giovedì 30 gennaio 2014

Triumvirati e delegittimazione (e, ancora una volta, una hit dei Queen)

Tre. Tre persone (ok, quattro) persone gestiscono il destino politico dell'Italia.

Tutte extraparlamentari, uno è un pregiudicato, un altro ha una condanna in primo grado per danno erariale, gli altri due vivono in un mondo di distopie e paranoie.

C'è qualcosa di dannatamente triste in questo. 

Siamo un paese con una Carta della Costituzione tra le più avanzate. Una serie di leggi fondamentali nate dal dover mettere d'accordo le mille anime dell'Italia. 


Una legge suprema che ruota intorno alla centralità del Parlamento e il suo essere rappresentazione della volontà popolare.

Ricordo due frasi. Una è un graffito su una parete in una parallela di Borgo Largo a Pisa e dice "quando le fogne del capitalismo si aprono, escono i fascisti", un'altra di cui non ricordo l'autore afferma (più o meno) che la democrazia muore tra applausi scroscianti.

Guardo alla situazione politica italiana e rabbividisco. Il nostro Parlamento è stato esautorato della sua funzione. Le decisioni che contano realmente le prendono tre "leader" (il virgolettato perché De Gasperi, Gramsci, Togliatti, Pertini, Aldo Moro, Berlinguer, quelli erano Leader politici) che siedono fuori dalle Camere.


Con buona pace della democrazia.



Riscoprirsi in un triumvirato per alcuni versi è sempre stato un mio sogno (di quelli bagnati). Perché quando penso a quella parola penso ai due Triumvirati di Roma. Da uno uscì vincitore Caio Giulio detto Cesare, dall'altro sorse Cesare Ottaviano detto Augusto.

Da questo moderno triumvirato (niente da fare per non sono Grillo e Casaleggio. Sono Grilleggio.) chi uscirà vincitore? Il pregiudicato che ha finito di affondare l'Italia (dopo aver per decenni foraggiato gente come Bettino Craxi) in nome della libertà? L'ex partecipante a La ruota della fortuna che invece di giocare una partita macchiavelica e costringere il M5S ed il PD nell'angolo ha preferito andare sul facile ed avere la strada spianata dal già citato pregiudicato? Il comico frustrato (e la sua ombra l'imprenditore dalle visioni distopiche) che ha trasformato degli attivisti imberbi in quasi fanatici distruggendo qualsiasi loro potenziale (con buona pace di politici in erba che promettono bene come Di Battista)e che richiama fin troppe volte un fascismo ben più violento di quello nascosto dal pregiudicato?

E intanto l'Italia affonda, perde competitività industriale, le pmi muoiono, i giovanissimi abbandonano gli studi, giovani e meno giovani rinunciano a cercare lavoro, chi può ed ha il coraggio migra, il nostro patrimonio artistico cade a pezzi, il tessuto sociale si sfalda (persino la famosa solidarietà meridionale oramai è quasi un ricordo), istruzione e scuola agonizzano.

Ma abbiamo abbiamo rotto l'incantesimo (cit, Renzi riguardo al porcellum dopo la liposuzione), abbiamo aiutato la sinistra a fare le riforme che volevamo fare da vent'anni (cit, Berlusconi riguardo alla nuova proposta di legge elettorale) e per finire abbiamo fatto l'impeachment a Napolitano (Grillo)!Meglio di così? Si muore.



E come sempre i Queen mi offrono la colonna sonora ideale: Give me the prize (A kind of magic, The Queen):

 “I would like to see anyone, prophet, king or God, convince a thousand cats to do the same thing at the same time.” 

Neil Gaiman

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