Ci sono alcuni argomenti che sono un chiodo fisso per me e sui quali non posso fare a meno di spendere parole. Posso decidere di non esprimermi o ignorare una mia opinione su politica, società. Ma se mi trovo davanti razzismo o rapporti sessuali con minorenni divento irrequieto, devo dire la mia.
Io preferirei non incappare in articoli che istighino questo mio lato. Davvero. Ne farei volentieri a meno. Ma finisco sempre per imbattermi in cose come questa (articolo sul Fatto Quotidiano):
Per un italiano su tre e accettabile il sesso tra adulti e adolescenti
I risultati non mi hanno nè sorpreso nè scandalizzato (infatti a differenza di un noto giornale del gruppo RCS non ho usato le parole "rapporto schock"), in fondo nessuno (a parte la signora Lario) batteva ciglio di fronte a un vecchio settantenne che si portava a letto delle minorenni e l'Italia rimane uno dei pochi paesi dell'UE in cui lo scandalo pedofilia che ha sconquassato la Chiesa non ha portato nessun tipo di reazione.
Siamo, anche, un paese dove la prostituzione (maschile e femminile) minorile è altamente sfruttata e (per finire, ci vuole sempre una ciliegina sulla torta) siamo il paese europeo con il triste primato del maggior numero di turisti sessuali (che hanno come vittime anche adolescenti e bambini/e).
Non solo. Con mio sommo disgusto siamo anche il paese in cui l'età del consenso per rapporti sessuali adulti/minorenni è di quattordici anni (purché non ci siano di mezzo regalie varie, nel qual caso si finisce dritto dritto nella corruzione di minorenne. Risparmio ogni commento sulla contraddizione intrinseca alle due norme), più avanti di noi sono i cattolicissimi (e conservatorissimi) spagnoli in cui l'età del consenso è di tredici anni (e questo getta una luce molto diversa su un personaggio di uno dei primi film di Almodovar)
Sto tergiversando. Il mio disappunto (riferito all'uso improprio della parola "shock") ha portato a un'interessante discussione con un mio amico. Mi sembra giusto condividere le conclusioni di quella querelle.
Innazitutto bando alle ciance e alle ipocrisie: gli e le adolescenti sono attraenti, è un dato di fatto che la loro sia una bellezza che va a solletticare l'istinto di uomini e donne (ebbene sì: esistono donne che abusano di minorenni). Accettare questo sarebbe (forse) il primo fondamentale passo per cambiare la mentalità che porta alla degenerazione evidenziata dal rapporto che tanto ha scandalizzato i giornalisti. Perché l'attrazione che i/le minorenni possono generare non implica che ci si debba tuffare ad angelo su di loro per portarseli a letto. Basta fare un minimo di due più due per capire che un adulto che va con un minorenne (parlo di adulto intendendo che tra minorenne e maggiorenne ci sia una differenza superiore ai tre/quattro anni e in particolare alla situazione tipica ovvero over 25ni che corteggiano e seducono minorenni) lo/la sta sostanzialmente manipolando non per idilliaci sentimenti ma per pura e semplice voglia di soddisfazione sessuale.
Inoltre si capirebbe che il problema è a monte in una cultura che non si rende conto che l'essere sessofobici non porta da nessuna parte e che non siamo più nel 1400 quando l'aspettativa di vita media era più bassa e a quindici anni si era già giovani adulti pronti per il matrimonio e per fare figli. A questa commistione si aggiunge il fatto che ai giorni nostri si è persa la divisione netta tra adolescenza ed età adulta. A complicare il tutto mettiamoci anche il fatto che siamo non alla libertà ma all'anarchia sessuale con adolescenti che iniziano giovanissimi a vivere il sesso (senza nessuna educazione nè sentimentale nè igienico sanitaria).
Tutto questo porta allo sfumare dei limiti, di quello che può essere lecito o meno (e non in senso morale, è accertato da migliai di pagine di letteratura che i rapporti inter generazionali anche se consenzienti possono arrecare danni impressionanti nel normale sviluppo sessuale ed emotivo del/della minorenne). Il tutto a favore, principalmente, della libido maschile (infatti i maschi che sono pronti a condannare un maschio adulto omosessuale che fa sesso con un minorenne maschio sono gli stessi che non riconoscono, se non a fatica, che un rapporto sessuale tra un ragazzino e una donna adulta è un abuso bello e buono).
Il tutto condito con la cantinella (di cui ho perso il conto del numero di volte che ho sentito) "ma ai giorni nostri sono precoci, sono loro che ci provano, ne sanno più di te e di me sul sesso" per giustificare il proprio provarci o stare con minorenni. Che altro non è se non un palese e stantio meccanismo di deresponsabilizzazione che affligge la nostra specie dai tempi di Adamo (ehi.. no, eh no! E' stata Eva a costringermi a mangiare la mela, io quella mica l'avevo nemneno notata lì bella rossa e matura sull'abero. No, no!Colpa sua. Sappiamo tutti come è finita la storia: tutt'ora tutti ce la prendiamo con i poveri serpenti), lo stesso che c'è dietro agli abusi sulle donne (eh ma le gonne corte, eh ma provocano, eh ma se vai con tutti, eh ma.. ...).
In tutto questo non ho parlato ancora di educazione. Questa cosa strana e sconosciuta che sarebbe soluzione a tantissime situazioni confuse. Innanzitutto quella sessuale per dar modo di capire che il sesso non è qualcosa di malsano e peccaminoso e che ci sono differenze enormi tra pulsioni, fantasie e sessualità vera e propria. Insegnare la consapevolezza dei moti istintivi dà una mano nel controllarli. Educare anche sui danni che certi rapporti hanno sui minori (parlo sempre di rapporti consenzienti) e sul loro sviluppo. Insegnare significa anche fornire i mezzi perché gli adulti comprendano che anche se i/le minorenni possono sembrare precoci e giocare a fare gli/le adulti/e provocanti questo non significa che li si debbe assecondare. Per l'appunto perché loro sono minorenni e non veri adulti.
Ma fare questo significherebbe mettere in crisi un sistema che fa della sessofobia e del peccato il suo fondamento.
Peccato che in tutto questo pastrocchio ad andarci di mezzo siano proprio i minorenni che da una parte crescono in una società che da ogni parte li bombarda di messaggi sessuali (e che li convince di essere sullo stesso livello degli adulti) e dall'altra vivono privi di ogni forma di guida ed educazione sull'argomento.
Come colonna sonora i Black Eyes Peas con la loro Where is the love? (l'ho scelta non tanto per il testo che poco c'entra, ma per quella domanda che ne è il ritornello "dov'è l'amore?" perché è la domanda che mi assilla quando sento certi discorsi)
Ma fare questo significherebbe mettere in crisi un sistema che fa della sessofobia e del peccato il suo fondamento.
Peccato che in tutto questo pastrocchio ad andarci di mezzo siano proprio i minorenni che da una parte crescono in una società che da ogni parte li bombarda di messaggi sessuali (e che li convince di essere sullo stesso livello degli adulti) e dall'altra vivono privi di ogni forma di guida ed educazione sull'argomento.
Come colonna sonora i Black Eyes Peas con la loro Where is the love? (l'ho scelta non tanto per il testo che poco c'entra, ma per quella domanda che ne è il ritornello "dov'è l'amore?" perché è la domanda che mi assilla quando sento certi discorsi)
Black Eyed Pea - Where Is The Love
“A lie is like a cat: you need to stop it before it gets out the door or it’s really hard to catch.”
Charles M. Blow
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