http://www.lemonde.fr/culture/article/2013/12/24/apres-la-projection-de-tomboy-des-eleves-m-ont-dit-l-homosexualite-c-est-peche_4339340_3246.html
Come
dicevo scrivere in un blog genera in me ansia e dubbi.
Certo
è un ottimo mezzo per dare sfogo alla mia compulsiva necessità di digitare su
una tastiera (per non parlare di come possa riempire i tempi morti) ma rimane
il punto di cosa scegliere.
In
fondo abito in un paesello minuscolo in cui l’obiettivo massimo delle persone e
trovare da fare per non annoiarsi (il che si traduce con un culto abnorme verso
il fare gli ortolani) e in giro ci sono talmente tanti blog in cui si discute
praticamente di tutto che resistere alla tentazione di usare la tastiera per più
piacevoli vicende è forte (i giochi online sono una droga specie se il tuo
avatar può usare una spada laser o un blaster e usare astronavi per vincere il
male).
Ma
essere logorroici e narcisisti impone che io scriva qualcosa.
E
visto il periodo direi che non stona una digressione su un argomento
interessante sollevato da una mia amica internettiana: l’educazione fai da te,
ovvero educare i propri figli a casa.
Lei
è una sostenitrice di questa forma di educazione da contrapporre a quella
tradizionale data dalle scuole ed adduce una serie di motivazioni*.
Ovviamente
(era intuibile) la mia posizione è opposta: la famiglia è un perno fondamentale
della società ma non ritengo abbia in alcun modo i mezzi per dare un’educazione
funzionale ad un bambino.
Il link che ho messo all’inizio è un buon
esempio del perché: la scuola ha un compito complesso che non è solo quello di
formare dei perfetti futuri salariati, ma di aiutare alla crescita di persone
che vivranno all’interno di una società.
Società che non è più statica e rigidamente
divisa in comparti stagni (donne in cucina, uomini a lavoro, ariani in
arianolandia, barbari in barbarolandia, omosessuali nell’armadio insieme ai
cadaveri ed i panni sporchi ecc.. ecc.. ...) ma parzialmente aperta e fluida e
richiede che le persone che vi fanno parte siano anch’esse flessibili ed aperte
di mentalità.
Non per altro ma quanto meno per ridurre i
problemi di atriti sociali e scontri tra gruppi etnici, religiosi, politici, e
(magari) anche permettere agli appartenenti a gruppi minoritari (o socialmente
visti come deboli) di vivere senza un carico eccessivo di preoccupazioni in
più.
Già attualmente l’educazione civile e la
funzione sociale della scuola sono fortemente minate dalla forte influenza
delle famiglie cosa succederebbe se un figlio venisse solamente educato dai
propri genitori?
Quanti genitori saprebbero spiegare ai figli
la differenza tra fede e scienza (quando un fondamento della biologia quale
l’evoluzionismo è in discussione ovunque con casi clamorosi come quelli USA in
cui al suo fianco si insegna il disegno intelligente)?O che vi è una
distinzione tra chiesa e stato?Chi insegnerà il rispetto per il prossimo e chi
cercherà di far capire che alcune ide tradizionali sarebbe meglio lasciarle al passato
(riguardo ruolo e libertà delle donne, riguardo la non esistenza delle razze ed
infondatezza del razzismo, riguardo la pari dignità tra i vari tipi di
sessualità)?
Inoltre per quanto (voglio rimanere nel caso
di una famiglia con genitori in gamba e intelligenti) ai gorni nostri sia
facile accedere ad ogni tipo di informazione dal punto di vista scientifico e
tecnico chi garantisce che i genitori siano in grado di capire quali siano le
richieste necessarie ed attuali per garantire un corretto inserimento
lavorativo di un bambino-ragazzino-giovane?
Quando ero un bambino leggere e scrivere e
fare di conto era la norma, adesso ci sono le lingue, l’uso di apparecchi
elettronici di uso comune, alle medie la biologia e le scienze naturali sono
più complesse, alle superiori si studiano ogm, biotecnologie, dna ricombinante.
Scelte non facili.
Mentre scrivevo mi è venuto in mente anche
un’altro argomento (un po fazioso): negli ultimi due secoli sono avvenuti in
occidente dei cambiamenti sociali epocali che hanno portato alla nostra società
attuale, cambiamenti non da poco, adesso parliamo di diritti dell’uomo, di
dignità e diritti dei bambini, di parità dei sessi e rispetto della donna, di
integrazione razziale; di emancipazione della comunità LGBT.
Tutto legato solo al boom economico e lo
sviluppo tecnologico? O c’entra anche il fatto che dopo millenni la scuola
pubblica (ma anche privata) ha sostituito un metodo educativo bassato sui tutor
e sulla famiglia a tutti i livelli e non solo (come prima avveniva) a livello
universitario? Non so se le cose siano legate strettamente ma l’educazione di
massa sospetto sia stata uno dei fattori in gioco.
Quando penso all’educazione in famiglia non
penso a dei genitori che danno un insegnamento neutrale ai propri figli ma
penso a genitori che plasmano la prole a immagine della propria ideologia e
fede: quante ragazze musulmane sono convinte che portare il velo sia un
qualcosa che ha a che fare con la loro libertà e il rispetto per se stesse?
Quanti ragazzi crescono convinti che la donna abbia un ruolo ben preciso ed
abbiano uno status minore rispetto a quello di un uomo? Quanti per motivi
religiosi credono che l’omosessualità sia qualcosa di peccaminoso e che debba
essere punito? Sono esempi ovvi e anche banali ma sono proprio quelli che
sottolineano il perché ritengo che la scuola sia una necessità: per limitare e
neutralizzare (o bilanciare) gli eccessi ideologici di una coppia di genitori.
Dunque no. Non sono a favore dell'educazione
limitata alla famiglia, questa ha un ruolo già importante nella formazione
degli individui; ruolo che ha bisogno di qualcosa che lo bilanci affinché il
futuro adulto abbia possibilità di scegliere o meno come essere, se accettare o
meno determinate prese di posizione.
“To err is human, to purr is feline"Robert Byrne
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