Ve lo avevo promesso. Un bel post sui gatti.
Come si fa a non parlare di queste fantastiche creature? Si fanno i fatti loro, si viziano da sole, conquistano a suon di fusa e miagolii chiunque, e dopo un po' ti ritrovi a sistemare casa in modo che loro stiano comodi e possano fare quello che vogliono, per non parlare del grooming (li lavi, li pettini, riempi ogni angolo di cuscini, coperte e scatole, gli pulisci la lettiera).
Almeno i gatti fanno le fusa, sono eleganti e hanno classe anche quando ti disprezzano e fanno cavolate o cercano di conquistare il tuo favore.
I nostri politici invece hanno lo stesso identico menefreghismo e opportunismo dei gatti. Ma mancano della loro eleganza (e anche della loro arguzia). E la cosa più avvilente è che le basi di due partiti (PD e M5S) probabilmente non sanno più dove sbattere la testa o quali santi pregare visto che uno (il PD) continua a soffrire di amnesia dimenticando il significato di sinistra (arrivando ad andare a braccetto di neo liberisti conservatori, retrogradi e moralmente degradati come i berlusconiani e Berlusconi stesso), l'altro sembra soffrire di un misto tra autismo e irrisolto complesso di Elettra nei confronti del duo Grilleggio (con il brillante risultato di aver paralizzato e reso inutile parlamentari eletti da nove milioni di persone, ma che volete farci Grillo vuole aprire il parlamento con un apriscatole e Casaleggio sogna distopie in cui è la rete delle reti, ovvero gli influencer, a gestire tutto).
E l'altro partito? Oh be' Berlusconi balla e gioisce, probabilmente in questo momento non ha nemmeno bisogno della pompetta idraulica per eccitarsi visto che Renzi ha appena condannato il PD (davvero pensa di essere così abile? Di avere il carisma di un Berlusconi o di un Grillo? O di avere l'abilità politica di un Napolitano?) a perdere voti perché gli elettori non passeranno sopra al fatto che lui ha ridato la credibilità politica al pregiudicato di Arcore (che non è finito fuori dal Parlamento per la questione prostituzione minorile ma per aver corrotto un giudice nell'affaire Mondadori) ignorando (con quel gioiellino che è l'Italicum) una sentenza della Corte Costituzionale (ma tanto in Italia la Carta esiste solo quando la si deve rinfacciare agli avversari) e continuando a blaterare di riforme di rivoluzioni di cambiamenti urgenti.
Piccolo, piccolissimo arrivista assetato di potere pronto a tutto ma non per il bene dell'Italia quanto per vincere la gara a chi lo ha più lungo e duro (ehi!visto?Gnè gnè sono giofanissimo e sono segretario del PD e pure Presidente del Consiglio) quando Berlusconi, Alfano, Napolitano avranno già pensato dieci mosse per eliminarlo velocemente condannadolo a diventare anche lui un geriarca della sinistra italiana.
E non mi soffermo nemmeno sul tempismo dell'ingordigia di Renzi che fa lo sgambetto a un governo che finalmente aveva messo una persona sensata al ministero degli Esteri (la Bonino che nel suo anno di attività ha riportato l'Italia ad avere un minimo di dignità internazionale) mettendo a rischio la credibilità dell'Italia in un momento in cui c'è in gioco un neanche troppo palese braccio di ferro con l'India (la prima grande sfida di una nazione emergente a una nazione decadente), per non parlare di quanto saranno contenti gli investitori esteri dell'ennesimo politichetto che parla e parla (ti rincitrullisce di chiacchiere, il twitter di Renzi è l'inno al nulla) e poi fa esattamente il contrario.
La stessa credibilità di un gatto che spinge perché si apra una porta e poi se ne va da tutt'altra parte.
Be' immagino non ci siate cascati sul fatto che avrei parlato solo di gatti (se sì che dire se non di guardare il video?)
Se siete arrivati fin qui sarete sicuramente esausti (o per rabbia o per noja) quindi come promesso un bel video di Maru e (visto che siamo a San Valentino) Hana la sua nuova coinquilina.
Maru e Hana che se le suonano (giocosamente)
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!
Quell’anima gentil fu così presta,sol per lo dolce suon della sua terra,di fare al cittadin suo quivi festa;e ora in te non stanno sanza guerrali vivi tuoi, e l’un l’altro si rodedi quei ch’un muro e una fossa serra.Dante Alighieri, La Divina Commedia
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