sabato 1 marzo 2014

Wannabe sluts (ragazzine precoci e innocenti adescati) [Sound track? Sweet Painted Lady di Elton John]

In questo paese tutti rimangono sconvolti (o meglio "sotto choc" come piace scrivere ai giornalisti nostrani) quando si scopre che la prostituzione minorile non solo esiste ma è uno dei motori principali del mercato del sesso. Da stupirsi (positivamente) ci sarebbe sì ma non perché delle ragazzine decidano di vendersi piuttosto perché un cliente decide di denunciarle quando capisce che ha davanti delle poco più che bambine.
 Genova, due ragazzine di 14 e 15 anni si prostituiscono
Chissà se vedrò mai il giorno in cui la società smetterà di fare finta di non sapere o vedere come realmente funziona il mondo: la carne fresca attira, una ragazzina che sta sbocciando è di una bellezza che non passa inosservata e che genera fantasie (che dovrebbero rimanere tali). Ne dubito. Perché manca la maturità necessaria ad accettare il fatto che i maschi non sono esattamente dei santerelli. Ma, sopratutto, manca la volontà di smontare una serie di pregiudizi e la componente patriarcale (nonché deresposabilizzante) della nostra società. Leggere gli articoli a riguardo di quanto avvenuto (prima a Roma ora a Genova) è frustrante.

Il giornalismo di cronaca dovrebbe essere obiettivo e raccontare semplicemente i fatti lasciando agli opinionisti il fornire un'interpretazione e il dare un giudizio. Come sempre la teoria è ben lontana dalla pratica. Questo articolo è quello più avvilente, per i toni, tra quelli che ho letto. I termini e il modo in cui li si usa mirano alla criminalizzazione delle due adolescenti dipinte come delle svampite viziate che per arrotondare la propria paghetta decidono di darsi al meretricio adescando (adescare, un verbo con una marea di sottintesi moralistici, si adesca un bambino, chi viene adescato è una vittima) uomini sul web.

Più che avvilente è da infuriarsi perché si sottintende che i clienti delle ragazzine siano delle povere vittime sedotte da delle prostitute e non uomini che volontariamente cercano donne per sesso a pagamento e che tranquillamente se ne sbattono dell'età (ma immagino già l'obiezione: sembravano adulte, cosa devo fare chiedere la carta di identità? E così via.. ...) anzi probabilmente sono ancora più eccitati dal poter mettere le mani su delle minorenni giovanissime per prezzi stracciati e senza rischiare quel minimo di stigma che potrebbe essere l'adescare una minorenne per una sveltina (in questo caso il verbo è usato correttamente).

Altro punto critico è il continuo accenno all'arrotondamento della paghetta per potersi pagare trucchi e piercing. Ah queste sgualdrinelle viziate che vogliono truccarsi (puttanelle) e farsi i piercing. Come se fossero queste le cose denigrabili. Viviamo in una società dove il culto per l'immagine è stato portato all'estremo, siamo bombardati dal concetto che bisogna spendere e spendere per rendersi fighi ed essere popolari, in Italia abbiamo fior di esempi di donne che hanno usato il proprio corpo per diventare benestanti o acquisire posizioni di comando (ministri, parlamentari, consigliere regionali), non si insegna alle ragazze e ai ragazzi a darsi da fare perché tanto mamma e papà pensano a tutto. Quanti genitori fanno capire ai propri figli che i piaceri ed i desideri della vita richiedono sforzi? Quanti impongono alla prole di trovare lavori estivi o stagionali (che sia volantinaggio, dog sitting, baby sitting, lavaggio delle macchine) per sopperire ai costi di ricariche telefoniche, uscite e così via? Ben pochi temo. Però tutti poi rimangono sconvolti se le proprie figlie decidono di sfruttare un mercato come quello del sesso minorile. 

Queste piccole troie. Che poi vanno pure a piangere davanti ai carabinieri!! 
E invece dei clienti cosa dicono gli articoli? Di quei maschi che sono stati con queste ragazze per realizzare le loro perversioni? Di quelli? Solo un accenno, una o due righe per dire che la polizia sta cercando i trenta/quarantenni adescati dalle due ragazze. Adescati. Come i poveri pesci che finiscono all'amo, o gli animali che incappano nelle esche dei cacciatori. Già. Come se sfruttare la prostituzione (abusare, perché di abuso si tratta, di ragazzine lavandosi la coscienza perché le si è pagate è sfruttamento, come lo è cercare sesso a pagamento nelle strade dove la maggior parte delle lavoratrici sono schiave) non fosse grave. 

Ma in fondo loro sono ragazzine viziate in cerca di trucchi e piercing e i clienti dei poveretti adescati dalle due puttanelle. I conti tornano, no?
Sweet painted lady - Elthon John
“Cats don't need to be possessed; they're evil on their own.” 

Peter Kreeft

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