sabato 4 gennaio 2014

E' sempre personale (e un link a John Lenon [e non a Elton John come erroneamente avevo scritto])


"Non devi prenderla sul personale", "non devi essere così sensibile su questo tasto", "dai in fondo era una battuta".

Frasi che odio dal profondo del mio cuore.

Parliamoci chiaro non amo il politicamente corretto ma ritengo che (data la sfumatura negativa che ormai ne domina il significato) determinati sostantivi vadano usati con cervello.

Con moltissimo cervello. 

Non posso permettermi di andare da una persona di colore (o sangue mista) e subito usare il termine "negro" come se nulla fosse, o dare della troia ad una donna, o del frocio a un omosessuale.


Ma non ci sono solo le parole che dovrebbero essere controllate, ci sono anche le frasi, le battute i commenti che dovrebbero essere umoristici.

Finché non li si prova sulla propria pelle.

Provate a dare del terrone ad un qualunque razzista meridionale o del mafioso ad un leghista o dell'effeminato a Giovanardi o Borghezio nessuno di loro la prenderà bene.

Eppure le parole all'inizio del blog spesso imperano quando si fa notare che determinati discorsi, frasi, parole magari andrebbero evitati.

Ma (ancora meglio) sono parole che (con tono scandalizzato e offeso) vengono fuori quando uno smette i panni altamente civili e scende allo stesso livello di chi usa determinate argomentazioni. 


Allora è un fiorire di "ma il mio non era un attacco personale".

Mi dispiace ma non funziona così. Non per me almeno.

Se tu fai un discorso razzista, se tu fai un panegirico incentrato sull'omofobia o un trattato che si fonda sulla misoginia allora tu andrai sul personale (anche se ti sei tenuto sul generale usando la forma impersonale e parlando dei massimi sistemi) di moltissime persone.

E di queste una buona fetta sicuramente ne avrà le palle piene di rispondere in modo civile e con un bel sorriso e risponderà per le rime demolendo con passione ogni minima falla (ed i discorsi basati su intellorenza e pregiudizi sono più bucati di uno scolapasta rotto).

E non ci sono motivazioni filosofiche o ragionamenti complicatissimi dietro a queste esplosioni di rabbia dialettica: c'è semplicemente il fatto che una persona è di colore, è donna,è LGBT e quindi un dircorso generale offensivo o intollerante comunque lo riguarda.

Io sono Colombiano, io sono Italiano, io sono Omosessuale, io sono Meridionale, mia madre (le mie madri) sono donne, le mie amiche sono donne. 

Un discorso razzista, omofobo o misogino mi tocca sempre. Perché dopo una vita passata a sorridere e a cercare di spiegare l'ovvio (ovvero che le etichette servono a mascherare paure e che ogni persona è un caso a se' stante) e rispondere con ironia, umorismo, non chalance a battute idiote (no, mi dispiace non sono uno spacciatore e ho il dente molto avvelenato contro i narcos che rovinano la Colombia ed i mafiosi che rovinano l'Italia) ti "caghi ir cazzo" (di nuovo, adoro il vernacolo).

E non m'importa se il discorso riguarda i rom, i sinti, i clandestini, le prostitute, le donne.

Ho imparato che Io sono Io e voglio essere giudicato per questo e non per per alcuni lati del mio carattere. 


Non presumere che per un Colombiano sia divertente sentire battute sul narcotraffico, o per una donna sul suo essere donna, o che un omosessuale debba rispondere civilmente a chi fa discorsi omofobi.

Perché (e non c'è nessuna contradizione) pur essendo individui quelle (il luogo di nascita, l'etnia di appartenenza, il colore della pelle, la sessualità, il genere) ne sono comunque parti fondamentali e che fanno di una persona quello che è.

Ed è proprio per questo, per il fatto che un discorso miope attacca una parte fondamentale di una persona che il discorso del "non bisogna prenderla sul personale" non vale nulla.

Anche perché all'alba del Terzo millennio è impensabile che si dia valore e credito a dterminate idee, e che qualcuno pensi ancora di potersi permettere battute e commenti offensivi con persone pressoché sconosciute.

Ma siamo ancora infantili. Decisamente.

E come promesso (e prima della tassativa citazione felina) il link alla famosa (e abusata) Imagine

Imagine (John Lennon)

“To Do Today, 1/17/081. Sit and think2. Reach enlightenment3. Feed the cats” Jarod Kintz, I Should Have Renamed This

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