Innanzitutto la notizia che commenterò (o meglio che prendo come spunto per la riflessione di questo post).
Coming out di Thomas Hitzlsperger
Il mio commento è stato un sonoro "e a me?" ovvero interesse zero, sono pragmatico se non sei uno su cui posso mettere le mani non m'interessa con chi vai a letto.
Ma (lo so, lo attendevate con ansia) poi mi sono ricordato di alcuni quisquiglie che fanno una grossa differenza: costui è (ok era) un calciatore europeo che ha giocato in tre delle serie più importanti del calcio europeo (non mi arrischio a dire mondiale perché non so un tubo di come siano i campionati in Sud America e Asia) in tre nazioni dell'occidente civile, ed è un personaggio pubblico (anche se non di primissimo livello rispetto ad altri calciatori o sportivi), probabilmente l'idolo di qualche orda di brufolosi e brufolose adolescenti.
Quanto basta per far cambiare il mio (volubile che non sono altro) parere, per cui mi sono letto l'articolo.
Che è interessante non tanto per la dichiarazione del calciatore (sono cinico e scettico quando sento dichiarazioni di intenti del genere) ma perché permette di fare un confronto tra i gradi di civiltà (perché in fondo di questo si parla) esistente tra i tre paesi in cui lui ha giocato: United Kingdom, Deutschland, Italia.
I primi due appartengono a quel insieme un po' mitico un po' mitizzato dei paesi del Nord Europa.
La cosa che più colpisce è l'ambiente, il come si mettano in gioco senza paura (magari svolgendo quel ruolo educativo che secondo Grilleggio la politica non deve avere) figure di rilevanza quali un manager o addirittura il capo del governo (una figura politica di destra e cristiana come la Merkel) a ribadire cose che dovrebbero essere ovvie.
Stesso ambiente che vige in Inghilterra dove un icona del rugby (eterosessuale, per onore di cronaca) come Ben Cohen si mette da anni in gioco prima come icona gay (adorato dal pubblico omosessuale non si è fatto problemi di sorta ad apparire in copertine di riviste per omosessuali) e successivamente come attivista per i diritti della comunità LGBT, oppure il principe Harry che di fronte ad una proposta da parte di un omosessuale risponde con un sorriso ed una battuta (se ben ricordo afferma che avrebbe pensato alla proposta quando gli fossero piaciuti gli uomini).
Questo in stati dove sono i governi ad aver fatto i primi passi nei confronti dell'accettare gli omosessuali come individui il che ha creato una società pronta ad accettare una riduzione dell'omofobia nei vari settori,
creando un ambiente idoneo per gli atleti (da sempre lo sport maschile è altamente maschilista) di esporsi in questo modo o nel modo in cui ha fatto il giovane Daley.
In Italia ricordo le uscite (a cui non so trovare un aggettivo) di Lippi, Cassano. Anche esse legate ad un retroterra che ne permette e fomenta la crescita.
Il nostro è il paese in cui un presidente del consiglio per scagionarsi dalla sua immoralità afferma che è meglio andare con donne [tralasciando il fatto che fossero minorenni] ed essere puttaniere che omosessuale, e dove uno come Giovanardi è considerato un paladino credibile della famiglia e dove al solo provare a parlare di leggi che considerino un'aggravante per le aggressione con movente di odio di genere o omofobico c'è una parata di scudi in nome della libertà di espressione e addirittura si millantano principi di incostituzionalità.
Quindi nulla di cui stupirsi se in Italia si dovrà ancora aspettare prima di avere figure come Ben Cohen, o di vedere atleti (a inizio o fine carriera) che fanno coming out (diventando un modello per adolescenti omosessuali, modelli nostrani. E' triste che un adolescente omosessuale in Italia abbia come modelli solo Platinette, Busi o qualche personaggio di qualche soap opera o telefilm per adolescenti o fare riferimento a modelli esteri come Daley, Hitzlsperger ecc.. ecc.. ...) perché certi cambiamenti iniziano sempre dall'alto.
E come promesso ecco il link a In my defence di Freddy Mercury (canzone che da piccolo in preda ai sensi di colpa per i miei sentimenti reinterpretavo a modo mio.. ... specie i versi "In my defence what is there to say / We destroy the love - it's our way" ):
In my defence
E la solita citazione sui felini che non può mancare mai.
“Cat: a pygmy lion who loves mice, hates dogs, and patronizes human beings.”Oliver Herford
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