Volere scrivere.
Dover farlo.
Nella speranza di parole corrette,
ritmo orecchiabile,
emozioni a portata di mano.
E vivere nel dubbio,
di lasciar correre la vita che si vorrebbe
cantare, descrivere, incastrare in versi
Privi di metrica e confini stretti,
angusti, claustrofobici, per l’esperienza,
per quella piccola scintilla
che attizza il fuoco da cui nasce
un sentimento
un sentimento
indescrivibile: amore, odio, tenerezza,
serenità, rabbia, collera, tristezza,
apatia, invidia, gelosia... quanti...
Quanti sostantivi.. ...
che mutilano la realtà,
troncano la sostanza,
eliminano i sottintesi,
sbiancano le sfumature.
Alla fine rimane solo amarezza
(di nuovo),
per un altro obiettivo mancato,
per l’ennesimo, eccessivo, desiderio frustrato
da parole vaghe, peregrine, instabili.
Parole che fluttuano,cambiano,
si nascondono, fuggono, si rincorrono
scacciando ogni significato,
cancellando la traccia progettata,
schernendo l’idea da cui nascono.
“I have studied many philosophers and many cats. The wisdom of cats is infinitely superior.”
Hyppolite Taine
Voler Scrivere di Harold René Mancini è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Nessun commento:
Posta un commento