mercoledì 25 dicembre 2013

Su educazione e cose simili...

http://www.lemonde.fr/culture/article/2013/12/24/apres-la-projection-de-tomboy-des-eleves-m-ont-dit-l-homosexualite-c-est-peche_4339340_3246.html 

Come dicevo scrivere in un blog genera in me ansia e dubbi.

Certo è un ottimo mezzo per dare sfogo alla mia compulsiva necessità di digitare su una tastiera (per non parlare di come possa riempire i tempi morti) ma rimane il punto di cosa scegliere.

In fondo abito in un paesello minuscolo in cui l’obiettivo massimo delle persone e trovare da fare per non annoiarsi (il che si traduce con un culto abnorme verso il fare gli ortolani) e in giro ci sono talmente tanti blog in cui si discute praticamente di tutto che resistere alla tentazione di usare la tastiera per più piacevoli vicende è forte (i giochi online sono una droga specie se il tuo avatar può usare una spada laser o un blaster e usare astronavi per vincere il male).

Ma essere logorroici e narcisisti impone che io scriva qualcosa.

E visto il periodo direi che non stona una digressione su un argomento interessante sollevato da una mia amica internettiana: l’educazione fai da te, ovvero educare i propri figli a casa.

Lei è una sostenitrice di questa forma di educazione da contrapporre a quella tradizionale data dalle scuole ed adduce una serie di motivazioni*.

Ovviamente (era intuibile) la mia posizione è opposta: la famiglia è un perno fondamentale della società ma non ritengo abbia in alcun modo i mezzi per dare un’educazione funzionale ad un bambino.

Il link che ho messo all’inizio è un buon esempio del perché: la scuola ha un compito complesso che non è solo quello di formare dei perfetti futuri salariati, ma di aiutare alla crescita di persone che vivranno all’interno di una società.

Società che non è più statica e rigidamente divisa in comparti stagni (donne in cucina, uomini a lavoro, ariani in arianolandia, barbari in barbarolandia, omosessuali nell’armadio insieme ai cadaveri ed i panni sporchi ecc.. ecc.. ...) ma parzialmente aperta e fluida e richiede che le persone che vi fanno parte siano anch’esse flessibili ed aperte di mentalità.

Non per altro ma quanto meno per ridurre i problemi di atriti sociali e scontri tra gruppi etnici, religiosi, politici, e (magari) anche permettere agli appartenenti a gruppi minoritari (o socialmente visti come deboli) di vivere senza un carico eccessivo di preoccupazioni in più.

Già attualmente l’educazione civile e la funzione sociale della scuola sono fortemente minate dalla forte influenza delle famiglie cosa succederebbe se un figlio venisse solamente educato dai propri genitori?

Quanti genitori saprebbero spiegare ai figli la differenza tra fede e scienza (quando un fondamento della biologia quale l’evoluzionismo è in discussione ovunque con casi clamorosi come quelli USA in cui al suo fianco si insegna il disegno intelligente)?O che vi è una distinzione tra chiesa e stato?Chi insegnerà il rispetto per il prossimo e chi cercherà di far capire che alcune ide tradizionali sarebbe meglio lasciarle al passato (riguardo ruolo e libertà delle donne, riguardo la non esistenza delle razze ed infondatezza del razzismo, riguardo la pari dignità tra i vari tipi di sessualità)?

Inoltre per quanto (voglio rimanere nel caso di una famiglia con genitori in gamba e intelligenti) ai gorni nostri sia facile accedere ad ogni tipo di informazione dal punto di vista scientifico e tecnico chi garantisce che i genitori siano in grado di capire quali siano le richieste necessarie ed attuali per garantire un corretto inserimento lavorativo di un bambino-ragazzino-giovane?

Quando ero un bambino leggere e scrivere e fare di conto era la norma, adesso ci sono le lingue, l’uso di apparecchi elettronici di uso comune, alle medie la biologia e le scienze naturali sono più complesse, alle superiori si studiano ogm, biotecnologie, dna ricombinante.

Scelte non facili.

Mentre scrivevo mi è venuto in mente anche un’altro argomento (un po fazioso): negli ultimi due secoli sono avvenuti in occidente dei cambiamenti sociali epocali che hanno portato alla nostra società attuale, cambiamenti non da poco, adesso parliamo di diritti dell’uomo, di dignità e diritti dei bambini, di parità dei sessi e rispetto della donna, di integrazione razziale; di emancipazione della comunità LGBT.

Tutto legato solo al boom economico e lo sviluppo tecnologico? O c’entra anche il fatto che dopo millenni la scuola pubblica (ma anche privata) ha sostituito un metodo educativo bassato sui tutor e sulla famiglia a tutti i livelli e non solo (come prima avveniva) a livello universitario? Non so se le cose siano legate strettamente ma l’educazione di massa sospetto sia stata uno dei fattori in gioco.

Quando penso all’educazione in famiglia non penso a dei genitori che danno un insegnamento neutrale ai propri figli ma penso a genitori che plasmano la prole a immagine della propria ideologia e fede: quante ragazze musulmane sono convinte che portare il velo sia un qualcosa che ha a che fare con la loro libertà e il rispetto per se stesse? Quanti ragazzi crescono convinti che la donna abbia un ruolo ben preciso ed abbiano uno status minore rispetto a quello di un uomo? Quanti per motivi religiosi credono che l’omosessualità sia qualcosa di peccaminoso e che debba essere punito? Sono esempi ovvi e anche banali ma sono proprio quelli che sottolineano il perché ritengo che la scuola sia una necessità: per limitare e neutralizzare (o bilanciare) gli eccessi ideologici di una coppia di genitori.


Dunque no. Non sono a favore dell'educazione limitata alla famiglia, questa ha un ruolo già importante nella formazione degli individui; ruolo che ha bisogno di qualcosa che lo bilanci affinché il futuro adulto abbia possibilità di scegliere o meno come essere, se accettare o meno determinate prese di posizione.
“To err is human, to purr is feline"Robert Byrne

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