Era enorme: mi ci sono perso
mentre camminavo assorto nei miei
pensieri.
Che ruotano intorno a te.
Ma sei lontano,
sei un ipotesi futura,
un sogno sbiadito o forse
una speranza dura a morire.
Dire che ti amo?
È più ossessione la mia,
di te (fantasma del passato),
di te (fantasia presente),
di te (che non so nemmeno se conoscerò).
Alzo gli occhi al cielo,
sento il mare schiaffeggiare la riva,
gli uccelli notturni raccontarsi storie
e vorrei capire ma non so ascoltare:
C’è nella testa un eco che rimbomba,
risuona, rimbalza (di pensiero in pensiero),
intossicando la mia passione verso ciò
che non è desiderio....
di un amore,
di un sentimento concreto,
di braccia forti e mani delicate,
di parole timide e labbra travolgenti,
di sesso sfrenato e intimo amore.
Dio! Vorrei aprire le braccia e volare,
veloce, di più, fino a bruciare,
sentire la ferita che ho nell’anima svanire,
insieme al dolore e al terrore.
Ti amo.
(Non so se esisti)
Ti amo.
(Sei solo un ricordo)
Ti amo.
(Sei idea dell’essere innamorato)
Ti amo.
(È paura della solitudine)
Mi hanno indicato la Luna.
Gigantesca, abbagliante
non ho guardato il dito
che la indicava.
Eppure.
Eppure non vedo la signora della notte,
ma una landa desolata,
verdi prati contro un cielo ardesia,
in cui riposo.
Fermo, finalmente silenzioso,
privo (infine) di pensieri.
So che è un’illusione.
“I love them, they are so nice and selfish. Dogs are TOO good and unselfish. They make me feel uncomfortable. But cats are gloriously human.” L.M. Montgomery, Anne of the Island
Luna (e un indice) di Harold René Mancini è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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