In Italia (ma sospetto nel mondo intero) siamo messi male, malissimimo, anzi proprio non ci siamo quando si parla di questioni di genere. Se negli USA la comunità LGBT perde tempo a consigliare a Zuccamberg 50 sfumature per definire il proprio genere su Facebook quei nel paesello di tortellini, dei mandolini e della pizza siamo ancora più indietro.
Discutiamo ancora se abbia senso o meno leggere le fiabe ai bambini:
La notizia come la riferisce il Corriere
Argomento nemmeno tanto originale (ogni tanto qualcuno se la prende con le fiabe: sono troppo violente!Edulcoriamole; danno un'idea sbagliata dei lupi ecc.. ... ). Ovviamente subito il ministero afferma di non saperne nulla (in questo paese tutto avviene all'insaputa di tutti) ma sono divertenti le reazioni piccate sia del MIUR che del ministero per le Pari Opportunità. Tutti a blaterare (no, non c'è altro modo di definire la obiezioni) che certi argomenti vanno trattati con delicatezza e non in modo che sembri imporre un modo di pensare (!). E giusto per spirito da bastian contrari e voglia di inutile polemica le associazioni LGBT iniziano a battaere il piedino perché il ritirare quella norma sarebbe insensato.
Nello slang dei meme questa è una situazione da facepalm.
Perché siamo alla fiera del ridicolo. So che una rondine non fa primavera, che siamo tutti eccezioni e quindi non facciamo statistica. Ma io da piccolo ho letto una marea di favole, le adoravo, erano piene di castelli, di streghe, di fate, di orchi, di matrigne cattive, principesse coraggiose o sognatrici o in pericolo, c'erano eroi. C'erano buoni e c'erano cattivi, ovviamente il tutto con personaggi incastrati in ben precisi stereotipi (prince charming & damsel in distress), personaggi omosessuali neanche l'ombra, ma nemmeno di etnie diverse (d'altra parte si parla di racconti nati in Europa chissà quanti secoli fa) eppure, sorpresa delle sorprese, sono cresciuto come un gender variant che non reputa le donne delle creature angeliche e fragili in attesa del loro principe azzurro, non sono razzista, non ritengo che essere uomo implichi essere una sorta di scimmione che sa parlare a stento e ossessionato dal cercare la donna perfetta da impalmare.
Merito dell'educazione. Ma non quella impartita verticalmente dall'alto di una cattedra. Quello è assolutamente inutile, quanti razzisti ci sono in giro e di omofobi o misogini nonostante si predichi che la xenofobia non ha ragione di essistere e che ugualmente il sessismo è una cosa stupida?
Fare educazione significa sopratutto dare l'esempio. Il resto fuffa. Che i bambini leggano le favole così come le hanno edulcorate gli autori (a partire dai Grimm), questo di sicuro non giocherà alcun ruolo nella loro capacità di superare pregidizi e accettare le differenze nelle altre persone e ugualmente infilare eventuali fiabe con personaggi LGBT non cambierà nulla nella crescita di un bambino. Perché? Basta guardarsi intorno per scoprire un mondo che è fatto solo ed esclusivamente di pregiudizi e stereotipi (è illuminante questo progetto del fotografo Jeong Mee Yoon: The pink & blue project), trasmissioni come uomini e donne (sì, con il minuscolo) hanno share alti, non parlo nemmeno del mondo della pubblicità da cui sono bombardati fin da piccolissimi i futuri uomini e donne. Questo per quanto riguarda i generi, quando si passa alla sessualità i bambini semplicemente o non sentono proprio parlare di omosessualità o ne sentono parlare in termini negativi (salvo i telefilm e film stranieri che da anni inseriscono personaggi omosessuali) e la transessualità è solo qualcosa che sentono quando avvengono degli omicidi o qualche vip viene sgamato con delle trans che si prostituiscono.
Altro che favole politicamente corrette.
Il lavoro da fare è molto più profondo e radicale e sopratutto difficile, significa combattere dei (quasi) mulini a vento per spingere l'opinione pubblica a maturare e crescere. Questo, però, richiederebbe che gli attori in gioco avessero loro per primi la maturità necessaria per poter fare i primi passi nel cercare di educare una società retrograda e conservatrice come la nostra. Dal mio punto di vista in Italia (ma anche in USA) la comunità LGBT non lo è e quanto non lo sia lo dimostra lo stizzirsi su qualcosa di sciocco quando siamo in un paese in cui un ministro delle Pari Opportunità usa la dialettica per non ferire la sensibilità di una maggioranza piena di pregiudizi, quando non si riesce a far approvare un'aggravante per i reati di odio omofobico, quando le donne sono ancora imbottite con l'idea che per realizzarsi devono sposarsi e fare figli.
Ma no soffermiamoci sulle favole.
James Brown - It's a man's man's world
I più pericolosi dei nostri pregiudizi regnano in noi contro noi stessi. Dissiparli è ingegno.
Hugo Von Hofmannsthal, Il libro degli amici
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