Essere logorroici di questi tempi è un problema. No dico, ma quanti arrivano realmente alla fine di un articolo (per quanto ben scritto) di fine giornalismo? E se oltre che innamorati delle proprie parole si è ossessinati dal voler dire la propria su quasi ogni cosa? Lì fuori è pieno di stimoli. Se penso al mio elenco di "ok, su questo devo assolutamente dire la mia!" mi vien voglia di lanciare il computer fuori dalla finestra (mi dispiace, la logorrea è più forte di qualsiasi istinto di smettere di blaterare su tutto).
Dunque, bando alle ciance e prendiamo questo toro per le corna e cominciamo dal link all'articolo che mi ha istigato:
Come diffendersi dalla violenza di Internet
La conclusione è fantastica: i genitori devono essere presenti ma solo come controllori (censori?) delle attività dei figli. E poi? Li forniamo di braccialetti elettronici e li riempiamo di cimici per diffenderli dal mondo crudele e malvaggio e da questo Internet padre (madre, Internet è maschile, ma rete è femminile. Va be', fate vobis) di ogni male e angheria che subiscono i minori? Non sarebbe più sensato (invece di prendersela sempre con qualcuno: il rock, il satanismo, il grunge, i cartoni animati Giapponesi così violenti, Internet) chiedersi cosa c'è che realmente non va? Gli adolescenti sanno essere crudeli, ma così per pura magia?
Insomma non è che crescano da soli stile Il signore delle mosche senza qualcuno che possa fornire esempi di comportamento e sappia insegnare quelle cose un po' futili e demodè quali rispetto del prossimo, auto controllo, rispetto sempre e comunque delle regole del vivere civile?
Leggendo certi articoli e sentendo le reazioni a eventi tristi come il suicidio di una quattordicenne (in cui la goccia che fa traboccare il vaso è probabilmente il cyber bullismo) sembra che la rete delle reti sia la madre di tutti i mali e permetta tutte le angherie possibili. Eppure è fresca (ok, non troppo ha quasi cinque giorni e sospetto che le notizie siano come gli ospiti e il pesce e che dopo tre giorni puzzino per cui finiscono subito nel dimenticatoio) la notizia di adolescenti che assistevano allegri al pestaggio di una ragazza da parte di un'altra, per non parlare della ragazza violentata (i colpevoli sono rei confesi) accusata dai coetanei di essersi inventato tutto.
Sarebbe ora di chiedersi a tutti i liveli se forse non sia la nostra stessa società a essere permeata di violenza, se il bullismo non sia qualcosa di accettato e sottovalutato ovvero considerato quasi necessario (sono anni in cui imperano personaggi come Platinette, Sgarbi, Busi, Ferrara, giusto per fare qualche esempio di personaggi pubblici che dell'insulto, l'offesa, la sopraffazione verbale hanno fatto il fondamento del loro interagire con gli altri). Razzismo, xenofobia, omofobia, misoginia, disprezzo per il prossimo non sono cose che vengono ostracizzate ma alle quali si risponde con un'alzata di spalle. E questo per non parlare della iper competitività moderna che insegna lo schiacciare il prossimo come metodo di realizzazione.
E' in questo tipo di contesto che crescono i bulli ed i violenti. Quelli che appena sentono l'odore di debolezze ci si fiondano come avvoltoi sulle carogne (con la differenza che i simpatici rapaci facendolo ripuliscono il mondo da cadaveri in decomposizione) usando qualsiasi scusa per sfogare il proprio livore (o anche solo per sadico divertimento).
Altra cosa su cui interrogarsi è se non ci siano anche problemi a monte delle famiglie (e della società che proclama a squarciagola di averle al centro dei propri programmi e interessi per poi infischarsene) in cui i genitori da una parte spingono alla perfezione, all'avere figli che siano competitivi e che (quando entrano in adolescenza) non solo non capiscono i figli ma quasi li temono. Essere genitori di questi tempi è ardua, molto ardua, non solo perché bisogna stare al passo con le tecnologie (con la consapevolezza che non si potrà mai evitare che il proprio figlio le usi) ma anche perché bisogna saper crescere i figli già da piccoli affinché abbiano spalle forti e pelo sullo stomaco.
E ci sarebbe anche, infine, da chiedersi se alla base di questi suicidi ci sia solo il bullismo (normale e versione 2.0) o problemi più grandi che genitori e scuole non riescono a percepire in quanto prive di mezzi e supporto necessario.
Ma queste evidentemente sono solo quisquiglie retoriche per liberali da strapazzo. La colpa è di Internet. E se non è di Internet sicuramente lo sarà di Marylin Manson.
Del quale potete beccarvi:
The Beautiful People
“You fuck - you ate my cat!”
Kendare Blake, Anna Dressed in Blood
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