sono diventato qui. In Italia. Sono Italiano. Ma sono anche Colombiano. 

Come si può pretendere o solo pensare che una persona adulta dimentichi da un giorno all'altro le proprie radici? O che smetta di provare interesse per la politica della nazione in cui si è diventati adulti? O che la famiglia diventi qualcosa di trascurabile?

Sono sicuro che là fuori ci sono emigrati che hanno tagliato completamente i ponti con l'Italia. 


Dubito che sia lo standard. D'altra parte non bisogna tacciarsi del titolo di giornalista per guardarsi intorno e capire che determinati meccanismi sono insiti all'emigrazione, chi ha scritto l'articolo ha mai fatto caso che in Italia ci sono comunità di cinesi, arabi, rumeni, polacchi, sudamericani, africani etc.. etc.. ...?

Evidentemente no. 

E sopratutto a volte basta porsi delle domande: meglio fare il lavapiatti in Svezia o rimanere in Italia a non sapere dove sbattere la testa perché aprire un'impresa richiede anni e anni, fare la partita IVA significa morire di fame, trovare lavori quasi impossibile?

E per finire cosa hanno che non vanno determinati lavori? A me sembra che il pregiudizio sia tutto nelle mente dell'articolista.Che (grande cliché di chi ha pregiudizi) alla fine chiosa di avere amici all'estero.


E io sono tollerante verso tutti. Infatti ho anche amici xenofobi e pieni di pregiudizi (no, non è vero. Sono fieramente intollerante verso gli ottusi mentali).


Chissà forse questo giornalista non ha mai sentito questa canzone

Leaving home ain't easy (The Queen, Queen Jazz)

Ignorant people think it is the noise which fighting cats make that is so aggravating, but it ain't so; it is the sickening grammar that they use. Mark Twain

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